Ansa
i numeri
Il 57 per cento degli imprenditori voterà Sì al referendum. Il sondaggio dell'Istituto Piepoli
L'analisi è stata svolta su un campione di 500 persone che dimostrano di conoscere i contenuti della riforma costituzionale al 90 per cento. Il divario di affluenza tra Nord e Sud e la differenziazione del voto nelle varie macro aree geografiche
Una platea di cinquecento imprenditori italiani ha risposto alle domande dell'istituto Piepoli in collaborazione con Conflavoro in vista del voto del 22 e 23 marzo sul referendum della giustizia. Il quadro che ne esce è chiaro: gli intervistati voteranno per il 57 per cento a favore della riforma Nordio e il 43 per cento voterà contro. Il dato che più qualifica il sondaggio è quello riguardante il livello di preparazione sull'argomento: il 94 per cento degli imprenditori intervistati è a conoscenza del fatto che si svolgerà la consultazione e 9 intervistati su 10 sanno che non è previsto il quorum. Il 90 per cento, invece, è informato sull'esistenza e sui contenuti della riforma costituzionale.
L'affluenza sul totale del campione è stimata al 60 per cento, con una leggera prevalenza nel Nord-Ovest e Nord-Est (63 per cento) e nel Centro Italia (64 per cento), più bassa nel Sud e isole (54 per cento). Considerando invece le macro aree geografiche, il Sì è più marcato nella zona Nord-Est del paese con il 61 per cento, mentre prevarrà meno in altre zone: nel Nord-Ovest il Sì si attesta al 57 per cento, nel Sud e nelle Isole al 56 per cento e al 55 per cento nel Centro. Nel campione analizzato dall'Istituto ci sono anche gli indecisi, fermi al 18 per cento. Anche se al momento, se dovessero scegliere di esprimersi, voterebbero per il Sì il 52 per cento degli imprenditori