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Riaprire il caso Pinelli

Dopo 50 anni sappiamo che quella notte in questura con Calabresi c’erano altri “10-15 signori”. Tu guarda le distrazioni

14 Dicembre 2019 alle 06:14

Riaprire il caso Pinelli

Giuseppe Pinelli (Milano, 21 ottobre 1928 – Milano, 16 dicembre 1969) è stato un anarchico, partigiano e ferroviere italiano. Nella foto: un momento dei funerali di Pinelli (LaPresse)

Calabresi, Pinelli: ancora? Ancora, e ricominciando daccapo. Intanto comincerò da una cronaca. Roma, un’aula della Sapienza, mercoledì 4 dicembre. Non c’ero, ma come se ci fossi. Ne ho ascoltato la registrazione nella notte tra il 10 e l’11, a Radio Radicale. Teneva svegli. Il giorno dopo ho riascoltato e guardato il filmato. Era una “Giornata di studi sulla strage di piazza Fontana”, titolo: “Noi sappiamo, e abbiamo le prove”, organizzata dall’Archivio Flamigni e dall’Università. Il titolo calcato su Pasolini, con...

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  • raffaele@linuxmail.org

    raffaele

    15 Dicembre 2019 - 10:18

    Il buongusto non c'entra; io ritengo che Sofri sia innocente, che gli anarchici furono allora accusati intenzionalmente e ingiustamente, che i servizi erano inquinati da fascisti e repubblichini, che furono dette da apparati dello stato ogni sorta di menzogne; gli assassini di Calabresi poi rimangono quel che furono, degli assassini, e chi in modo più o meno esplicito li incitò mantiene una responsabilità morale; non credo sapremo mai con certezza assoluta cosa successe quella sera in quella stanza.

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  • carlo.trinchi

    15 Dicembre 2019 - 09:59

    Quella fu una pagina di lotta non continua. Una lotta tra il comunismo che non si riusciva a controllare e una Democrazia Cristiana incapace nel ruolo. Il mondo era da guerra fredda con i rubli a botteghe oscure. I socialisti arrancavano e non si poteva permettere un passaggio traumatico. Da questa logica si deve partire e tutti se ne assumano le responsabilità e le reazioni. Pinelli una vittima non voluta, Calabresi un commissario che faceva il suo mestiere assurto a capro espiatorio di compagnucci esaltati e fuori dalla storia vera, fatta di blocchi allora insormontabili. Ma chi poteva mai credere che il comunismo superasse il muro e ci rendesse liberi alla polacca, ungheresi, ceki o slovacchi? Nessuno, ed infatti quei gruppetteli di facinorosi finirono o in parlamento con tanto di stipendio parlamentare, o processati e in parte condannati o assolti o liberi come eccezione. A questo siamo e ritrovare Pinelli, o Feltrinelli o Sofri giova a continuare il martirio. Che vadano in pace.

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  • MyOwnBoss

    14 Dicembre 2019 - 18:28

    Io stimo e apprezzo Sofri, e penso che la sua condanna sia stata ingiusta. Tuttavia penso anche che dovrebbe astenersi da trattare questioni che riguardino Calabresi,non fosse che per semplice buongusto.

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  • J.Wrangler

    J.Wrangler

    14 Dicembre 2019 - 16:19

    Francamente, Direttore non ho parole: il mandante che dice "ancora"? E, per paradosso, se si trovasse tra i 14-15 altri presenti l'eventuale assassino saranno lavate le colpe degli assassini di Calabresi?, ovvero i due sparatori hanno sparato "a vuoto" come a dire mandante del vuoto.

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