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L'ambizione di Notus, il media che accoglie i fuoriusciti dal Washington Post

Giulio Silvano

Il giornale online di Robert Allbritton, l’anti Bezos, si fa spazio in quel vuoto creato anche dai licenziamenti dentro al WaPo. Un “incubatore educativo”, a metà tra notizie locali e focus sulla politica nazionale.

L’ecosistema mediatico statunitense nell’ultimo decennio è cambiato parecchio. La chiusura di centinaia di quotidiani locali, l’esplosione di Substack (35 milioni di utenti), influenza dei podcast, la gamefication del New York Times, i media dell’alt right alla Casa Bianca, la politicizzazione dei late-show, la morte di Vice e BuzzFeed, i tagli e le svolte al Washington Post di Jeff Bezos, e altro ancora. Ma questo costante movimento ha portato anche alla nascita di nuovi progetti, alcuni di successo, come Semafor, Puck, Axios o The Free Press – venduta alla Paramount per 150 milioni di dollari – e altri fallimentari, come The Messenger. Ora un altro player, Notus (News of the United States), creato nel 2023 dal fondatore di Politico e collegato alla sua scuola di giornalismo, l’Allbritton Journalism Institute, si sta facendo spazio in quel vuoto creato anche dai licenziamenti dentro al Washington Post. Definito come un “incubatore educativo”, l’Institute no profit è stato creato per “i reporter politici della prossima generazione” con borse di studio per firme emergenti, che possono incontrare professionisti affermati del giornalismo e usare Notus come palestra. L’idea ad Allbritton era venuta qualche anno fa, sia vedendo che i suoi ex dipendenti di Politico finivano spesso in posizioni apicali in altre testate, sia perché molti editori si lamentavano di non riuscire a trovare brave nuove leve.

Robert Allbritton, figlio d’arte – suo padre era proprietario del quotidiano Washington Star e aveva provato a comprare il Washington Post dai Graham – ha venduto pochi anni fa Politico per un miliardo ai tedeschi della Axel Springer, che possiedono anche la Welt e la Bild. In questi mesi il miliardario ha deciso di investire in Notus, andando a pescare anche tra i fuoriusciti del Washington Post (il reporter Sam Fortier, l’opinionista Ed Milbank, l’inviato al Congresso Paul Kane, l’esperto di economia Jeff Stein, l’editor Missy Khamvongsa, ma anche firme di Politico e The Hill). L’idea è quella di un giornale online che possa coprire bene la città di Washington DC, tutto l’apparato federale e i centri del potere, un misto tra notizie locali e focus sulla politica nazionale. Il Guardian ha definito quest’operazione di potenziamento di Notus come “una grossa opportunità dopo i tagli al Washington Post”, che negli ultimi mesi ha visto un’emorragia di firme e reporter e licenziamenti di un terzo della redazione, e che aveva prima anche quel ruolo di giornale locale. “L’opportunità bussa alla porta e sei tu a decidere se aprirla o meno”, ha detto il 57enne Allbritton al quotidiano inglese: “Non sono opportunità che arrivano molto spesso”. E cioè: non capita tutti i giorni che uno degli storici e più importanti organi di stampa decida di diminuire il proprio ruolo e di lasciare andare via bravissimi giornalisti. L’esperto di media Dylan Byers è scettico sulla necessità di un nuovo protagonista della scena mediatica di Washington, e ha sottolineato che in fondo la grandezza di Politico non si deve a Allbritton, che era solo “quello che metteva i soldi”, e che qui invece sembra voler avere un ruolo più da “media mogul”.

Allbritton non ha nascosto di voler cambiare nome, e prima o poi infilare la parola “Washington” nel nuovo progetto in espansione, che entro l’anno dovrebbe raddoppiare il personale (che al momento è di circa 50 persone). Un nome possibile che è venuto fuori è “The Washington Sun”. Allbritton sembra volersi posizionare come un anti Bezos, che prima voleva salvare i giornali e poi è finito per fare a pezzi un’istituzione. L’editorialista Milbank, nuovo assunto nell’avventura di Notus, ha scritto su X: “Per me è un’incredibile chance. Sia per creare la pubblicazione di cui ha bisogno la regione del District of Columbia, sia costruire una news organization nazionale che sia tenace e coraggiosa”. E mandando una frecciatina all’ex boss, il veterano reporter di Capitol Hill ha aggiunto: “E’ meraviglioso allinearsi a un proprietario con un forte senso civico che usa i suoi miliardi aiutando il giornalismo sopra ogni cosa, e che non ha paura di chiedere conto a chi detiene il potere”.

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