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Strano ma vero
Italia Viva vuole una legge per incentivare l'invio di reti da pesca a Kyiv per intercettare i droni russi
Il senatore renziano Ivan Scalfarotto ha già depositato il testo del ddl in Senato: "Grazie alla fitta maglia delle reti si riescono a intrappolare le eliche dei droni e a immobilizzare le armi. Uno strumento antico quanto la civiltà del mare, che si sta rivelando uno degli antidoti più efficaci contro sistemi d'offesa ad altissima tecnologia"
Nelle ultime settimane si è parlato delle più avanzate avanguardie tecnologiche che possono essere impiegate in guerra. Dall'intelligenza artificiale che riesce a elbaorare in pochi secondi innumerevoli dati, fino ai missili balistici dal valore di decine di milioni di euro. È per questo che la proposta di Italia Viva (Iv) di donare agli ucraini reti da pesca dismesse per intercettare droni suona come una proposta fuori dal tempo. Ma è tutto vero, e ha pure una sua ragione profonda. Ivan Scalfarotto, senatore di Iv, è il primo firmatario di un disegno di legge appena depositato in Senato per la cessione volontaria delle reti. Il ddl è stato firmato anche dalla capogruppo a Palazzo Madama Raffaella Paita e dai senatori del gruppo Enrico Borghi, Silvia Fregolent, Annamaria Furlan, Dafne Musolino e Daniela Sbrollini. "Per difendersi dagli attacchi dei droni, in diverse città ucraine, sulle strade più strategiche e in prossimità dei checkpoint, sono state create coperture difensive formate da reti da pesca: grazie alla loro fitta maglia, riescono a intrappolare le eliche dei droni e a immobilizzarne le armi. Uno strumento antico quanto la civiltà del mare, che si sta rivelando uno degli antidoti più efficaci contro sistemi d'offesa ad altissima tecnologia", ha dichiarato Scalfarotto. "Questa legge - spiega il renziano - ha la finalità di promuovere la cessione volontaria delle reti dismesse da parte delle imprese di pesca professionale, per supportare la difesa e la resistenza dell'Ucraina nell'ambito degli impegni assunti dall'Italia in sede internazionale".
Secondo quanto affermato dal senatore, questa particolare mossa difensiva non sembra un terreno inesplorato: "In Europa - spiega - diverse organizzazioni di volontariato si sono già attivate: nei Paesi Bassi il gruppo Life Guardians ha inviato oltre 8 mila tonnellate di reti, circa la metà del totale ricevuto dall'Ucraina da tutta Europa; in Svezia Operation change ne ha inviate 400 tonnellate; in Danimarca 500 tonnellate dalla costa ovest, con spedizioni settimanali di uno-tre camion da 20 tonnellate ciascuno; in Francia il gruppo Kernic solidarités — ricevuto e ringraziato personalmente da Zelensky all'ambasciata ucraina a Parigi — ha già inviato oltre 200 chilometri di reti. Analoghe iniziative sono attive in Norvegia, nel Regno Unito e in Canada". Nonostante l'impegno dimostrato, nessuno di loro ha adottato una norma di legge sulla questione. "Con questo ddl - conclude Scalfarotto - l'Italia sarebbe il primo Paese al mondo a incentivare per legge la raccolta e l'invio delle reti da pesca agli ucraini".