Europa Ore 7

Gli svizzeri non rinunciano all'Ue

Il 61,7 per cento degli elettori ha bocciato il referendum che avrebbe potuto compromettere le relazioni tra Svizzera e Ue. Polonia e Ungheria tengono in ostaggio il Recovery fund

David Carretta

I governi di Budapest e Varsavia vogliono assicurarsi che il meccanismo sul rispetto dello stato di diritto non sia sufficientemente solido da bloccare i fondi Ue destinati ai due paesi. La presidenza tedesca dell'Ue dovrebbe presentare una proposta nei prossimi giorni, sufficientemente annacquata da rassicurare Ungheria e Polonia. Ma c'è il pericolo di provocare una dura reazione del Parlamento europeo.

Gli elettori svizzeri ieri hanno bocciato il referendum "per l'immigrazione moderata" promosso dal partito populista dell'Unione democratica di centro (Udc), che avrebbe potuto compromettere le relazioni tra Svizzera e Unione europea. In caso di vittoria dei "sì", il governo federale di Berna avrebbe dovuto porre fine all'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Ue, facendo scattare la clausola ghigliottina sugli altri accordi bilaterali che permettono alla Svizzera di beneficiare dell'accesso al mercato interno europeo. Il 61,7 per cento degli elettori ha votato "no", con un'affluenza vicina al 60 per cento.

"Oggi è una grande giornata per le relazioni tra l'Ue e la Svizzera", ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: "i cittadini svizzeri hanno parlato e inviato un chiaro messaggio: insieme abbiamo un grande futuro davanti a noi". "Il voto dei cittadini della Svizzera conferma uno dei pilastri centrali della nostra relazione: la libertà reciproca di muoversi, vivere e lavorare in Svizzera e nell'Ue", ha spiegato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. “Saluto positivamente questo risultato e lo considero come un segnale positivo per continuare a consolidare e approfondire le nostre relazioni",

Nel 2014 un referendum analogo, promosso sempre dall'Udc per imporre un sistema di quote di migranti europei, aveva ottenuto la maggioranza per appena 20 mila voti provocando il congelamento delle relazioni con Ue. Il governo di Berna ha aggirato l'esito del voto per poter continuare a beneficiare delle relazioni con l'Ue. Come spieghiamo in un editoriale, i cittadini svizzeri sembrano aver imparato la lezione della Brexit: l'Ue non scherza sulle quattro libertà del suo mercato interno.

L'esito del referendum in Svizzera è una buona notizia per l'Ue in una settimana che si annuncia complicata per i 27. Oggi riprendono le trattative tra la presidenza del Consiglio Ue e il Parlamento europeo sul bilancio 2021-27 e il Recovery fund. Domani si apre un round decisivo nei negoziati con il Regno Unito sulle relazioni post-Brexit. Giovedì e venerdì i capi di Stato e di governo si ritroveranno in un Vertice per discutere di relazioni con Turchia e Cina, e cercare di sbloccare lo stallo sulle sanzioni sulla Bielorussia.

Buongiorno! Sono David Carretta e questa è Europa Ore 7 di lunedì 28 settembre, realizzato con Paola Peduzzi e Micol Flammini, grazie a una partnership con il Parlamento europeo.

Ungheria e Polonia prendono in ostaggio il Recovery fund - In una riunione del Coreper venerdì, gli ambasciatori di Ungheria e Polonia hanno rifiutato di dare il via libera a un provvedimento che avrebbe permesso di lanciare il processo di ratifica della decisione sulle risorse proprie, da cui dipende il Recovery fund. I governi di Budapest e Varsavia vogliono assicurarsi che il meccanismo sul rispetto dello stato di diritto non sia sufficientemente solido da bloccare i fondi Ue destinati ai due paesi. La presidenza tedesca dell'Ue dovrebbe presentare una proposta nei prossimi giorni, sufficientemente annacquata da rassicurare Ungheria e Polonia. Ma c'è il pericolo di provocare una dura reazione del Parlamento europeo. L'Italia e gli altri paesi che contano sull'Ue per finanziare la ripresa farebbero meglio a prepararsi: la partenza de Recovery fund e l'esborso dell'anticipo rischiano seriamente di slittare.

L'altro scontro su bilancio Ue e Recovery fund - La presidenza del Consiglio Ue, la Commissione e i rappresentanti del Parlamento europeo si ritrovano oggi per sbloccare le trattative sul bilancio 2021-27 e il pacchetto “Next Generation Eu”. In una dichiarazione alla stampa venerdì, il rappresentante permanente della Germania Michael Clauss ha accusato il Parlamento europeo di impedire l'accordo, con “il rischio di rinviare il Recovery fund. Il tempo pressa: l'Europa deve mantenere la sua parola per sostenere le persone e le regioni particolarmente colpite dalla crisi Corona il più presto possibile”. "Il Consiglio non mostra alcuna volontà reale di negoziare sulle nostre principale richieste", ha risposto il presidente della commissione Bilancio del Parlamento europeo, Johan Van Overtveldt.

Alla ricerca di un tunnel per uscire con un accordo sulla Brexit - Malgrado gli scontri delle scorse settimane sulla minaccia di Boris Johnson di violare l'accordo Brexit, a Bruxelles si respira un certo ottimismo alla vigilia della ripresa dei negoziati tra Ue e Regno Unito sulle relazioni future. Il nono round si annuncia decisivo. Rimangono divergenze su pesca e aiuti di Stato. Ma se ci saranno progressi sufficienti questa settimana, e dopo una discussione al Consiglio europeo di giovedì e venerdì, Michel Barnier e David Frost potrebbero entrare nel cosiddetto "tunnel": un'ultima maratona negoziale da cui uscire con un accordo. Tra i diplomatici circola già la data del 14 ottobre. Ma basta poco per mancare l'entrata del tunnel.

Vestager continua la sua battaglia contro Apple - La vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager, venerdì ha annunciato la decisione di fare appello contro la sentenza con cui il Tribunale dell'Ue ha dato ragione a Apple sul rimborso di 15 miliardi di euro di vantaggi fiscali concessi dall'Irlanda. Le parole di Vestager dimostrano che, oltre a ragioni giuridiche, ci sono motivi politici dietro all'appello davanti alla Cote di giustizia dell'Ue. “Assicurarsi che tutte le imprese, piccole e grandi, paghino la loro giusta quota di tasse rimane una priorità massima per la Commissione”, ha detto Vestager: “Dobbiamo continuare a usare tutti gli strumenti a nostra disposizione” altrimenti “le finanze pubbliche e i cittadini saranno privati dei fondi che sono così necessari per gli investimenti, la cui necessità oggi è ancora più acuta per sostenere la ripresa economica dell'Europa".

Il Ppe annoiato dalle voci sulla Lega - Le indiscrezioni sulla stampa italiana di un possibile avvicinamento della Lega al Partito popolare europeo non sono state ben accolte dallo stesso Ppe. “Ancora questa storia?”, ci ha detto una fonte interna. Se dovesse mai arrivare una richiesta è il presidente del partito, Donald Tusk, che se ne dovrà occupare. Il Ppe, che è già alle prese con la possibile espulsione del Fidesz di Viktor Orban, non sembra avere alcuna intenzione di ritrovarsi in casa Matteo Salvini.

Cosa si legge nella bolla Ue - Questo fine settimana si è registrato molto entusiasmo nell'eurocrazia per un articolo pubblicato da Foreign Policy. Andrew Moravcsik, direttore del Programma Unione europea a Princeton, scrive che "l'Europa è il futuro". Malgrado un decennio di crisi esistenziali a ripetizione, "l'Europa vince": Bruxelles è più smart di Pechino, Londra, Mosca e Washington.

Il calendario della settimana europea

Lunedì 28 settembre

- Commissione: visita della presidente Ursula von der Leyen in Portogallo (fino a martedì)

- Parlamento europeo: audizione della presidente della Bce, Christine Lagarde, alla commissione Economica

- Parlamento europeo: voto delle commissioni Mercato interno e Affari giuridici sugli orientamenti del Digital Service Act

- Parlamento europeo: audizione del vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, davanti alla commissione Ambiente

- Parlamento europeo: presentazione dei candidati al premio Sakharov davanti alla commissione Esteri

- Consiglio: riunione in videoconferenza dei ministri dei Trasporti

- Bilancio Ue e Recovery fund: negoziati tra la presidenza tedesca del Consiglio Ue e i rappresentanti del Parlamento europeo


Martedì 29 settembre

- Consiglio: riunione del Consiglio competitività (ricerca e innovazione)

- Consiglio: riunione informale in videoconferenza del ministri dello Sviluppo

- Parlamento europeo: il presidente David Sassoli incontra il premier della Georgia, Giorgi Gakharia

- Brexit: nono round negoziale tra Ue e Regno Unito sulle relazioni future (fino a venerdì)

- Commissione: pubblicazione dell'indice del sentimento economico e dell'indice del clima delle imprese

- Commissione: videoconferenza del vicepresidente Timmermans con l'Ad di Enel Francesco Starace

- Commissione: il commissario Breton lancia l'Alleanza per le materie prime


Mercoledì 30 settembre

- Commissione: riunione settimanale del collegio dei commissari

- Consiglio: riunione informale del ministri dell'Ambiente a Berlino (fino a giovedì)

- Consiglio: riunione del Coreper

- Commissione: la vicepresidente Vestager partecipa al Summit sull'Intelligenza artificiale di Politico

 

Giovedì 1 ottobre

- Consiglio europeo

- Parlamento europeo: voto della commissione Affari giuridici sugli orientamenti sulla legislazione sull'Intelligenza artificiale

- Commissione: videoconferenza della vicepresidente Vestager con l'Ad di Twitter Jack Dorsey

- Corte di Giustizia: sentenza sull'obbligo di etichettatura dell'origine francese, europea e non europea del latte e dei prodotti derivati

- Corte di Giustizia: sentenza sulla vendita online di medicinali di farmacisti stabiliti in altri Stati membri

- Eurostat: dati sulla disoccupazione di agosto; dati sui prezzi della produzione industriale di agosto

 

Venerdì 2 ottobre

- Consiglio europeo

- Brexit: incontro tra i capi negoziatori Michel Barnier e David Frost al termine del nono round negoziale

- Parlamento europeo: audizioni dei commissari designati Mairead McGuinness (Servizi finanziari) e Valdis Dombrovskis (Commercio)

- Eurostat: stima flash dell'inflazione di settembre nell'area euro; dati sui conti del secondo trimestre di famiglie e imprese

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