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la rassegna

Un anno di calvari giudiziari. Ecco i processi sbandierati sui giornali ma finiti nel nulla nel 2025

Ermes Antonucci

Da Arcuri a Haggis, da Sangiuliano a Molinari. E poi il flop dell’inchiesta “Stige” di Gratteri, gli arresti annullati sull’urbanistica di Milano. Gli imprenditori e i politici assolti a distanza di oltre dieci anni dalle accuse

Da Domenico Arcuri, assolto per il caso mascherine durante l’emergenza Covid, al regista Paul Haggis, prosciolto dall’accusa di violenza sessuale in una vicenda dal clamore internazionale. Dal crollo del terzo filone del pazzo processo Eni-Nigeria (finito con gli imputati assolti e i pubblici ministeri condannati) ai flop della maxi inchiesta “Stige” di Nicola Gratteri, presentata come modello da far studiare ai magistrati e finita con 100 assolti su 169 arrestati. Passando per le figuracce del pm torinese Gianfranco Colace (“Bigliettopoli”, “Sanitopoli”, l’inchiesta sullo smog a Torino, il processo contro il capogruppo leghista Riccardo Molinari) e gli arresti annullati nell’indagine sull’urbanistica di Milano. E ancora: la sentenza su Marcello Dell’Utri che demolisce i teoremi sui rapporti tra Berlusconi e la mafia che per trent’anni hanno inquinato il dibattito politico in Italia. Senza dimenticare i numerosi imprenditori, manager e funzionari pubblici che hanno dovuto aspettare oltre dieci anni per ottenere sentenze di assoluzione soltanto di primo grado. Anche nel 2025 sono stati tanti i processi e le indagini crollati in sede di giudizio, spesso dopo inchieste eclatanti, arresti preventivi e distruzione mediatica dei malcapitati. Torna la rassegna del Foglio sui principali casi emersi nel corso dell’anno che si è appena concluso.

   
Gennaio

L’anno si apre nel segno dei risvolti giudiziari dell’emergenza Covid-19. Il 23 gennaio il tribunale di Padova assolve Roberto Rigoli (ex coordinatore delle unità di microbiologia del Veneto) e Patrizia Simionato (ex direttrice generale di Azienda zero) nel processo sul caso dei tamponi rapidi acquistati dalla regione Veneto durante la pandemia del 2020. I due erano accusati di falso ideologico e di turbata libertà di scelta del contraente. L’inchiesta era partita da un esposto del microbiologo Andrea Crisanti, oggi senatore del Partito democratico. Pochi giorni dopo, il tribunale di Roma assolve invece l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, dall’accusa di abuso d’ufficio nel processo incentrato sulla fornitura di mascherine dalla Cina nella prima fase dell’emergenza pandemica. Nei confronti di Arcuri, i pm capitolini in una prima fase avevano contestato anche la corruzione e il peculato, accuse poi archiviate. Al termine di un processo durato quattro anni, il tribunale di Trento assolve l’ex primario del reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento, Saverio Tateo, e la sua vice Liliana Mereu dalle accuse di maltrattamento ai danni di 21 tra infermieri, ostetriche e medici dell’unità operativa. La procura aveva chiesto per entrambi la condanna a quattro anni, due mesi e venti giorni di reclusione. Il processo era nato dall’indagine svolta dai Carabinieri e coordinata dalla procura di Trento in seguito alla scomparsa della ginecologa Sara Pedri, 31 anni, di cui si sono perse le tracce dal marzo 2021.

  

Febbraio

Dopo oltre sette anni, il tribunale di Milano assolve quasi tutti gli imputati del processo sull’incidente ferroviario di Pioltello del 25 gennaio 2018, che causò tre morti e oltre 200 feriti. I giudici assolvono dalle accuse di disastro ferroviario colposo e omicidio e lesioni colpose otto imputati, tra cui l’ex amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (Rfi), Maurizio Gentile, l’ex direttore di produzione Umberto Lebruto e l’ex direttore territoriale di produzione Vincenzo Macello. Viene condannato soltanto l’ex responsabile dell’unità manutentiva, Marco Albanesi (cinque anni e tre mesi). A otto anni dall’avvio delle indagini per abuso d’ufficio e falso, la Corte di Cassazione assolve in via definitiva Carmine Di Ilio, ex rettore dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, e l’ex direttore generale Filippo Del Vecchio. L’inchiesta deflagrò con un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici di sei mesi nei confronti dei due indagati, che vennero così estromessi dall’ateneo.

  

Marzo

Crolla dopo cinque anni a Torino il processo “Bigliettopoli”, messo in piedi dal pm Gianfranco Colace. Il tribunale assolve sette imputati, tra cui quello principale, Giulio Muttoni, noto imprenditore del settore degli eventi e dei concerti, per il quale la procura aveva chiesto una condanna a 18 mesi per il reato di corruzione impropria. Il tribunale condanna sei imputati, facendo cadere però anche nei loro confronti le accuse più pesanti, come la corruzione. L’accusa era incentrata su un presunto scambio di favori e biglietti di concerti, di cui avrebbero usufruito anche politici e funzionari pubblici. L’inchiesta ebbe un ampio rilievo mediatico e dopo poco tempo Muttoni fu costretto a dichiarare il fallimento della sua azienda. Nel corso dell’indagine, l’imprenditore è stato oggetto di oltre 30 mila intercettazioni. Tra queste anche le 500 intercettazioni nei confronti dell’allora senatore Stefano Esposito, compiute illegalmente secondo la Corte costituzionale poiché prive di autorizzazione del Parlamento: per questa vicenda il pm Colace è stato sanzionato dal Csm con il trasferimento di sede e di funzioni (sanzione non ancora esecutiva).

 

Finisce l’incubo per il calciatore Armando Izzo: la Corte d’appello di Napoli lo assolve dalle accuse di concorso esterno in associazione camorristica e frode sportiva aggravata dal metodo mafioso. La sentenza ribalta la condanna a cinque anni inflitta in primo grado nel 2023, della quale il procuratore generale ne aveva chiesto la conferma.

  

Aprile

Il Tribunale dei ministri archivia l’indagine a carico dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, in cui si contestavano i reati di peculato e rivelazione del segreto d’ufficio. Il fascicolo era stato aperto dalla procura di Roma dopo un esposto del parlamentare di Avs, Angelo Bonelli, in cui si faceva riferimento al caso di Maria Rosaria Boccia e alla “pubblicazione di documenti riservati da parte di Boccia” e l’uso da parte della donna “di mezzi e servizi dello stato, inclusa l’auto della scorta”.

 

A distanza di undici anni dai fatti, il tribunale di Pescara assolve Gianni Chiodi, presidente della regione Abruzzo dal 2009 al 2014, nel processo sui tetti di spesa delle cliniche private. “Sono stato l’unico politico processato per non aver favorito la sanità privata”, dice al Foglio Chiodi, che per vedersi assolto ha rinunciato alla prescrizione. “Il processo è scaturito da un’indagine del 2014. Nel frattempo sono stato sputtanato e fatto fuori dalla politica”, aggiunge.

 

Dopo otto anni il tribunale di Torre Annunziata assolve Ciro Borriello, ex deputato e per due volte sindaco di Torre del Greco (Napoli) dal reato di corruzione, accusa che nell’agosto 2017 gli costò l’arresto. “In 15 giorni di carcere persi 10 chili”, racconta Borriello al Foglio. La prova “schiacciante” era costituita da un’intercettazione ambientale in cui si sentiva uno strofinio di carta, ricondotto dagli inquirenti a mazzette di banconote. Un’ipotesi bizzarra, crollata clamorosamente al processo.

 
Dopo “Bigliettopoli” crolla a Torino anche l’indagine “Sanitopoli”, avviata nel 2018 sempre dal pm Colace. Il tribunale assolve quattro imputati accusati di corruzione e turbativa d’asta per un appalto da 56 milioni dell’Asl To3: Flavio Boraso, ex direttore generale dell’Asl To3, l’imprenditore Antonio Marino, il manager Davide Gagliardi e il luogotenente dei Carabinieri Giuseppe Carbone. Alla fine viene inflitta soltanto una pena a nove mesi a un finanziere per rivelazione di segreto d’ufficio. 

  

Maggio

Il tribunale di Brindisi archivia l’indagine a carico del regista e sceneggiatore premio Oscar Paul Haggis, accusato nel giugno 2022 di aver abusato sessualmente in Italia, a Ostuni, di una donna inglese di 28 anni. Le accuse di violenza sessuale e lesioni personali finirono sulle prime pagine dei principali giornali italiani e internazionali, e costarono al regista canadese 14 giorni di arresti domiciliari. A distanza di tre anni arriva il proscioglimento da parte del giudice: “Non si consumarono rapporti sessuali senza consenso”.

 

Si chiude con il proscioglimento definitivo di tutti gli imputati il processo per lo smog a Torino contro l’ex governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, gli ex sindaci Chiara Appendino e Piero Fassino, e gli assessori che hanno gestito la delega all’ambiente tra il 2015 e il 2019 (Alberto Unia, Stefania Giannuzzi, Enzo Lavolta e Alberto Valmaggia). Tutti accusati di inquinamento ambientale colposo per non aver adottato, secondo i pm torinesi Vincenzo Pacileo e Gianfranco Colace, misure adeguate per ridurre il livello di sostanze nocive nell’aria, contribuendo così a causare la morte di almeno 900 persone. Gli imputati erano stati prosciolti già in udienza predibattimentale, quindi senza neanche arrivare a processo. La procura torinese aveva impugnato la decisione ma la procura generale ha deciso di rinunciare al ricorso in appello.

 

Diventa definitiva anche l’assoluzione del capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, dall’accusa di falso elettorale. L’esponente leghista era stato assolto già in primo grado dal tribunale di Torino nel novembre 2023. Il pm che aveva portato avanti il processo, Gianfranco Colace, aveva impugnato l’assoluzione, ma anche in questo caso la procuratrice generale di Torino, Lucia Musti, ha rinunciato al ricorso in appello, rendendo definitiva l’assoluzione. 

 
Dopo undici anni il brigadiere dei Carabinieri Giuseppe Cucinotta viene assolto dalle accuse di corruzione e abuso d’ufficio, dopo aver rinunciato alla prescrizione. Peccato che a causa dell’inchiesta, iniziata nel 2014, Cucinotta sia stato sospeso dal servizio, con la carriera bloccata e il riconoscimento di un assegno alimentare. Ora non sarà neanche reintegrato in ruolo: durante questo lungo calvario giudiziario, infatti, ha maturato la pensione.

 

Giugno

Il gip di Forlì archivia definitivamente l’accusa di riciclaggio rivolta dalla procura forlivese nel lontano 2008 nei confronti dei vertici dell’epoca del gruppo Delta, società di credito al consumo di Bologna. L’indagine portò all’arresto di cinque persone, tra cui la vicepresidente del gruppo, Paola Stanzani, che trascorse 21 giorni in carcere e sei mesi ai domiciliari. Dopo 17 anni gli indagati vengono tutti prosciolti. Peccato che nel frattempo il gruppo Delta, commissariato, sia fallito, facendo andare in fumo circa mille posti di lavoro e 700 milioni di euro che erano stati investiti dalla Cassa di risparmio di San Marino.

 

I dirigenti e i manager di Strada dei Parchi, società del gruppo Toto che si occupa della gestione delle autostrade A24 e A25, che collegano l’Abruzzo con il Lazio, vengono assolti per la settima volta dall’accusa di aver omesso la manutenzione dei viadotti. L’accusa è stata portata avanti da cinque procure abruzzesi (L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Sulmona) in seguito al crollo del ponte Morandi di Genova, avvenuto il 14 agosto 2018. Una sorta di caccia alle streghe sempre smentita in sede giudiziaria. 

 

Luglio

Crolla anche il terzo processo sul caso Eni-Nigeria. Dopo l’assoluzione nel filone principale di tutti e 15 gli imputati (tra cui l’ad di Eni Claudio Descalzi e il suo predecessore Paolo Scaroni), e l’assoluzione nel filone abbreviato di due presunti intermediari, il tribunale di Milano assolve anche il faccendiere nigeriano Aliyu Abubakar dall’accusa di aver distribuito la mazzetta miliardaria, in realtà mai esistita, per l’acquisizione del blocco petrolifero Opl 245 in Nigeria. A volere il terzo processo è stato il pm Fabio De Pasquale, che insieme al collega Sergio Spadaro aveva condotto la maxi inchiesta poi bocciata clamorosamente in sede giudiziaria. Entrambi i magistrati sono stati condannati in appello a otto mesi per rifiuto di atti d’ufficio, per non aver depositato prove favorevoli alle difese degli imputati nel processo Eni-Nigeria.

 
Il tribunale di Salerno assolve l’ex procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla dalle accuse di corruzione e falso. Con lui vengono assolti anche l’agente di polizia stradale Vito Tignanelli e sua moglie Marisa Aquino. L’indagine, nata nel 2019, è costata al magistrato un procedimento disciplinare e il trasferimento al tribunale civile di Potenza. La procura aveva chiesto una condanna a tre anni di reclusione.

 

Agosto

Il Tribunale dei ministri archivia l’indagine nei confronti della premier Giorgia Meloni per il caso del generale libico Osama Njeem Almasri, arrestato nel gennaio 2025 a Torino su mandato della Corte penale internazionale, poi scarcerato dalla Corte d’appello e rimpatriato in Libia. Per la vicenda, tuttavia, i giudici chiedono al Parlamento il rilascio dell’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e del sottosegretario Alfredo Mantovano. La richiesta sarà respinta a ottobre dall’Aula della Camera dei deputati. 

 

Settembre

Il tribunale del Riesame di Milano annulla tutti e sei gli arresti disposti il 31 luglio ai danni di alcuni dei principali indagati nell’inchiesta sull’urbanistica: il carcere per il costruttore Andrea Bezziccheri, i domiciliari per Alessandro Scandurra (ex componente della Commissione paesaggio del comune milanese), l’imprenditore Manfredi Catella (ceo e fondatore di Coima), Giancarlo Tancredi (ex assessore all’Urbanistica), Giuseppe Marinoni (ex presidente della Commissione comunale per il paesaggio) e l’architetto Federico Pella. I giudici del Riesame, oltre a non rintracciare l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza, criticano il metodo di indagine usato dai pm per teorizzare la corruzione e l’appiattimento del gip alle tesi accusatorie.

 
L’ex sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, viene assolto con la formula piena (“perché il fatto non sussiste) dall’accusa di corruzione e peculato per aver autorizzato, nei giorni successivi al terremoto del 2016, l’installazione di un prefabbricato a Norcia destinato a ospitare la filiale della Banca di credito cooperativo di Spello e Bettona. All’allora primo cittadino era stata contestata anche l’aggiudicazione in favore dello stesso istituto di credito del servizio di tesoreria del comune di Norcia. La procura aveva chiesto una condanna a quattro anni e nove mesi. Quello sulla Banca di credito è soltanto uno dei tanti procedimenti piombati dopo il terremoto del 24 agosto 2016 sulla testa di Alemanno, di fatto accusato di aver preso decisioni per evitare che la città si svuotasse. “Temo, purtroppo, che le mie disavventure giudiziarie spingeranno i miei colleghi nelle prossime emergenze a essere molto più prudenti di quanto non lo sia stato io”, dice Alemanno al Foglio con amarezza.

 

Dopo tredici anni, la Corte d’appello di Catania assolve l’ex sindaco di Priolo, Antonello Rizza, insieme ad altri dieci imputati nell’inchiesta denominata “Qualunquemente”. Gli imputati erano accusati a vario titolo di concussione, voto di scambio, truffa aggravata, abuso d’ufficio. Le accuse più gravi erano cadute già in primo grado, dove Rizza era stato condannato a tre anni, contro una richiesta di condanna di addirittura 15 anni di reclusione.

 

Ottobre

La Corte di Cassazione, con una pronuncia di inammissibilità nei confronti del ricorso della procura generale, rende definitiva la sentenza della Corte d’appello di Palermo del 7 aprile 2025 che nega i rapporti tra Silvio Berlusconi e Cosa nostra. La sentenza, oltre a rigettare l’applicazione di misure di prevenzione nei confronti di Marcello Dell’Utri e dei suoi famigliari, arriva a smentire i principali capisaldi del mito della mafiosità di Berlusconi e del suo impero imprenditoriale. I giudici chiariscono che i versamenti registrati negli anni 80 da Berlusconi a Dell’Utri sono “riconducibili a una matrice estorsiva” da parte della mafia, che aveva minacciato di compiere attentati alla ex Standa e ai ripetitori televisivi del Cavaliere in Sicilia; smentiscono che Fininvest sia nata grazie ai finanziamenti della mafia (“E’ stato possibile identificare l’origine lecita” dei capitali iniziali e di conseguenza “escludere apporti finanziari esterni”); escludono che l’azienda di Berlusconi abbia riciclato denaro sporco della mafia; smontano la tesi secondo la quale le somme versate nel corso degli anni da Berlusconi a Dell’Utri fossero il frutto di un “patto occulto” finalizzato a ottenere il silenzio di Dell’Utri sull’esistenza di accordi con Cosa nostra (“Tesi indimostrata e illogica”). Travaglio e gli altri antiberlusconiani di ferro ancora rosicano, negando addirittura l’esistenza della sentenza della Cassazione. 


Dopo diciotto anni di processi e quattordici sentenze, l’imprenditore siciliano Giuseppe Ferdico (titolare negli anni 90 del più grande centro di distribuzione in Sicilia, di tre centri commerciali e di una ventina di supermercati) viene assolto dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. La sua azienda venne confiscata nonostante l’assoluzione in primo grado. Ora gli viene restituita, ma intanto è fallita.


Al termine di un processo di primo grado durato ben sei anni, il tribunale di Teramo assolve tutti e dieci gli imputati del processo sul sistema acquifero del Gran Sasso, tra cui gli ex vertici dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn), di Strada dei Parchi e di Ruzzo Reti, accusati di aver provocato un pericolo di inquinamento della falda acquifera. Un’accusa evanescente, non fondata su elementi concreti, che però “negli ultimi sette anni ha gettato un’ombra sui laboratori del Gran Sasso, eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo”, dichiara al Foglio Fernando Ferroni, presidente dell’Infn dal 2011 al 2019, professore di fama internazionale, con anche un passato al Cern di Ginevra. Anche lui assolto perché il fatto non sussiste. “Il fatto che siano serviti sei anni per arrivare a una sentenza di primo grado, addirittura perché il fatto non sussiste, è inquietante”, aggiunge.

 

Novembre

Davanti alla Cassazione fa definitivamente flop la maxi inchiesta denominata “Stige”, avviata da Nicola Gratteri nel 2018 quando era capo della procura di Catanzaro, in cui si ipotizzava l’esistenza di un patto tra il potente clan ’ndranghetista Farao-Marincola di Cirò Marina e la classe politica e imprenditoriale locale. La Suprema Corte, al termine del processo ordinario, rende definitive le condanne per 19 imputati, appartenenti al clan mafioso, ma allo stesso tempo assolve in via definitiva altri 19 imputati. Tra questi gli ex sindaci di Cirò Marina, Nicodemo Parrilla, e di Strongoli, Michele Laurenzano, assolti perché il fatto non sussiste. I loro arresti nel 2018 causarono lo scioglimento dei consigli comunali. Confermata l’assoluzione piena anche per gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta, tra cui Antonio Giorgio Bevilacqua, Giuseppe Clarà, Cataldo Malena e Valentino Zito. L’indagine deflagrò l’8 gennaio 2018 con una maxi operazione richiesta da Gratteri che portò a 169 arresti. In conferenza stampa Gratteri la definì “la più grande operazione fatta negli ultimi ventitré anni” e “un’indagine da portare nelle scuole della magistratura”. A distanza di sette anni, si scopre che di quelle 169 persone arrestate meno della metà poi sono state condannate: secondo i calcoli degli avvocati difensori, tra rito abbreviato e rito ordinario ci sono state circa 100 assoluzioni su 169 arresti. 


Il tribunale di Castrovillari assolve tutti i 14 imputati accusati di disastro ferroviario colposo per un incidente avvenuto il 24 novembre 2012 nei pressi di Rossano (Cosenza), in cui persero la vita sei operai rumeni. Tredici anni per arrivare a una sentenza soltanto di primo grado, per giunta di assoluzione nei confronti di tutti gli imputati. Una vicenda emblematica delle lentezze della giustizia, della pigrizia dei pm e dell’appiattimento dei gip alle procure. 

 

Dicembre

Rigettando il ricorso per saltum presentato dalla procura di Palermo, la Corte di Cassazione rende definitiva l’assoluzione per il vicepremier Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per la vicenda Open Arms. In primo grado i pm avevano chiesto la condanna a sei anni di reclusione nei confronti di Salvini per aver impedito lo sbarco di 142 migranti nell’agosto 2019. I migranti furono costretti a rimanere a bordo della nave della ong spagnola per 19 giorni prima che la procura di Agrigento ordinasse lo sgombero dello scafo per motivi igienico-sanitari.


Ennesima figuraccia giudiziaria per Nicola Gratteri. A distanza di sette anni vengono assolti tutti e quattro gli imputati del processo imbastito da Gratteri nel 2018, quando era procuratore di Catanzaro, su un presunto appalto pilotato da 100 milioni di euro per l’affidamento del servizio di elisoccorso sanitario in Calabria. I quattro indagati vennero posti agli arresti domiciliari su richiesta dei pm: il medico Eliseo Ciccone, responsabile regionale del servizio di elisoccorso, Salvatore Lo Presti, dirigente della Regione Calabria deputato a organizzare il servizio di elisoccorso e incaricato di predisporre il capitolato tecnico della gara d’appalto, e Leano Bertola e Monica Mazzei, manager della multinazionale Babckock Mcs Italia, che si riteneva fosse stata favorita nella gara. La vicenda ebbe ampia rilevanza a livello nazionale, anche perché il procuratore Gratteri nella conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell’inchiesta disse: “La spregiudicatezza non ha limiti, in nome del denaro si è disposti a qualsiasi cosa. Siamo riusciti a dimostrare passo passo come si trucca una gara. Li abbiamo seguiti per un anno con pedinamenti, rilievi fotografici esattamente come facciamo con i trafficanti di cocaina”. Dopo cinque anni di processo, il tribunale di Catanzaro smonta l’intero l’impianto accusatorio, assolvendo tutti gli imputati con la formula più ampia “perché il fatto non sussiste”. 

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  • Ermes Antonucci
  • Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di cronaca giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021) e "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]