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Editoriali
Von der Leyen seppellisce l'ordine globale
Per la presidente della Commissione europea l’Ue non può essere custode di un mondo scomparso. Ma rinunciare alla dottrina di un ordine globale basato sulle regole significa non solo minare l’obiettivo di un’Europa “indipendente”, ma anche danneggiare la causa dell'Ucraina
Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione, ieri si è allineata al cancelliere tedesco, Friedrich Merz, nel dichiarare morto e sepolto l’ordine basato sulle regole difeso dall’Unione europea. “L’Europa non può più essere custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che è scomparso e non tornerà più”, ha detto von der Leyen in un discorso davanti alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue: “Non possiamo più fare affidamento” sull’ordine basato sulle regole “come unico modo per difendere i nostri interessi o presumere che le sue regole ci proteggeranno dalle complesse minacce che dobbiamo affrontare”.
La diagnosi può essere in parte giusta. Gli europei compierebbero un errore potenzialmente mortale, continuando a illudersi che la Carta delle Nazioni Unite o le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio possano isolarli dalle conseguenze dell’èra di Donald Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping. Ma dietro alle parole di von der Leyen ci sono i fatti. Dopo aver scelto di piegarsi ai ricatti di Trump sui dazi e di assecondarlo sui negoziati con la Russia sull’Ucraina, la presidente della Commissione sembra pronta a sostenere la sua guerra contro l’Iran. I capi di stato e di governo hanno scelto più equidistanza, rifiutando di partecipare ma coinvolgendosi per la difesa di Cipro e dei paesi del Golfo. In realtà, rinunciare alla dottrina di un ordine globale basato sulle regole significa minare l’obiettivo di un’Europa “indipendente”, che la stessa von der Leyen dice di voler perseguire. Significa anche danneggiare la causa dell’Ucraina, nel momento in cui è sotto la pressione di Trump per accettare una capitolazione. Come ha detto l’Alto rappresentante, Kaja Kallas, davanti agli ambasciatori dell’Ue: “Senza la restaurazione del diritto internazionale e dell’obbligo di rispondere delle proprie azioni, siamo condannati a vedere ripetute violazioni del diritto, disordini e caos”.