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Editoriali

Nuova bocciatura del Riesame sull'edilizia. Ma le inchieste flop sono troppe

Redazione

I giudici di merito continuano a demolire inchieste che per ora hanno soltanto avuto l’effetto di bloccare l’economia della città e lasciare senza casa centinaia di famiglie. Procuratore Viola, dica qualcosa

 

L’ultimo esito non proprio commendevole dei pm della procura di Milano incaricati delle celebri indagini sull’edilizia è arrivato nei giorni scorsi. L’ennesima bocciatura, sonora, da dividere anche col gip Mattia Fiorentini, che firmò la richiesta. La vicenda è quella del sequestro preventivo, chiesto e ottenuto dalla procura del cantiere Unico-Brera in via Anfiteatro. Che aveva già superato positivamente due gradi di giudizio amministrativo, Tar e Consiglio di Stato. Perché mai una procura decide di sequestrare un cantiere già certificato come legittimo? Se l’è chiesto anche il Riesame, che lo ha dissequestrato. C’è un retroscena sempre non commendevole ma evidente: la procura, col suo pool, ha visto smontare la maggior parte delle accuse per “corruzione” e abuso edilizio. Provare con i sequestri è l’ultima strategia per arrivare, prima o poi, a processi che finiranno come possiamo immaginare. I giudici di merito continuano a demolire inchieste che per ora hanno soltanto avuto l’effetto di bloccare l’economia della città e lasciare senza casa centinaia di famiglie. In base a un teorema di sapore politico.

Ma non è l’unica inchiesta flop messa in piedi dalla procura retta a 2022 da Marcello Viola. Tra le più mediatiche (dove sono finite?) l’inchiesta sulla proprietà del Milan, l’apertura di fascicoli per cercare di bloccare la vendita dello stadio Meazza e quella, più dannosa almeno per l’immagine delle Olimpiadi, sulla Fondazione Milano-Cortina. E’ della settima scorsa un altro tragico flop, l’inchiesta Mensa dei poveri, che ha rovinato vita e carriere a molti politici, risultati innocenti. Una riedizione caricaturale di Mani pulite. Ma a quel tempo, 2019, procuratore era Francesco Greco: giusto per dire che le cattive inchieste molto strombazzate a Milano non sono cosa degli ultimi anni. Forse è il caso che il procuratore Viola dica una buona volta qualcosa, per spiegare il senso di tanti dolorosi buchi nell’acqua. O dovremo aspettare che della procura di Milano se ne occupi una bella inchiesta di “Report”?

 

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