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1934-2026
È morta Anna Falcone, sorella di Giovanni. Il sindaco di Palermo: "Ne ha custodito e onorato la memoria con dignità"
Aveva 95 anni, insieme alla sorella Maria avevano dato vita alla Fondazione Falcone per continuare a promuovere i valori della legalità e dell'impegno antimafia. Lagalla: "Un nome che resta patrimonio morale della nostra comunità"
È morta a 95 anni Anna Falcone, la sorella del magistrato Giovanni ucciso dalla amfia nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Con la sorella Maria aveva contribuito alla creazione della Fondazione intestata al fratello. Un carattere riservato aveva caratterizzato il suo impegno antimafia, manifestandolo sempre con molta discrezione, non a caso sono pochi i suoi interventi pubblici. Durante il corteo del 2014 per commemorare il giudice, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, si affacciò dal balcone di casa sua per mostrare un ritratto del fratello e della cognata, uccisi nell'attentato in autostrada.
A darne notizia è il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. "La scomparsa di Anna Falcone - ha detto il sindaco - rappresenta un momento di profondo cordoglio per la città di Palermo. Con il suo stile riservato e la sua straordinaria dignità, ha custodito e onorato la memoria del fratello Giovanni. Insieme alla sorella Maria ha contribuito alla nascita della Fondazione Falcone, offrendo un sostegno silenzioso ma fondamentale alla diffusione dei valori di legalità e giustizia che il giudice Falcone ha incarnato. A nome mio e dell'intera amministrazione comunale esprimo il più sentito cordoglio alla sorella Maria e a tutta la famiglia Falcone, stringendoci con rispetto e riconoscenza a un nome che resta patrimonio morale della nostra comunità".
Si è unita al cordoglio anche la segretaria del Pd Elly Schlein, che ricorda "la passione" con la quale Anna "si è impegnata nella Fondazione dedicata alla memoria di suo fratello Giovanni". La ricorda soprattutto "per il lavoro fatto con studentesse e studenti delle scuole di tutto il Paese per diffondere la cultura della legalità. Una vera formazione permanente portata avanti nella consapevolezza che la conoscenza del fenomeno mafioso sia la base per una riscossa civile della coscienza delle giovani generazioni. Questo è il lascito che continuerà a impegnare tutte e tutti noi".