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Chi comanda a Teheran

Il Consiglio degli Esperti continua a dire che è stato raggiunto un consenso sul nome della Guida suprema. Se sarà Mojtaba, figlio di Ali Khamenei, conta fino a un certo punto, la struttura della Repubblica islamica è ormai cambiata nel profondo. Gli attacchi e gli avvertimenti di Israele sulle riunioni per scegliere il leader

Il bunker più celebre di Teheran era quello in cui la Guida suprema, Ali Khamenei, si nascondeva per sfuggire agli attacchi degli israeliani. Il bunker era nel complesso da cui la Guida suprema gestiva tutto, lo stesso che è stato colpito sabato 28 febbraio. Nell’attacco è stato ucciso Khamenei e questa settimana,  lo stesso complesso è stato colpito ancora, il celebre bunker continuava a essere usato dal membri del regime e al suo interno, probabilmente, si ha continuato a rifugiuarsi anche Mojtaba Khamenei, il figlio della Guida suprema e possibile suo successore. Il Consiglio degli esperti ha annunciato di aver preso una decisione sulla successione, le voci sulla possibilità che la scelta si sia posata su Mojtaba hanno generato critiche dentro allo stesso regime. Tatiana Boutourline aveva raccontato le prime mosse di questa successione, gestita anche per dimostrare che il regime è ancora in grado di ricrearsi. 

"Mercoledì scorso, dopo giorni in cui era stato ritenuto prima morto, poi in coma o ferito al punto da essere incapacitato, è arrivato l’annuncio: Mojtaba, il papabilissimo figlio prediletto di Khamenei, non solo è sopravvissuto all’attacco che ha ucciso il padre, la madre, la moglie, un cognato ed una sorella, ma è la nuova Guida suprema. La notizia diffusa da Iran International, un organo di stampa antiregime ha subito creato scalpore. Un po’ perché l’investitura di Mojtaba confermerebbe che la Repubblica islamica se ne infischia tanto del curriculum (il nuovo uomo della provvidenza non solo non è un ayatollah, non lo era nemmeno il padre, ma non raggiunge nemmeno il rango di hojatoleslam), quanto d’essere stata fieramente anti aristocratica e un po’ perché Mojtaba è molto più di un esecutore fedele dell’intransigenza paterna. Il beit, il tentacolare ufficio di Khamenei lo dirige lui ed è sempre stato Mojtaba in questi anni a tenere i rapporti con i pasdaran. Negli anni, a Qom, molti ayatollah hanno storto il naso, l’erede è ritenuto un ignorante, ma la città santa può ben poco da quando Khamenei-padre controlla i cordoni della borsa ed il Consiglio degli esperti più che di spirito si preoccupa di potere e di politica. Tutto plausibile dunque, senonché non è ancora accaduto. Mercoledì il Consiglio ha reso noto che una rosa di candidati è stata individuata, ma che il prescelto non è ancora stato nominato. 'Non date retta ai pettegolezzi”' ha chiesto l’ayatollah Rajabi e, intanto, con il passare delle ore si è capito che la fuga di notizie è partita su X e su Telegram dove i sostenitori di Mojtaba, per forzare un risultato o per affrettare i tempi, hanno dato l’elezione come assodata. A Teheran, la voce si è diffusa come un lampo. 'Mooshtaba', hanno cominciato a sghignazzare gli iraniani divertiti dal gioco di parole tra Mojtaba la parola moosh (topo, un insulto che dall’estate scorsa è stato indirizzato al padre, il topo rintanato nel bunker). 'Non è ancora definitivo, ma le sue possibilità sono alte', ha ribadito un membro della famiglia Khamenei nel corso di una conversazione con il Financial Times. Mojtaba dunque resta in gioco più che mai (anche se sotto-traccia continuano ad echeggiare i nomi di Alireza Arefi e Hassan Khomeini). 'Qualsiasi nuovo leader  sarà un bersaglio per l’eliminazione, non conta come si chiami e dove si nasconda', ha però detto il ministro della Difesa israeliana Israel Katz. E nell’establishment che intravede ombre e complotti ovunque resta l’interrogativo sull’utilità di esporre l’erede mentre le bombe inseguono il terzo tempo della rivoluzione". 

E le bombe hanno raggiunto di nuovo il possibile erede, mentre l’esercito israeliano con un messaggio in frasi ha annunciato che avrebbe continuato a cercare il successore: "Avvertiamo tutti coloro che intendono partecipare alla riunione per la selezione del successore che non esiteremo a prendere di mira anche voi. Questo è un avvertimento!". Dopo il messaggio dell’esercito israeliano un membro del Consiglio degli esperti ha detto che c’è un consenso per il futuro leader, lasciando intendere che gli avvertimenti dell’esercito non fermeranno le riunione. 

Secondo diversi esperti però, dentro al Consiglio rimangono divisioni e ostacoli e forse questo è uno dei dati più forti sul fatto che la Repubblica islamica è ormai cambiata. Raz Zimmt, analista a capo del progetto Iran dell’Inss, ha detto al Foglio che probabilmente chi prende le decisioni a Teheran è Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo della Sicurezza nazionale. Ci sono profondi cambiamenti dentro  alla struttura della Repubblica islamica e il nome di Mojtaba conta fino a un certo punto.

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