testimonial per un attimo

Il Pd rilancia il prof filo russo D'Orsi per il No al referendum sulla giustizia, poi cancella il post

Sulla pagina Facebook del Nazareno compare un video in cui il professore denuncia la deriva autoritaria in caso di vittoria del Sì. Eppure questa forma di governo dovrebbe piacergli, visto l'amore per Mosca

Marzo si avvicina. E la caccia al testimonial perfetto per il referendum sulla separazione delle carriere è in pieno corso. È in questo clima frenetico che il Pd ha deciso di diffondere attraverso i suo canali social l'intervento del professore Angelo D'Orsi. Ma la condivisione è durata solo qualche minuto. Dopo poco dal Nazareno è arrivato il contrordine: post cancellato. Il video incriminato riprendeva l'intervento del professore alla trasmissione condotta da David Parenzo, L'Aria che tira, sul voto del 22 e del 23 marzo. "Questo referendum, insieme al premierato, punta a una restrizione complessiva degli spazi di democrazia", dice D'Orsi. 

 

 

 

 

Insomma, un bello slogan per la campagna per il No. Peccato che detto da D'Orsi, tanto impegnato a combattere la russofobia da volare in piena guerra a Mosca per partecipare all'anniversario di Russia Today, possa quanto meno stonare. E d'altronde, che a D'Orsi i paesi dove "gli spazi di democrazia sono ristretti" non facciano proprio schifo lo si è capito anche dalle sue chiarazioni sul Venezuela. Dove, a detta del professore che piace al Pd, 8 milioni di venezuelani sono "emigrati"  e non scappati dal regime di Maduro. Preoccupati evidentemente più dal clima che dalle decine di migliaia di prigionieri politici e dalle quasi duemila vittime di tortura. Insomma il professore ha le sue idee. Anche al Nazareno devono esserselo ricordato. E così, poco dopo la pubblicazione del post, D'Orsi è stato rapidamente depennato dal roster di volti scelti dal Pd per la campagna referendaria.

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