(foto Ansa)

Ricordate l'esame "farsa" di Suarez? La Juventus non c'entrava niente

Ermes Antonucci

Il gup di Perugia ha prosciolto la legale del club bianconero, l’avvocato Maria Turco, nel processo sul presunto esame truccato sostenuto dal calciatore Luis Suarez nel settembre 2020 per ottenere la cittadinanza italiana

La Juventus non c’entrava niente con il presunto esame farsa sostenuto dal calciatore Luis Suarez nel settembre 2020 per ottenere la cittadinanza italiana e approdare al club bianconero (trasferimento poi non avvenuto). Lo “scandalo” che per settimane venne alimentato dai giornali, attraverso la pubblicazione dei contenuti di atti di indagine e di intercettazioni, e che screditò la società guidata da Andrea Agnelli sul piano nazionale e internazionale, si è improvvisamente sgonfiato. Come spesso accade, quasi nell’indifferenza generale.

 

Il gup di Perugia, Natalia Giubilei, ha infatti stabilito il rinvio a giudizio dell’ex rettrice dell’Università per Stranieri, Giuliana Grego Bolli, per l’attuale direttore generale Simone Olivieri e per la professoressa Stefania Spina, mentre ha deciso il proscioglimento della legale della Juventus, l’avvocato Maria Turco. Le accuse contestate a vario titolo dalla procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, sono falso ideologico, rivelazione di segreto d'ufficio e falso materiale in relazione all’esame svolto da Suarez presso l’ateneo umbro per ottenere la cittadinanza italiana il 17 settembre 2020.

 

In particolare, inizialmente i pm avevano contestato alla legale del club bianconero il reato di falso ideologico. Per gli inquirenti Turco, “in qualità di legale incaricato dalla società Juventus, quale concorrente morale e istigatrice”, e gli altri indagati, “in veste di pubblici ufficiali”, attestavano falsamente nella delibera del Centro di valutazione e certificazioni linguistiche del 9 settembre” che la sessione straordinaria del 17 settembre fosse necessaria “per esigenze logistiche e di sicurezza”, quando invece “veniva istituita ad personam solo per consentire a Suarez di ottenere, nei tempi richiesti dalla Juventus e all’esito di una fittizia procedura di esame, la certificazione linguistica”. Al termine delle indagini, tuttavia, era stata la stessa procura perugina a chiedere il proscioglimento dell’avvocato Maria Turco, richiesta ora accolta dal gup.

 

Insomma, a distanza di quasi due anni dallo scandalo, si scopre che la Juventus non fece alcuna pressione affinché l’università svolgesse un esame farsa per riconoscere a Suarez la cittadinanza italiana. L’ipotesi più probabile, dunque, è che secondo gli inquirenti gli imputati abbiano falsificato la procedura di valutazione per far fare “bella figura” all’ateneo umbro, che in quel modo avrebbe avuto tra i suoi “studenti” un personaggio molto noto a livello internazionale e avrebbe potuto avviare un canale per future collaborazioni con la Juventus.

 

“È una decisione che ci aspettavamo, specialmente dopo le richieste della procura”, dichiara al Foglio l’avvocato Franco Coppi, difensore dell’avvocato Maria Turco. “Mi sembra anche una decisione giusta, perché l’avvocato Turco aveva sempre richiesto che la procedura si svolgesse nel rispetto sia formale che sostanziale di tutte le regole previste”. Il proscioglimento dell’avvocato Turco esclude completamente il coinvolgimento della società nella vicenda. “Sì. Nonostante sia noto il fatto che io sia tifoso sfegatato della Roma, sono costretto a dire che questa volta la Juventus non c’entrava proprio niente”, aggiunge Coppi ridacchiando.

 

Un altro elemento certo è che la notizia del proscioglimento del legale bianconero sta ricevendo scarsissima evidenza sugli organi di informazione, a dispetto dell’immenso clamore mediatico iniziale. “Ormai ho molta esperienza alle spalle e so che la notizia clamorosa è la prima, l’ultima notizia quasi sempre passa in sottordine, specialmente se è favorevole all’indagato o all’imputato”, afferma Coppi, che non si dice neanche più sorpreso da questo fenomeno: “Non è giusto, ma ormai purtroppo è così”.

 

In precedenza, anche la Federcalcio aveva archiviato l’inchiesta in ambito sportivo a carico della Juventus, sottolineando che non erano emersi “elementi sufficienti per ritenere provate condotte illecite rilevanti nell’ambito dell’ordinamento federale sportivo di dirigenti o comunque tesserati”.

Di più su questi argomenti: