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Editoriali

Crolla la diga antilepenista a Nizza

Redazione

In vista del secondo turno delle elezioni comunali francesi, il leader dei Repubblicani Retailleau si è rifiutato di dare il suo sostegno a Christian Estrosi, lasciando campo libero a Éric Ciotti, candidato di estrema destra sostenuto dal Rassemblement national

 

La diga repubblicana contro l’estrema destra inizia a cedere. Ieri Bruno Retailleau, presidente dei Repubblicani (Lr), il partito erede del gollismo, si è rifiutato di dare il suo sostegno a Christian Estrosi, sindaco uscente di centrodestra (Horizons) a Nizza, in vista del secondo turno delle elezioni comunali francesi. Una decisione che potrebbe favorire il rivale di Estrosi, Éric Ciotti, candidato di estrema destra sostenuto dal Rassemblement national (Rn) di Marine Le Pen e Jordan Bardella, uscito dal primo turno con quasi tredici punti percentuali di vantaggio. “Non do indicazioni in una campagna assolutamente deleteria come questa, nella quale non mi riconosco, né da una parte né dall’altra”, ha detto Retailleau su BfmTv, riferendosi all’“appello alla sinistra e al comunitarismo” di Estrosi.

 

Retailleau è l’esponente dall’ala più conservatrice e identitaria dei gollisti, quella che da anni moltiplica gli ammiccamenti alla destra lepenista. E il rifiuto di appoggiare Estrosi va in questa direzione, perché significa accettare il rischio concreto di una vittoria delle idee frontiste nella quinta città più popolosa di Francia. Ciotti, predecessore di Retailleau alla guida di Lr, ha infatti fondato un nuovo partito, l’Udr (Union des droites pour la République), che è il principale alleato di Rn a livello nazionale. “E’ l’ultima di una lunga serie di ambiguità dei Repubblicani in questa città”, ha denunciato Horizons in un comunicato, definendo “inaccettabile” il mancato appoggio di Retailleau. Il segretario generale di Renaissance, Gabriel Attal, ha deplorato la scelta dell’ex ministro dell’Interno che fa di Lr “il trampolino dell’estrema destra”. Per anni, la diga repubblicana ha funzionato come una linea rossa invalicabile: dinanzi ai frontisti, le forze repubblicane di destra e di sinistra si univano per impedirne l’ascesa. Oggi quella linea appare sempre più sbiadita.