Europa Ore 7

Parte con 20 miliardi la tournée Recovery di von der Leyen

Dopo Portogallo, Spagna, Grecia, Danimarca, Lussemburbo, Fonti della Commissione ci hanno confermato che il via libera per il piano nazionale di ripresa e resilienza dell'Italia è previsto il 22 giugno, con un viaggio a Roma di von der Leyen per incontrare il presidente del Consiglio

David Carretta


L'operazione di ieri per finanziare il Recovery fund è andata bene, malgrado le condizioni siano meno favorevoli delle prime emissioni per lo strumento Sure del settembre dello scorso anno. La domanda per l'obbligazione a 10 anni (con scadenza il 4 luglio 2031) ha superato sette volte l'offerta con un portafoglio ordini finali superiore ai 142 miliardi di euro. Più del 50 per cento dell'emissione è andata all'Unione, mentre il 30 per cento è andato in Asia e in America

Alla vigilia dell'inizio della tournée di Ursula von der Leyen per consegnare ad ogni capitale il parere positivo ai piani nazionali di ripresa e resilienza, la Commissione ieri è riuscita a raccogliere 20 miliardi di euro nella prima operazione sui mercati per finanziare il Recovery fund. Il tour della presidente della Commissione inizierà oggi in Portogallo e in Spagna. Poi toccherà a Grecia e Danimarca domani e al Lussemburgo venerdì. Fonti della Commissione ci hanno confermato che il via libera per il piano nazionale di ripresa e resilienza dell'Italia è previsto il 22 giugno, con un viaggio a Roma di von der Leyen per incontrare il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Visto l'andamento della prima emissione di debito per NextGenerationEu, la presidente della Commissione dovrebbe rassicurare l'Italia sulla possibilità di ricevere l'ammontare totale del prefinanziamento pari a circa 25 miliardi di euro.

L'operazione di ieri per finanziare il Recovery fund è andata bene, malgrado le condizioni siano meno favorevoli delle prime emissioni per lo strumento Sure del settembre dello scorso anno. La domanda per l'obbligazione a 10 anni (con scadenza il 4 luglio 2031) ha superato sette volte l'offerta con un portafoglio ordini finali superiore ai 142 miliardi di euro. Più del 50 per cento dell'emissione è andata all'Unione, mentre il 30 per cento è andato in Asia e in America. Circa il 25 per cento degli investitori sono banche centrali, il 37 per cento fondi di investimento, l'11 per cento fondi pensioni e assicurazioni. E' stata la più grande emissione istituzionale con un'unica tranche mai realizzata e del maggiore importo reperito dall'Ue in una singola operazione. Il rendimento sul titolo è dello 0,086 per cento, con uno spread di 32,3 punti base rispetto al Bund tedesco con scadenza febbraio 2031. “E' davvero una giornata storica per l'Ue”, ha detto von der Leyen. “E' solo il primo passo di un lungo viaggio”, ha spiegato il commissario al Bilancio, Johannes Hahn, ricordando che dovranno essere raccolti 800 miliardi per il Recovery fund.

Le prossime due emissioni attraverso sindacazione dovrebbero tenersi entro la fine di giugno e nel corso del mese di luglio. A settembre invece dovrebbero partire le aste sia degli EuBond sia degli EuBills. Entro la fine del 2021 la Commissione prevede di raccogliere circa 82 miliardi di euro di obbligazioni, da integrare con i buoni dell'Ue a breve termine. La Commissione sarà così in grado di finanziare, nella seconda metà dell'anno, la totalità delle sovvenzioni e dei prestiti previsti dagli stati membri nell'ambito dei piani nazionali legati al Recovery fund. Le emissioni serviranno anche ai capitoli di bilancio dell'Ue che beneficiano di finanziamenti a titolo di NextGenerationEu (circa 10 miliardi).


Le banche capofila dell'operazione di ieri sono state BNP Paribas, DZ BANK, HSBC, IMI-Intesa Sanpaolo e Morgan Stanley (con Danske Bank e Santander come associati). Alcune grandi banche europee sono state escluse dalle operazioni per finanziare il Recovery fund perché hanno violato le regole della concorrenza dell'Ue. Nella lista nera per essere finite in scandali bancari ci sono JPMorgan, Citigroup, Bank of America, Barclays, Natixis, Nomura, NatWest, Deutsche Bank, Crédit Agricole e UniCredit. “Queste banche si erano qualificate per la rete del mercato primario. Ma abbiamo preso la decisione che per il momento sono escluse dalle emissioni sovrane”, ha detto Hahn. Almeno sette di loro sono attori maggiori del mercato del debito sovrano. Per riammettere queste banche nelle emissioni di NextGenerationEu la Commissione chiede che mettano in pratica alcuni rimedi che erano stati richiesti per evitare il ripetersi degli scandali e delle violazioni delle regole di concorrenza. “Abbiamo interesse a includere tutte la banche principali, che si qualificano per il mercato primario, ma gli aspetti legali devono essere rispettati”, ha detto Hahn.

Buongiorno! Sono David Carretta e questa è Europa Ore 7 di mercoledì 16 giugno, realizzato con Paola Peduzzi e Micol Flammini, grazie a una partnership con il Parlamento europeo.


Il patto transatlantico commerciale contro la Cina - Il Vertice dei leader dell'Ue con il presidente americano, Joe Biden, è andato come doveva andare: è stato il momento per rilanciare la partnership transatlantica in diversi settori, dopo i quattro anni difficili di Donald Trump. Biden “ha riportato il rapporto transatlantico sulla retta via. Oggi siamo più liberi e più forti”, ha commentato il commissario Paolo Gentiloni. Al di là delle dichiarazioni politiche (che hanno grande importanza), c'è stata molta concretezza. La Commissione e l'Amministrazione Biden hanno trovato un'intesa per mettere (provvisoriamente) fine alla disputa durata 17 anni sui sussidi a Airbus e Boeing che sono costati miliardi di dollari di dazi. “Questo apre davvero un nuovo capitolo nella nostra relazione perché passiamo dal contenzioso alla cooperazione”, ha detto Ursula von der Leyen. Ma, come spieghiamo sul Foglio, il “nuovo capitolo” non è la fine dei dazi sullo champagne francese o i trattori americani Caterpillar: è la più ampia cooperazione transatlantica per proteggersi dalla concorrenza sleale della Cina. La Casa Bianca vuole fare dell'intesa di ieri un “modello” in termini di cooperazione transatlantica su commercio e tecnologia per contenere la Cina.

La guerra commerciale di Trump all'Ue non ha funzionato - Donald Trump aveva usato i dazi per riequilibrare il disavanzo commerciale degli Stati Uniti nei confronti dell'Europa. Ma, secondo i dati pubblicati ieri da Eurostat, il surplus europeo è continuato ad aumentare nei quattro anni di Trump alla Casa Bianca. L'avanzo commerciale dell'Ue è passato da 113,6 miliardi nel 2016 a 151,8 miliardi nel 2019 (prima dello scoppio della pandemia). Nel 2020 c'è stata una riduzione degli scambi commerciali complessivi tra le due sponde dell'Atlantico. Le esportazioni dell'Ue sono scese dell'8 per cento rispetto all'anno precedente, mentre le importazioni dell'Ue hanno subìto un calo del 14 per cento. Risultato: anche se il saldo commerciale è rimasto sostanzialmente fermo in termini assoluti (150,3 miliardi), l'avanzo dell'Ue è cresciuto in termini percentuali. Nel 2020 la Germania è stata il paese che ha importato di più dagli Usa (50,6 miliardi di euro), seguita da Olanda (39,8), Francia (24,7) e Belgio. La Germania è anche il più grande esportatore dell'Ue verso gli Usa (104,1 miliardi), seguita da Irlanda (47,7), Italia (42,5) e Francia (32,7).

Il dialogo Ue-Usa sulla Russia prima del summit di Ginevra Putin-Biden - Uno dei paragrafi delle conclusioni del Vertice Ue-Usa è dedicato alla Russia. “Restiamo uniti nel nostro approccio fondato sui principi nei confronti della Russia e siamo pronti a rispondere in modo deciso”, recita il testo. Joe Biden, Charles Michel e Ursula von der Leyen hanno annunciato la creazione di “un dialogo di alto livello Ue-Usa sulla Russia”. Lo stesso era fatto con tra l'Ue e l'Amministrazione Trump sulla Cina. Lo strumento dovrebbe servire a coordinare le posizioni e le politiche su entrambe le sponde dell'Atlantico sulla Russia. Prima del vertice con Vladimir Putin di oggi a Ginevra, Biden ha ottenuto quello che voleva: una dimostrazione di unità occidentale, malgrado le divisioni interne all'Ue sull'attitudine da tenere nei confronti della Russia. Sul Foglio Micol Flammini spiega il difficile equilibrio che deve trovare Biden per non mettere Putin nell'angolo.

Il rapporto Borrell-von der Leyen sulla Russia - L'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, oggi presenterà un rapporto sulle relazioni tra l'Ue e la Russia che dovrebbe servire da base per un dibattito strategico tra i capi di stato e di governo al Consiglio europeo del 24 e 25 giugno. Von der Leyen ieri ha lasciato capire quali saranno i contenuti. “La relazione Ue-Russia è in una spirale negativa”, ha detto la presidente della Commissione dopo il vertice con Biden. “Vorremmo trasformarla in una relazione più prevedibile”. Von der Leyen e Borrell proporranno di affrontare Putin in tre modi: reagire alle violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani, bloccare i tentativi russi di minare l'Ue e dialogare dove è possibile in settori come la sanità.

La Commissione vuole un Fauci per l'Ue - Il collegio dei commissari ieri ha adottato un rapporto sulle prime lezioni da trarre dalla pandemia di Covid-19 con l'obiettivo di migliorare l'azione a livello di Ue e nazionale in caso di future crisi sanitarie. Tra le proposte contenute nella comunicazione c'è la nomina di un Epidemiologo capo europeo entro la fine del 2021. Sarebbe l'equivalente del "Chief Medical Advisor to the President", il ruolo ricoperto da Anthony Fauci dall'arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha già un "consigliere speciale" sul Covid-19. E' il virologo belga Peter Piot. Secondo la Commissione, "pareri scientifici più chiari e coordinati agevolerebbero le decisioni politiche e la comunicazione al pubblico". Nella comunicazione si evoca una "struttura di governance" attorno all'epidemiologo capo europeo. Un'altra proposta è istituire un quadro per l'attivazione dello "stato di emergenza pandemico". La Commissione ha annunciato che nel 2021 verrà lanciata una nuova versione del sistema europeo di raccolta di informazioni sulle pandemie.

Accordo al Consiglio per rafforzare l'Ema - I ministri della Sanità dell'Ue ieri hanno trovato un accordo sul regolamento per rafforzare il ruolo dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) nella preparazione e gestione delle crisi sanitarie. Il nuovo regolamento affida all'Ema il compito di monitorare e mitigare le carenze potenziali ed effettive di medicinali e dispositivi medici considerati critici per far fronte a emergenze di sanità pubblica, di garantire lo sviluppo tempestivo di medicinali di alta qualità, sicuri ed efficaci, e di fornire una struttura per il funzionamento dei gruppi di esperti che valutano dispositivi medici e forniscono una consulenza essenziale sulle crisi. Gli stati membri hanno modificato la proposta originaria della Commissione sulle disposizioni finanziarie e la protezione dei dati. Altre modifiche riguardano la composizione e il funzionamento della task force per le emergenze, in particolare il suo ruolo consultivo per quanto riguarda la realizzazione di sperimentazioni cliniche su medicinali destinati ad affrontare un'emergenza sanitaria. L'accordo al Consiglio permette di avviare i negoziati con il Parlamento europeo nel trilogo per l'approvazione finale del regolamento.

La Corte Ue dà più potere alle Autorità nazionali della privacy contro i Gafa - E' una sentenza che potrebbe avere profonde ripercussioni per Facebook, Google, Twitter, Apple e tutte le piattaforme che hanno scelto l'Irlanda come loro sede, anche in ragione dell'applicazione molto blanda delle regole europee di protezione dei dati da parte dell'autorità nazionale. La Corte di giustizia dell'Unione europea ieri ha stabilito che un'autorità nazionale di protezione dei dati esercitare il suo potere di intentare un'azione dinanzi ad un giudice di uno stato membro in caso di presunta violazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), pur non essendo l'autorità capofila. Il caso riguarda il Belgio, dove la Commissione belga per la tutela della vita privata ha intentato un'azione inibitoria nei confronti di Facebook Ireland, Facebook Inc. e Facebook Belgium  davanti al tribunale di Bruxelles per porre fine a violazioni del Gdpr come la raccolta e l'uso di informazioni sul comportamento di navigazione degli utenti internet belgi, detentori o meno di un account Facebook, mediante varie tecnologie, quali cookie, social plugin o pixel. Nella loro sentenza, i giudici di Lussemburgo hanno precisato a quali condizioni un'autorità di protezione nazionale può intervenire al posto di quella capofila in deroga al principio dello sportello unico.

L'Ungheria vieta i contenuti sull'omosessualità ai minori - Il Parlamento ungherese ha approvato una legge che vieta la condivisione di qualsiasi contenuto sull'omosessualità o il cambio di sesso a chiunque abbia meno di 18 anni. La misura, voluta dal partito del premier Viktor Orbán, è passata con 157 voti a favore e un solo contrario. "La pornografia e i contenuti che rappresentano la sessualità o promuovono la deviazione dell'identità di genere, la riassegnazione del sesso e l'omosessualità non devono essere accessibili ai minori di 18 anni", si legge nel testo. L'obiettivo dichiarato è “tutelare i diritti dei bambini”. La legge prevede che solo individui o organizzazioni iscritte in un registro ufficiale possano tenere lezioni di educazione sessuale nelle scuole. Il ministero degli Esteri dei Paesi Bassi si è detto "preoccupato" epr una legge che "colpisce le persone LGBTI con il pretesto di combattere la pedofilia e proteggere i bambini. Questo va contro i valori fondamentali su cui l'Ue è fondata e che l'Ungheria ha sottoscritto". Al Parlamento europeo il gruppo di Renew Europe ha condannato la "Putinizzazione" dell'Ungheria. In un editoriale Il Foglio spiega che l'Europa non abita più a Budapest.

Accade oggi in Europa

- Commissione: la presidente von der Leyen in Portogallo per l'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza

- Commissione: la presidente von der Leyen in Spagna per l'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza

- Commissione: conferenza stampa dell'Alto rappresentante Borrell sulle relazioni Ue-Russia

- Commissione: conferenza stampa della commissaria Gabriel suo programma di lavoro 2021-22 di Horizon Europe

- Commissione: conferenza stampa dell'European fiscal board sugli orientamenti fiscali dell'area euro

- Commissione: la commissaria Urpilainen partecipa agli "European Development Days 2021"

- Parlamento europeo: il presidente Sassoli incontra il direttore dell'Odihr, Matteo Mecacci

- Parlamento europeo: audizione della commissaria Johansson alla commissione Libertà pubbliche

- Consiglio: riunione del Coreper

- Eurostat: indice del costo del lavoro nel primo trimestre; posti di lavoro vacanti nel primo trimestre; eccesso di mortalità fino a aprile 2021

- Agenzia spaziale europea: conferenza stampa

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