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Il riconoscimento
Sean Penn riceve il suo personale IronOscar a nome di tutti gli ucraini
L'ad delle ferrovie ucraine Oleksandr Pertsovskyi ha consegnato all'attore americano una statuetta fatta con l'acciaio dei treni colpiti durante l'invasione russa: "L’abbiamo forgiato in segno di gratitudine per te. Per il tuo talento, per il tuo coraggio di stare al nostro fianco"
Se Sean Penn non va all'Oscar, l'Oscar va da Sean Penn. E stavolta senza intermediari. L'attore americano quando è stato proclamato vincitore nella categoria miglior attore non protagonista per “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, non si trovava al Dolby Theatre di Los Angeles, ma era in viaggio verso l'Ucraina da Volodymyr Zelensky. E il premio è stato quindi ritirato da Kieran Culkin, vincitore della stessa categoria l’anno scorso, che ha spiegato i motivi del'assenza dell'attore. Gli ucraini però non hanno voluto lasciare Penn a mani vuote. L'ad delle ferrovie ucraine Oleksandr Pertsovskyi ha voluto personalmente consegnare a Penn un "IronOscar" forgiato dai resti dei convogli ferroviari colpiti durante l'invasione e ha pubblicato sui social il video della premiazione: "Non potevamo certo lasciare il nostro grande amico e fedele passeggero senza un premio. Così, a nome di tutti noi, ho consegnato a Sean il nostro IronOscar!". Sulla statuetta è riportata la scritta: "Questo pezzo d’acciaio ha portato via dalla guerra milioni di persone. Poi è arrivato un missile russo. Non l’abbiamo fuso per trasformarlo in un’arma. L’abbiamo forgiato in segno di gratitudine, per te. Per il tuo talento, per il tuo coraggio di stare al nostro fianco".
Saputa la notizia dell'arrivo dell'attore e produttore americano, è stato lo stesso presidente ucraino Zelensky a ringraziare Sean Penn con una foto pubblicata sui suoi social: “Sean, grazie a te sappiamo cosa significa essere un vero amico dell’Ucraina. Sei stato con noi fin dal primo giorno della guerra su larga scala e sappiamo che continuerai a sostenere il nostro paese e il nostro popolo”. Infatti il gesto di Penn non è stato un caso isolato. È dall'inizio dell'invasione russa che Sean Penn sta dimostrando la sua vicinanza alla nazione invasa: era a Kyiv anche il 24 febbraio del 2022, per girare un documentario ("Superpower", con il co-regista Aaron Kaufman, dedicato alla guerra e alla leadership del presidente ucraino), e ci è tornato molte volte in seguito. A novembre dello stesso anno aveva anche regalato a Zelensky una delle sue statuette in segno di solidarietà, promettendo di lasciarlo a Kyiv fino alla vittoria dell'Ucraina nella guerra. Per il contributo della sua organizzazione umanitaria Core Response ai rifugiati ucraini, Kyiv gli ha conferito l’Ordine al Merito di terzo grado.