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No antifascista,
no party!

Anche a Vasto, come in altri Comuni, la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà dell'Ente sarà subordinata a una dichiarazione esplicita. Ma l’antifascismo senza fascismo è una vergogna nazionale, un insulto all’intelligenza di coloro che il fascismo l’hanno combattuto davvero, quando esisteva

Davide D'Alessandro

Email:

filosofeggiodunquesono@gmail.com

12 Aprile 2018 alle 23:45

No antifascista,no party!

L'Aula "Vennitti" del Consiglio comunale di Vasto

Anche a Vasto, in provincia di Chieti, l’Amministrazione comunale, a guida Pd, ha deciso di adeguare i regolamenti comunali, subordinando la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà del Comune, a dichiarazione esplicita di rispetto dei valori antifascisti sanciti dall'ordinamento repubblicano e di non concedere spazi pubblici a coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti.

A fronte di una decisione così stupida, che fare? Che cosa può pensare chi è antifascista e anticomunista, ma non imbecille, di una delibera che tenta di riesumare un passato che è passato, finito, archiviato e di esaltare un antifascismo ridicolo e di maniera in assenza del fascismo? Perché continuare a speculare sui morti, di qua e di là? Perché riportarli al centro del ring per provocare la zuffa tra amministratori che dovrebbero risolvere gli urgenti problemi della gggente, sì, della gggente che il 4 marzo ha risposto con una sonora pernacchia a chi tentava di speculare per raccattare, o per non far fuggire, qualche voto nostalgico?

Oh partigiano, verrebbe da cantare, portali via! Portali via questi amministratori inutili che inseguono mostri e streghe senza mai trovarli perché è dentro di loro che si annidano, dentro le loro false coscienze, i loro falsi moralismi un tanto al chilo. Perché non riusciamo a fare le persone serie in questo bistrattato Paese? Perché continuiamo ad abbaiare alla luna, guelfi contro ghibellini, rossi contro neri, mentre la guerra è finita da tempo ma la stupidità resiste a ogni tempo? L’antifascismo senza fascismo è una vergogna nazionale, un insulto all’intelligenza di coloro che il fascismo l’hanno combattuto davvero, quando esisteva.

Il caso vuole che chi scrive, in quel di Vasto, sia vice Presidente del Consiglio comunale. Ho partecipato al dibattito sul punto all’Odg, ho sferrato un duro attacco contro la stupidità umana, ho ribadito di non essere né neofascista, né neonazista, né neocretino e ho abbandonato l’Aula per protesta al momento del voto insieme ai miei  colleghi di minoranza dei movimenti civici e di centrodestra.

Il caso vuole che chi scrive, in quel di Vasto, sia anche Presidente del "Festival di Cultura, Filosofia e Politica". Mi rifiuterò, ovviamente, di firmare stupide dichiarazioni e continuerò a svolgere gli eventi in una sala della Società operaia di mutuo soccorso pagando 55 euro di tasca mia. Non chiederò occupazione di suolo pubblico e non chiederò sale comunali. Anzi, farò di più. Rinuncerò anche al patrocinio comunale perché un’Amministrazione che impone di firmare una dichiarazione di antifascismo non merita di patrocinare alcunché, meno che mai un Festival dove Cultura, Filosofia e Politica  impongono molteplicità di vedute  e di espressioni e dove la stupidità non è consentita. Non deve essere consentita.

Davide D'Alessandro

Davide D'Alessandro

Saggista e consulente filosofico. Scrivo libri (i più recenti: Intervista a Machiavelli, con Antonio De Simone, La vita del potere, Potere & Morte. Le matite di Canetti, Morlacchi Editore), scrivo sui libri, sui loro autori, per interpretare e trasformare. Filosofeggio dunque sono.

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Commenti all'articolo

  • riflessivo

    15 Aprile 2018 - 12:12

    Gentile Professore, sono pienamente d'accordo con lei! Non si può patrocinare in questi termini un Festival di Cultura, Filosofia e Politica dove le diverse vedute culturali, filosofiche e politiche sono la base essenziale per lo sviluppo di nuove idee e punti di vista fecondi. Costringere le persone a firmare una dichiarazione di fede antifascista oggi in piena e solida democrazia equivale ad una arbitraria discriminazione tra persone di diverse tendenze politiche, equivale quindi ad una contraddizione antidemocratica e in un certo senso anche razzista. E' qualcosa di incivile e ripugnante per la coscienza democratica di un paese civile. Riporta la cultura di un paese democratico e culturalmente sviluppato alla barbarie civile e culturale! Riceva i sensi della mia stima e solidarietà.

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  • Beresina

    Beresina

    13 Aprile 2018 - 10:10

    a mio avviso il problema è ben più grave del fatto che si pretendano dichiarazioni antifasciste qualdo il fascismo non esiste più. dopo tutto impegnarsi a rispettare i valori costituzionali può essere anche giustificato. Il problema è l'interpretazione di questi valori costituzionali che non è per nulla in linea con quello che è stato l'antifascismo storico. quanto degli antifascisti non sarebbero oggi accusati di essere omofobi, transfobici e simili, tutti pretesi "valori" che con i veri valori dell'antifascismo non hanno niente a che vedere. Basterebbe ricordare Nenni che denunciava pubblicamente il rischio di avere un re pederasta...

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