una figuraccia
Un Grosso fuorionda con il giudice imbarazza il Comitato dell'Anm
Durante un dibattito sul referendum, il presidente del Comitato per il No e Giuseppe Marra a microfoni apprentemente spenti parlano del ricorso di Avs sul limite dei due mandati del presidente della regione, ma il collegio che dovrà prendere la decisione è presieduto proprio da Marra. E ora si chiedono le dimissioni
Roma. Un fuorionda galeotto, certo, ma di innegabile gravità quello che ha visto protagonisti l’avv. Enrico Grosso, presidente del Comitato per il No promosso dall’Anm, e Giuseppe Marra, presidente del tribunale di Aosta. Scenario dell’incontro, l’Università della Valle d’Aosta, che ha organizzato un dibattito sul referendum. In Valle il clima politico è caldo per il ricorso di Avs sul limite dei due mandati del presidente della regione Renzo Testolin, con l’intenzione di farlo dichiarare decaduto. Ricorso sul quale il prossimo 22 aprile è prevista la prima udienza al tribunale di Aosta: il collegio che dovrà prendere la decisione è presieduto proprio da Marra. Ebbene, prima del dibattito, senza rendersi conto dei microfoni accesi, Grosso, che ha redatto un parere per conto di Testolin sulla legittimità della rielezione, si intrattiene col giudice Marra proprio sul ricorso di Avs. Il dialogo comincia quando in sala entra il presidente Testolin. “Questo è il presidente della regione”, dice Marra. “Sì sì” risponde Grosso, che ne approfitta per introdurre l’argomento: “Ho fatto un parere sulla sua rielezione”. “C’è un contenzioso – replica Marra – speriamo…io ho letto solo l’atto introduttivo. Si è rivolto a te…sono contento, cioè, sono fiducioso perché obiettivamente è una causa molto...”. “Secondo me – dice Grosso – ci sono dubbi sulla giurisdizione…siamo come un topo nel cacio”. Il dialogo prosegue, con Grosso che illustra i termini della “questione”. Il fuorionda ha provocato la reazione di Chiara Minelli, capogruppo Avs in consiglio regionale: “Sono rimasta basita – ha detto –. E’ inaccettabile che ci sia stato un dialogo su una materia delicata in cui il presidente del Tribunale dovrebbe avere un atteggiamento di totale imparzialità”. Ma a chiedere la testa di Grosso è Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente del comitato Cittadini per il Sì: “Prof. Grosso, per rispetto di chi onestamente vuole votare No, non le sembra il caso di dimettersi da presidente del Comitato per il No?”. Di fronte alle polemiche, Marra ha tentato una spiegazione: “Ho conosciuto il prof. Grosso al convegno. Quando il presidente della regione è venuto a salutarmi, il professore mi ha detto di conoscerlo perché ha fatto a suo tempo il parere per la sua eleggibilità. Per quanto riguarda la causa in questione, c’è solo l’atto introduttivo. La regione non si è ancora costituita e non sarà difesa da Grosso. Ha detto è che, secondo lui, ci potrebbe essere un problema di giurisdizione. E io ho semplicemente detto che se ci sarà verrà valutato. Nulla di più. Io il parere di Grosso non l’ho letto. Non ho anticipato nulla del giudizio né nel fatto”. Definirla una minimizzazione è un eufemismo: è legittimo pensare che Grosso si faccia forte della sua posizione frontman del comitato dell’Anm. Altrimenti come poteva venirgli in mente di far filtrare la sua opinione al presidente del collegio che dovrà decidere sul ricorso? E com’è possibile che Marra non abbia tagliato corto?