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Il drone sul Maidan

Mosca lancia un attacco insolito contro Kyiv, di giorno e con un metodo nuovo. Lezioni e segnali

Kristina Berdynskykh

La Russia di solito ha bombardato la capitale ucraina di notte. Ma ora i droni utilizzano reti mesh e possono comunicare tra loro anziché direttamente con una stazione di terra. E stanno diventando meno rilevabili dai sistemi di guerra elettronica. Per Washington la guerra europea sembra essere passata in secondo piano

Kyiv. Il 16 marzo, alle ore 8.26 del mattino, a Kyiv è risuonata la sirena antiaerea. Poco dopo, si sono sentiti spari per tutta la città e le squadre mobili di difesa aerea hanno iniziato a lavorare per abbattere i droni russi. Si è trattato di un attacco insolito: la Russia di solito bombarda la capitale di notte. “L’esercito di Mosca ha lanciato circa trenta droni diversi nella regione di Kyiv”, ha detto al Foglio Yurii Ignat, portavoce dell’Aeronautica ucraina. L’attacco è stato respinto con successo, ma un drone è volato fino al centro di Kyiv, sul cielo sopra Piazza dell’Indipendenza. I suoi frammenti sono caduti vicino alla colonna che costituisce il punto centrale della piazza. “La notizia peggiore è che questi droni hanno collegamenti di comunicazione”, riferisce Ignat. Utilizzano reti mesh. I droni ora possono comunicare tra loro anziché direttamente con una stazione di terra. “Indagheremo su che tipo di droni siano e su come il nemico li stia aggiornando”, ha aggiunto. Ignat ammette che i droni russi stanno diventando meno rilevabili dai sistemi di guerra elettronica. “Il nemico sta spendendo miliardi di dollari in modernizzazione”, afferma. Ma anche l’Ucraina sta migliorando le sue contromisure per  abbattere i droni.

 

L’attacco è cessato alle 10.00. Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha riferito che non ci sono state vittime. La città ha ripreso a funzionare normalmente, mentre in sottofondo, sui social è scoppiato un dibattito acceso sul tipo esatto di drone che è arrivato sopra la Maidan. Defense Express ha riportato che si trattava di un drone Lancet dotato di intelligenza artificiale. Questa informazione è stata smentita da Serhiy Beskretnov, consigliere del ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov. “Probabilmente schegge o frammenti sono stati lanciati deliberatamente sulla piazza dallo Shahed nell’ambito di un’operazione speciale nemica”, ha scritto su Facebook. La Russia voleva dimostrare che anche la capitale poteva essere molto vulnerabile. Il drone Lancet può volare fino a 50 chilometri, sebbene la parte russa affermi un raggio d’azione di 90-130 chilometri. Il volontario Serhiy Sternenko,  consigliere di Fedorov, ha ipotizzato che il Lancet, dotato di intelligenza artificiale, sia stato  trasportato più vicino a Kyiv utilizzando un drone Shahed. “I russi non restano a guardare e cercano nuovi modi per ucciderci”, ha scritto sui social media. Tuttavia, non ci sono ancora informazioni ufficiali sul tipo di drone che ha raggiunto il centro di Kyiv.

 

Mentre l’attenzione del mondo è concentrata sugli eventi in medio oriente, la Russia continua a bombardare attivamente l’Ucraina. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, nell’ultima settimana l’esercito russo ha attaccato il paese con 1.770 droni, 1.530 bombe guidate e 86 missili, di cui 20 balistici. “Mentre l’Ucraina subisce quotidianamente duri attacchi, qualsiasi notizia su un allentamento delle sanzioni energetiche statunitensi contro la Russia è sconvolgente”, ha dichiarato al Foglio Svitlana Romanko, direttrice esecutiva di Razom We Stand, un’organizzazione che promuove la transizione globale verso fonti energetiche non russe. Secondo Romanko, le entrate aggiuntive per il bilancio russo derivanti dalla vendita di petrolio ammontano attualmente a circa 150 milioni di dollari al giorno. “Questo significa più soldi per la produzione di missili e bombe, che uccidono ucraini ogni giorno”, spiega. Secondo Romanko, all’inizio di quest’anno l’economia russa ha subìto un duro colpo a causa delle efficaci restrizioni. Ciò ha fatto sperare che la Russia si sarebbe prima o poi impegnata in veri negoziati di pace.

 

“Non è il momento di abbandonare le sanzioni; al contrario, dobbiamo introdurne di più severe”, afferma con convinzione. Ma è improbabile che ciò accada. Per la leadership americana, la guerra in Ucraina è passata in secondo piano rispetto agli eventi in medio oriente. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ribadisce ancora una volta che il leader del Cremlino Vladimir Putin è pronto a un accordo e accusa Zelensky di non essere disposto a fare la pace. Nonostante queste accuse, Zelensky continua a sostenere pubblicamente tutte le iniziative americane. E’ in attesa di informazioni su dove e quando si terrà il prossimo round di colloqui, rinviati a causa della situazione in medio oriente. “Non stiamo bloccando alcuna iniziativa”, ha ripetuto durante il suo ultimo incontro con i giornalisti sabato scorso.

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