cerca

Agenti provocatori? No, grazie

Archiviata l’indagine contro De Luca jr. Lezioni per i cronisti trash

21 Settembre 2019 alle 06:00

Agenti provocatori? No, grazie

E’ stata definitivamente archiviata a Napoli, su richiesta della stessa procura, l’indagine sul presunto giro di tangenti nel settore dello smaltimento dei rifiuti in Campania che esplose nel febbraio 2018, in seguito a un’inchiesta giornalistica realizzata dalla testata online Fanpage. Sono una ventina gli indagati archiviati, tra cui il consigliere regionale Luciano Passariello e Roberto De Luca, figlio del governatore della Campania, Vincenzo, che all’epoca fu costretto a dimettersi da assessore al Bilancio del comune di Salerno proprio a causa dell’inchiesta.

  

  

L’indagine si accompagnò alla pubblicazione online di una serie di presunte video-inchieste “scoop” (dall’accattivante titolo “Bloody Money”) da parte di Fanpage, che decise di sostituirsi agli inquirenti ingaggiando un vero e proprio “agente provocatore”, l’ex camorrista e collaboratore di giustizia Nunzio Perrella, che per settimane (munito di telecamera nascosta) si finse un imprenditore del settore dei rifiuti, riuscendo a tenere una serie di incontri con numerosi esponenti politici della regione, a cui propose ripetutamente tangenti e affari loschi. In realtà, nonostante i ripetuti tentativi di Perrella, dalla conversazione con De Luca jr. non emerse alcun cenno a mazzette o accordi corruttivi, ma la sola allusione bastò al Movimento 5 stelle per scatenare contro la famiglia De Luca la solita gogna mediatico-giudiziaria, con flash mob in piazza e richieste di dimissioni per padre e figlio (definiti “assassini della mia terra” da Luigi Di Maio, all’epoca vicepresidente della Camera e candidato premier grillino).

  

La decisione del gip di Napoli di archiviare l’indagine sembra non solo bocciare l’ennesima strumentalizzazione politica di vicende giudiziarie, ma anche condannare l’iniziativa pseudo-giornalistica di Fanpage, in cui alcuni cronisti (ora indagati per induzione alla corruzione) hanno creduto di potersi travestire da poliziotti e sgominare il crimine attraverso l’uso di un agente provocatore (figura non prevista dal nostro ordinamento), senza peraltro badare ai possibili rischi di intralciare la giustizia, quella vera.

Redazione

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi