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l'opinione

Paradosso: gli antifascisti per il No la pensano come Mussolini

Franco Lo Piparo

La composizione degli organismi di autogoverno dei magistrati (Csm) formata mediante sorteggio? La differenziazione netta tra magistrati requirenti e magistrati giudicanti? Il fondatore del Fascismo inorridirebbe leggendo la riforma Nordio

Dal momento che nel dibattito sul referendum si invoca, quasi sempre a sproposito, il fascismo mi sono posto una domanda apparentemente bizzarra: Mussolini redivivo come voterebbe? Non ci sono dubbi: Mussolini voterebbe No. Voterebbe No sia il Mussolini socialista massimalista sia il Mussolini fascista. E lo dico con testi mussoliniani alla mano, avendo avuto modo di leggerli in questi ultimi anni.

La composizione degli organismi di autogoverno dei magistrati (Csm) formata mediante sorteggio? Scherziamo? E come potrebbe il potere politico controllare i processi contro i suoi oppositori? I giudici che componevano il Tribunale per la difesa dello stato (istituito il 25 novembre 1926) che giudicarono e condannarono tanti antifascisti, tra questi Gramsci, erano nominati direttamente da Mussolini. Figuratevi il cieco sorteggio! E naturalmente Mussolini sarebbe rimasto inorridito all’idea che la composizione del Tribunale che giudica i ministri possa essere formato per sorteggio. Procedura – i fautori del No fanno finta di non saperlo – che viene praticata da molti anni in Italia e con la giusta approvazione di chi oggi considera fascista il sorteggio dei componenti dei due Csm. Ve lo immaginate il fascista Tribunale speciale per la difesa dello stato formato da giudici sorteggiati? Una contraddizione in termini.

La differenziazione netta tra magistrati requirenti e magistrati giudicanti? Mussolini redivivo considererebbe anche questa una bestemmia contro lo spirito e la lettera fascista. Il fascismo, così come il comunismo, è un regime totalitario contrario a ogni forma di separazione e di controllo reciproco dei poteri. Lo stato fascista è uno stato culturalmente omogeneo le cui articolazioni debbono mirare a un medesimo fine e in cui tutti debbono riconoscersi. In un tribunale fascista organi requirenti e magistrati giudicanti debbono collaborare (altro che differenza di funzioni o di ruoli!) e lavorare insieme per perseguire lo stesso fine.

Altra bestemmia antifascista della riforma. L’attuale art. 104 della Costituzione viene così riscritto: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”. Più chiaro di così non può essere detto: anche la magistratura requirente “costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.

La subdola astuzia della storia! Gli antifascisti sostenitori del No avrebbero come compagno autorevole il fondatore del fascismo. Auguri.