Carlo Nordio (LaPresse)

intercettazioni e sim

Un pm non potrà più disporre il sequestro dello smartphone, dice Nordio

Redazione

Il ministro della Giustizia: "Oggi nel cellulare c'è una vita intera che non può essere messa nelle mani di un pm che magari non vigila sulla sua divulgazione". Sisto: "Nessun bavaglio, pubblicabili solo i fatti riportati nell'ordinanza di custodia"

Dopo avere incassato il via libera dell'aula del Senato, il ddl Nordio di riforma della giustizia penale passa all'esame della Camera. Il testo, che si compone di nove articoli, ha ricevuto 104 voti a favore e 56 contrari. Tra le novità una delle più discusse è la stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni. Oggi a Radio 24 il ministro della Giustizia è tornato sulle misure che riguardano "la disciplina del sequestro degli smartphone", sulle quali è in programma un cambiamento, ha annunciato. Carlo Nordio ha spiegato che "oggi nel cellulare non ci sono solo le conversazioni, c'è una vita intera". E questa vita "non può essere messa nelle mani di un pubblico ministero che con una firma se ne impossessa e magari dopo non vigila abbastanza sulla sua divulgazione". Non tutto quel che c’è nei telefonini potrà essere duplicato, quindi, e non tutte le comunicazioni o le informazioni immagazzinate al suo interno saranno utilizzabili come prova.

 

Già l'altro ieri, il ministro Nordio l'aveva annunciato in Parlamento e poi aveva spiegato ai giornalisti che "In un telefonino o in uno smartphone sono contenute cartelle cliniche, dichiarazioni dei redditi, conversazioni intime, immagini, non soltanto del sequestrato, ma dei suoi amici e degli amici degli amici. La tecnologia oggiconsente questa concentrazione di notizie che poi vengono assorbite nel telefonino, nel cellulare, e che possono essere sequestrate con la sola firma di un pubblico ministero. Cosa inaudita che confligge contro qualsiasi regola umana e divina, contro l'articolo 15 della Costituzione che tutela la riservatezza delle conversazioni. Questo il nostro provvedimento di oggi non lo affronta, ma siamo in dirittura d'arrivo per una complessiva modifica delle intercettazioni, quindi questo è solo l'inizio".

 

"Non c'è alcun bavaglio alla stampa, né nella legge di delegazione europea, né nel ddl Nordio. Il giornalista potrà tranquillamente continuare a pubblicare i fatti che sono riportati nell'ordinanza di custodia cautelare, non potrà riportare solo le frasi esatte del giudice e i virgolettati delle intercettazioni che vi sono contenuti, in ossequio alla presunzione di non colpevolezza", ha detto a Tgcom24 il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto

Di più su questi argomenti: