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Trani e il colpetto contro le istituzioni della procura che indaga sul "golpe"

La vicenda riguarda una questione locale, ma si intreccia con la crisi europea del debito sovrano e con la commissione d’inchiesta sulle banche

17 Dicembre 2017 alle 06:13

Trani e il colpetto contro le istituzioni della procura che indaga sul "golpe"

Foto LaPresse

Roma. Vuoi vedere che mentre la procura di Trani costruiva teoremi su improbabili complotti dietro al presunto “golpe” contro l’Italia, il vero colpetto contro un'istituzione c’è stato proprio a Trani a causa di un’inchiesta della procura? La vicenda è complicata, riguarda una questione locale, ma si intreccia con la crisi europea del debito sovrano e con la commissione d’inchiesta sulle banche.

 

Partiamo dalla fine. Ieri la quinta sezione penale della Cassazione ha rigettato la richiesta della procura di Lecce che chiedeva l’interdizione dai pubblici uffici di due magistrati della procura di Trani, accusati dai colleghi salentini di tentato abuso d’ufficio e tentato falso. Uno dei due magistrati indagati è Michele Ruggiero, il celebre pm tranese (ora a Bari) autore delle roboanti inchieste sul complotto contro l’Italia delle agenzie di rating Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch e contro Deutsche Bank, tutte finite con assoluzioni, archiviazioni o trasferite per palese incompetenza territoriale. Proprio per queste clamorose inchieste, Ruggiero è il pm indicato da Renato Brunetta (Forza Italia) e Carlo Sibilia (M5s) come consulente per la Commissione d’inchiesta sulle banche, dove dovrebbe tornare a lavorare sulle inchieste che ha perso (in commissione verrà audito l’ad di Deutsche Bank Italia).

 

Ma il Consiglio superiore della magistratura ha sempre rimandato la sua nomina, proprio a causa dell’inchiesta della procura di Lecce, cercando di bilanciare da un lato la questione di opportunità e dall’altro la collaborazione tra istituzioni. Il timore più grande era che a un’eventuale nomina del Csm potesse seguire la sospensione dai pubblici uffici di Ruggiero, una misura cautelare drastica che avrebbe alimentato ulteriore confusione sulla Commissione d’inchiesta e sulle istituzioni. Ne è venuto fuori uno stallo imbarazzante, fatto di continui rinvii che verrà risolto il 20 dicembre.

 

La decisione della Cassazione però non sarà un automatico via libera alla nomina di Ruggiero, perché anche senza la misura interdittiva l’inchiesta penale resta in piedi ed è affiancata da un procedimento disciplinare. Ma al di là del dato formale, sono gli elementi dell’inchiesta della magistratura leccese a essere particolarmente gravi: Ruggiero è accusato di aver cercato di costringere due testimoni a confessare alcune sue ipotesi. Insieme a un collega, il pm di Trani avrebbe usato parole e modalità aggressive, addirittura minacciando la possibilità di far finire i testimoni in carcere se non avessero ammesso il pagamento di alcune tangenti a funzionari pubblici. L’interrogatorio, naturalmente senza la presenza di un avvocato in quanto non si trattava di persone indagate, è durato molte ore e uno dei testimoni che sin dall’inizio aveva avvisato gli inquirenti di avere problemi cardiaci ha poi accusato un attacco di cuore.

 

In seguito alle accuse della procura di Lecce sui suoi metodi d’indagine, Ruggiero ha dovuto lasciare per incompatibilità l’inchiesta su cui stava cercando in tutti i modi di ottenere prove, quella sul cosiddetto “Sistema Trani”. Nel dicembre 2014, pochi giorni dopo il blitz di “Mondo di Mezzo” a Roma, Ruggiero ottiene l’arresto di sei amministratori tra cui il sindaco di Trani, Gigi Riserbato, accusato di essere al vertice di un’associazione a delinquere per pilotare appalti che all’epoca pareva, dato il clamore mediatico e la coincidenza temporale, una specie di “mini Mafia Capitale”. Gli indagati passano il Natale agli arresti e il sindaco è costretto alle dimissioni, così l’amministrazione comunale passa dal centrodestra al centrosinistra. Trascorrono due anni e, sempre in fase di indagine, è lo stesso Ruggiero a scagionare l’ex sindaco Riserbato dall’associazione a delinquere, l’accusa all’origine dell’arresto e delle dimissioni. Dopo tre anni il processo sul “Sistema Trani” è ancora all’udienza preliminare, a Roma si è già chiuso da un pezzo il primo grado su “Mafia Capitale”. A Trani, mentre la procura indagava su fantomatici “golpe” finanziari contro il governo, c’è stato di fatto un colpetto giudiziario contro il comune.

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