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L'arsenale d'Europa
Settimo esportatore mondiale di armi, Israele è il cuore pulsante della nostra difesa
Un mega accordo militare per sei miliardi di euro tra la Germania e lo stato ebraico, che fornisce anche l’8,2 per cento di armi ai britannici, secondo solo agli Stati Uniti. Mentre si parla di “de-escalation”, più di un paese fa incetta di armi israeliane
La Germania sta per siglare con Israele un altro mega accordo militare per sei miliardi di euro. Prevede l’acquisto di cinquecento lanciarazzi e migliaia di missili, rivela Bloomberg. Berlino è in trattativa con l’israeliana Elbit per il sistema che diventerà l’ossatura dell’artiglieria a lungo raggio della Bundeswehr e di altri paesi Nato. EuroTrophy GmbH, hub europeo per la difesa, ha firmato un contratto del valore di 380 milioni per equipaggiare i carri armati Leopard ordinati da Lituania, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Croazia con i sistemi di difesa dell’israeliana Rafael. Un “scudo di ferro” che distrugge razzi, missili anticarro e droni kamikaze. Cipro, colpita dai missili iraniani, ha schierato il Barak MX, che supporta radar e lanciatori per la difesa contro caccia, elicotteri, droni, missili da crociera, missili terra-aria.
Secondo un nuovo rapporto, Israele è appena diventato il settimo esportatore di armi al mondo. Lo Stockholm International Peace Research Institute, con sede in Svezia, ha pubblicato il suo ultimo report sulle esportazioni globali di armi: per la prima volta, Israele ha superato la Gran Bretagna, diventando il settimo esportatore di armi al mondo.
Un risultato ottenuto mentre lo stato ebraico combatteva su sette fronti e nonostante le minacce di embargo. Regno Unito e Germania hanno proseguito con gli acquisti di armi da Israele nonostante le ripetute promesse di sospendere il commercio di armi con Israele, che ora fornisce l’8,2 per cento di armi ai britannici, secondo solo agli Stati Uniti. Nel più grande accordo di esportazione di armi mai stipulato da Israele, la Germania ha recentemente acquistato il sistema di difesa missilistica Arrow, segnando la più grande vendita di armi nella storia del paese (la prima batteria è stata messa in servizio a dicembre al confine tra Brandeburgo e Sassonia-Anhalt). Complessivamente, Israele ha venduto armi a ventitré paesi europei (il 41 per cento delle sue esportazioni totali). A dicembre, la Elbit ha firmato un accordo da oltre due miliardi di dollari con un ignoto paese e si è parlato degli Emirati arabi uniti.
Maya Sion-Tzidkiyahu, docente presso il Forum Europeo dell’Università Ebraica di Gerusalemme, osserva che gli stati dell’Europa orientale che si trovano ad affrontare minacce da parte di Russia e Turchia hanno reagito in modo più positivo di altri all’operazione Stati Uniti-Israele contro l’Iran. “Hanno preso silenziosamente atto delle risorse militari e di sicurezza di Israele, acquistando sistemi preziosi dall’industria della difesa israeliana”. Grecia, Finlandia e Polonia sono tra gli stati membri della Ue che hanno raggiunto importanti accordi sulle armi con Israele nel 2026. “Il regime iraniano non è solo un attore mediorientale; è anche un fornitore militare della guerra russa contro l’Ucraina. I droni iraniani sono stati ampiamente utilizzati contro le città ucraine. Questo colloca l’Iran sempre più al centro dell’equazione di sicurezza dell’Europa”.
Le armi a lungo raggio dell’Iran rientrano in tre categorie e la loro potenziale portata copre una porzione allarmante della mappa europea. Cosa farà l’Europa quando sarà minacciata dal più distruttivo missile balistico iraniano, il Khorramshahr, in grado di trasportare una testata fino a due tonnellate?
Ha una gittata fino a tremila chilometri e capitali dell’Europa meridionale e orientale come Atene, Sofia e Bucarest, sono già oggi a portata di mano. Ma alla massima estensione, anche Vienna, Roma e Berlino. Durante la guerra in corso, l’Iran ha lanciato 550 missili balistici contro il territorio israeliano e il sistema multistrato dello stato ebraico, che combina gli intercettori Arrow 2, Arrow 3 e David’s Sling, ha impedito a tutti i missili, tranne 31, di atterrare in aree popolate (finora la guerra ha causato in Israele meno danni che quella dei “dodici giorni” a giugno). Se la Romania è il primo paese europeo a dotarsi dell’Iron Dome, la Grecia ha appena acquistato per 650 milioni il lanciarazzi israeliano Pulse, che è come l’americano Himars, ma costa molto meno, è più flessibile e si adatta a veicoli già in dotazione. Anche l’aereo di Emmanuel Macron, con cui è appena atterrato a Cipro dopo l’attacco iraniano, monta il sistema sviluppato dall’israeliana Elbit. Si chiama “Dircm” (Directional Infrared Counter Measures), una contromisura laser all’infrarosso tra i più avanzati al mondo. Intanto più di un paese che ciarla di “de-escalation” e intanto fa incetta di armi israeliane, spera che Gerusalemme, come al solito, in Iran faccia il “lavoro sporco”.
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