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Guerra in medio oriente

Macron dice: un attacco a Cipro è un attacco all'Europa. Armi, piani e alleanze da Hormuz alla Turchia

Mauro Zanon

Da Paphos il presidente francese ha dato una sveglia agli europei sui pericoli del conflitto in medio oriente che non è più una guerra regionale, ma una guerra dove anche l'Europa è sotto tiro. E ha annunciato che intensificherà la presenza militare francese per contribuire alla sicurezza del Mar Rosso

Parigi. “Quando Cipro viene attaccata, è l’Europa a essere attaccata”. Da Paphos, a Cipro, accanto al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e al presidente cipriota Nikos Christodoulides, il capo dello stato francese, Emmanuel Macron, ha dato la sveglia agli europei sui pericoli della guerra in medio oriente, che non è solo una guerra regionale, che riguarda Israele, Stati Uniti e Iran, ma una guerra dove anche l’Europa è sotto tiro. “La difesa di Cipro è ovviamente una questione essenziale per il vostro paese, per i vostri vicini, partner e amici, la Grecia, ma lo è anche per la Francia e con essa l’Unione europea”, ha aggiunto l’inquilino dell’Eliseo rivolgendosi a Mitsotakis e Christodoulides. Il conflitto ha fatto irruzione nello spazio strategico europeo fin da subito: domenica 1° marzo, a ventiquattro ore dagli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, la base britannica della Raf ad Akrotiri è stata colpita da un drone di fabbricazione iraniana.

 

Altri due droni sono stati intercettati nella giornata di lunedì 2 marzo e secondo una fonte del governo cipriota citata da Reuters sarebbero stati lanciati dal Libano, molto probabilmente da Hezbollah. I danni provocati dai droni sono stati limitati e non ci sono stati feriti, ma colpire Akrotiri, infrastruttura militare di primaria importanza tra Europa e medio oriente, significa mandare un messaggio non solo a Londra, ma a tutto il dispositivo occidentale che sostiene o facilita le operazioni contro l’Iran. Macron si è subito proposto come guida dello scudo navale e aereo attorno all’isola assieme al Regno Unito, inviando sistemi di difesa antiaerea, la fregata multimissione Languedoc e soprattutto la portaerei Charles de Gaulle, la nave ammiraglia della flotta francese, con venti jet da combattimento Rafale e due aerei radar Hawkeye a bordo. “Il primo obiettivo di questa trasferta è quello di dimostrare la piena solidarietà a Cipro, che la scorsa settimana è stata bersaglio di diversi droni e missili”, ha dichiarato Macron, annunciando la preparazione di una futura missione per riaprire lo stretto di Hormuz “non appena la situazione lo consentirà”, e scortare le navi “dopo la fine della fase più calda del conflitto”, al fine di consentire la circolazione di petrolio e gas. Lo scopo della missione a Hormuz “è rigorosamente pacifico, difensivo e di supporto, ma è anche essenziale per le nostre economie e per la nostra economia globale”, ha sottolineato Macron.

 

Per contribuire alla sicurezza del Mar Rosso, la presenza militare francese verrà intensificata. Parigi contribuirà “nel lungo periodo” con “due fregate” alla missione Aspides, l’operazione navale dell’Ue avviata all’inizio del 2024 per proteggere le navi dagli attacchi dei miliziani Houthi durante la guerra a Gaza, e complessivamente “la presenza francese che si dispiegherà dal Mediterraneo orientale al Mar Rosso fino al largo di Hormuz mobiliterà otto fregate, due portaelicotteri anfibi e la nostra portaerei”, attualmente al largo di Creta. Macron ha poi salutato “il contributo di molti altri paesi europei”, rendendo omaggio “a coloro che hanno seguito la nostra portaerei Charles de Gaulle dall’Atlantico al Mediterraneo”. L’operazione di difesa di Cipro è stata lanciata in coordinamento con Italia, Spagna e Olanda. Roma ha inviato la fregata missilistica Martinengo nel Mediterraneo orientale, la Spagna ha mandato la Cristóbal Colón, la più avanzata della Marina spagnola, e l’Olanda ha dispiegato la Hnlms Evertsen. Dopo la visita a Cipro, Macron è atterrato a bordo della Charles de Gaulle, dalla quale ha dato nuovi dettagli sulla missione “intergovernativa” per riaprire lo stretto di Hormuz. Alla missione, sarebbero pronti a partecipare “diversi paesi europei e asiatici, tra cui l’India”. Dalla nave ammiraglia della Marine nationale ha ribadito che la Francia “non partecipa al conflitto in corso”, ma non sarà mai spettatrice. Il dispiegamento nel Mediterraneo orientale della Charles de Gaulle è stato deciso “per proteggere i nostri connazionali nella regione e gli oltre 400.000 cittadini che vi risiedono”, ma anche per “proteggere i nostri alleati e i nostri amici, coloro con cui abbiamo accordi di difesa, i particolare Cipro”, ha proseguito il capo dello stato.

 

Oggi un missile balistico lanciato dall’Iran e penetrato nello spazio aereo della Turchia è stato neutralizzato dalle difese della Nato stanziate nel Mediterraneo orientale. Frammenti del missile iraniano sono caduti nella provincia di Gaziantep, nel sud-est del paese. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto convocare l’ambasciatore iraniano e ha messo in guardia Teheran. Si tratta del secondo attacco al territorio turco dall’inizio della guerra tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Una guerra che l’Europa non può ignorare.

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