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Parigi chiama Kyiv

La ministeriale Esteri del G7 a guida francese ha un obiettivo: non far eclissare l'Ucraina

Mauro Zanon

L'obiettivo di Parigi sul conflitto ucraina è triplice: mantenere Kyiv al centro dell'agenda internazionale, rafforzare il sostegno sul piano energetico e militare e continuare a esercitare pressione sulla Russia in vista di un possibile accordo di pace

A metà marzo, il presidente francese Emmanuel Macron accolse all’Eliseo il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky per lanciare un messaggio potente: la guerra in Ucraina non verrà “eclissata” dalla crisi iraniana e la Russia si sbaglia se crede di poter approfittare del caos geopolitico che coinvolge il medio oriente. Il dossier ucraino è in cima alle priorità della ministeriale Esteri del G7 in programma ieri e oggi all’abbazia cistercense dei Vaux-de-Cernay, a sud-ovest di Parigi, primo appuntamento formale della presidenza francese del gruppo dei sette e tappa chiave verso il vertice dei leader previsto a Evian dal 15 al 17 giugno.

L’Ucraina, rappresentata dal capo della diplomazia Andrii Sybiha, figura tra i paesi invitati dalla Francia, oltre a Arabia Saudita, Brasile, India e Corea del sud. Alla ministeriale partecipano anche Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Ue per gli affari esteri, e Odile Renaud-Basso, presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers). Ieri, a margine dei lavori sulla “riforma della governance globale”, la prima delle sei sessioni del vertice, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha avuto un colloquio con Kallas sul sostegno dell’Ue all’Ucraina dinanzi all’aggressione russa. Barrot ha ribadito il sostegno della Francia alla rapida adozione di un ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, bloccato a febbraio dai veti di Ungheria e Slovacchia, nonché il suo impegno nella lotta contro la “flotta fantasma” russa. Sul conflitto ucraino l’obiettivo di Parigi è triplice, ha detto al Foglio una fonte del Quai d’Orsay, il ministero degli Esteri francese: mantenere Kyiv al centro dell’agenda internazionale affinché non venga oscurata dalle altre crisi, rafforzare il sostegno concreto soprattutto sul piano energetico e militare e continuare a esercitare pressione sulla Russia in vista di un possibile accordo di pace, approfittando della presenza del segretario di stato americano Marco Rubio, atteso oggi all’abbazia dei Vaux-de-Cernay, per coordinare la strategia su sicurezza e pace. I negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina sono in fase di stallo e i funzionari europei temono che gli Stati Uniti possano spingere Kyiv ad accettare un accordo di pace sfavorevole prima delle elezioni americane di metà mandato previste a novembre. Per questo motivo i funzionari Ue insisteranno oggi con Rubio sul fatto che un simile risultato sarebbe inaccettabile, sostenendo invece la necessità di sanzioni più severe contro la Russia e di sforzi immediati per preparare l’Ucraina a un nuovo inverno di guerra.

 

Anche l’Italia, durante i colloqui, “ribadirà il suo inflessibile sostegno all’Ucraina, ma anche agli sforzi di mediazione degli Stati Uniti, sottolineando la necessità di mantenere una forte pressione su Mosca attraverso le sanzioni”, ha detto al Foglio una fonte diplomatica italiana. Alla vigilia del vertice, Barrot ha dichiarato che l’ambizione di Parigi è quella di fare del G7 francese “un G7 dei risultati, tangibili per la Francia e per i partner”. Tra questi, c’è il restauro dell’arco del sarcofago di Chernobyl quarant’anni anni dopo la catastrofe. Nel febbraio del 2025, l’arco protettivo della centrale nucleare, il New safe confinement, è stato danneggiato da un attacco con drone russo. E il timore è che la corrosione della struttura possa causare danni difficilmente riparabili in assenza di interventi entro il 2030. A costruire l’arco nel 2016 era stato un consorzio di imprese fra cui alcune società francesi, e Parigi, ha detto al Foglio una fonte del Quai d’Orsay, vuole avere un ruolo di “catalizzatore” nella raccolta dei fondi per concretizzare il restauro. Il tema è stato al centro della seconda sessione di ieri sera consacrata alla “ricostruzione”, svoltasi con la partecipazione dell’Ucraina e della Bers. La stima delle risorse necessarie per il restauro si aggirano attorno ai cinquecento milioni di euro. Oggi, durante la quarta sessione della ministeriale dedicata al “sostegno all’Ucraina”, si parlerà dell’iniziativa Extraordinary revenue acceleration (Era) Loans for Ukraine, che prevede circa 45 miliardi di euro in prestiti straordinari a favore di Kyiv, con una partecipazione dell’Ue pari a 18,1 miliardi. Accanto a questo, il confronto riguarderà il sostegno finanziario internazionale per il biennio 2026-2027, anche alla luce del programma del Fondo monetario internazionale, che dovrebbe assicurare liquidità almeno fino a maggio 2026.

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