“Condannato e sospeso come un mafioso per aver tentato la ricostruzione”. Parla il sindaco di Norcia

Ermes Antonucci

Intervista a Nicola Alemanno, primo cittadino del paese distrutto nel 2016, condannato in primo grado per abuso d’ufficio per aver autorizzato la realizzazione di una casetta di quaranta metri quadri da destinare alla Pro loco

"Sono stato sospeso dalla mia carica di sindaco come se avessi ricevuto una condanna per mafia. Ciò che ho ricevuto, invece, è una condanna in primo grado per abuso d’ufficio, per aver autorizzato dopo il terremoto del 2016 la realizzazione di una casetta di quaranta metri quadri da destinare alla Pro loco e con funzione di Infopoint, con l’obiettivo di mantenere l’unità del tessuto sociale di Norcia che era appena stata devastata dal sisma". Non si capacita, durante un colloquio con il Foglio, il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. Il suo è già diventato un caso emblematico dei disastri che un reato scritto male (l’abuso d’ufficio) e una legge schizofrenica (la Severino, che prevede la sospensione degli amministratori locali dalle proprie cariche per una condanna già soltanto di primo grado) possono produrre quando si incontrano nella vita concreta delle istituzioni. 

  

Ieri pomeriggio Alemanno è stato ufficialmente sospeso dal suo incarico a seguito della condanna a un anno e dieci mesi di reclusione per abuso d’ufficio, con interdizione dai pubblici uffici, ricevuta per la vicenda della sede provvisoria della Pro loco dopo il terremoto del 2016 (a guidare la città sarà ora il vicesindaco Giuliano Boccanera). La “casetta” venne inaugurata nel febbraio 2018 e realizzata – spiega Alemanno – “sulla base dell’ordinanza del capo dipartimento di Protezione civile che consente al sindaco in regime di emergenza di fare autorizzazioni in deroga alle norme urbanistiche. Ciò che mi viene contestato – prosegue – è che io non avrei potuto autorizzare la realizzazione di questa struttura in legno perché questa non sarebbe provvisoria, bensì definitiva, perché è poggiata su fondamenta in calcestruzzo”. 

 

La vera colpa di Alemanno, dunque, è stata quella di aver cercato di restituire il prima possibile alla cittadina di Norcia luoghi dove poter tornare alla normalità dopo il sisma del 2016. Una voglia di “fare” che è costata ad Alemanno anche altri procedimenti penali, spesso per abuso d’ufficio. Uno riguarda la realizzazione di un centro polivalente, completamente smontabile, disegnato da Stefano Boeri. L’architetto è stato assolto “perché il fatto non sussiste” in rito abbreviato. Il processo per Alemanno, invece, è proseguito e arriverà tra poco a sentenza. Sono stati sprecati soldi pubblici? Niente affatto. Il centro polivalente è infatti stato realizzato grazie a una raccolta fondi del Corriere della Sera e di La7. 

 

“La misura è davvero sproporzionata”, ribadisce Alemanno riferendosi alla sospensione dalla carica prevista dalla legge Severino: “Il sindaco condannato per mafia prende una sospensione di diciotto mesi, il sindaco condannato per aver autorizzato una casetta per la Pro loco prende lo stesso una sospensione di diciotto mesi”. Dopo la sospensione, le funzioni di sindaco saranno svolte dal vice e l’amministrazione resterà in carica. “Ma chi firmerà più niente adesso…”, sussurra Alemanno, facendo riferimento all’ormai stranoto problema della paura della firma. “Questa è la vera ragione per la quale la nostra pubblica amministrazione è bloccata in tutto”.

 

Se si pensa alla quantità di miliardi che arriveranno con il Pnrr, diventa ancora più chiaro quanto sia attuale e grave la questione tra gli amministratori locali, che sperano in una revisione del reato di abuso d’ufficio e della legge Severino, e intanto si mobilitano: il primo giugno, ha fatto sapere l’Anci, sindaci e amministratori locali terranno una manifestazione a Norcia per “stringersi intorno” al sindaco Nicola Alemanno. I sindaci si dicono “scossi” da quanto accaduto al loro collega e guardano “con favore le proposte di legge per la modifica-soppressione del reato di abuso d’ufficio e della legge Severino che hanno il merito di affrontare un tema complesso ed essenziale per porre rimedio ad un vulnus rappresentativo e democratico non più tollerabile”. 

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