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le dichiarazioni
Nordio: "Blasfemo dire che la riforma mina l'indipendenza. Se vince il No restiamo al nostro posto"
Il ministro interviene all'inaugurazione dell'anno giudiziario della Cassazione. La replica del presidente dell'Anm: "Mi spiace che sia stato usato il termine blasfemo. Noi abbiamo delle opinioni che riteniamo fondate e che difendiamo"
Se vincerà il No al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia "resteremo fermi al nostro posto, rispettandone la decisione". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte Suprema di Cassazione a Roma. "In caso di vittoria del Sì – ha aggiunto – inizieremo il giorno successivo un dialogo con la magistratura con il mondo accademico con l'avvocatura per elaborare le necessarie norme attuative".
All'appuntamento, a cui era presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro ha ribadito l'invito a gestire la campagna elettorale con toni pacati. "Auspico che il dibattito sulla riforma si mantenga nei limiti della razionalità, della pacatezza e della continenza. Abbiamo già detto che vi sono buone ragioni per criticarla, e abbiamo anche aggiunto che le buone ragioni cedono alle ragioni migliori, o almeno a quelle che noi riteniamo essere le migliori. Entrambe possono comunque senza rancori e soprattutto senza retropensieri elettorali", ha precisato.
Poi ha attaccato chi denuncia le derive autoritariste della riforma: "Sento il dovere istituzionale di ribadire con chiarezza e fermezza che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l'indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile che oltre mezzo secolo fa, in un momento molto doloroso della Repubblica, mi indusse a far parte di quel nobile ordine al quale mi sento ancora di appartenere". Nel suo intervento il ministro ha letto l'articolo della riforma che conferma l'indipendenza della magistratura: "Un'interpretazione diversa da questa letterale – ha sottolineato – è un'arbitraria e malevola distorsione offensiva della logica ermeneutica e dell'etica politica. L'attribuzione al legislatore dell'intenzione di sottoporre la magistratura al potere esecutivo è una grossolana manipolazione divinatoria di una realtà immaginaria".
Le parole di Nordio hanno suscitato la reazione dell'associazione nazioanale magistrati. "Mi spiace che sia stato usato il termine blasfemo che io userei per manifestazioni e situazioni differenti da questa. Noi abbiamo delle opinioni che riteniamo fondate e che difendiamo, che hanno la loro dignità", ha puntualizzato il presidente dell'Anm, Cesare Parodi. "Non mi sento di condividere il termine blasfemo, il ministro lo ha usato, ne prendo atto, ma non mi pare il termine più appropriato".
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