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dal Washington Post

“L'ho preso prima io”. Dietro la personale “Furia epica” di Trump in Iran

Isaac Arnsdorf

Il presidente americano elimina l’iraniano che pianificava di ucciderlo. Dalle minacce alla sua persona fino alla decisione di portare gli Stati Uniti in guerra in medio oriente

Ieri in conferenza stampa il segretario americano alla Difesa Pete Hegseth ha detto che il capo dell’unità segreta iraniana “che ha tentato di assassinare Trump è stato braccato e ucciso” in un attacco dell’operazione “Furia epica” lanciata sabato scorso insieme all’esercito israeliano. Poco dopo l’inizio dell’operazione, in un’intervista con l’emittente Abc il presidente americano ha per la prima volta ammesso una dimensione personale nella sua decisione di attaccare l’Iran: come fattore determinante nel lancio dell’operazione congiunta di Stati Uniti e Israele che ha ucciso la guida suprema Ali Khamenei, Trump ha citato proprio i tentativi di assassinarlo nel 2024. “L’ho preso prima che lui prendesse me”, ha detto domenica sera in un’intervista rilasciata ad Abc News. “L’ho preso per primo”.

Trump non aveva mai parlato prima di come le minacce iraniane alla sua persona avessero influenzato la decisione di portare gli Stati Uniti in guerra in medio oriente. Quelle minacce, oltre ai tentativi di assassinio del luglio e settembre 2024, hanno dominato la sua esperienza e quella dei suoi consiglieri durante la campagna elettorale dell’autunno 2024, con ripetuti allarmi di sicurezza e misure di emergenza come il cambio di aerei e degli itinerari delle auto della scorta. Il desiderio iraniano di uccidere Trump risale all’attacco aereo statunitense che ha ucciso il generale Qassem Soleimani nel gennaio 2020. I procuratori federali hanno incriminato due casi relativi a presunti complotti iraniani per omicidio su commissione. Nessuna prova ha collegato formalmente l’Iran ai due tentativi di assassinio contro Trump avvenuti nel 2024. Poi Trump ha lasciato per la prima volta intendere il collegamento, dicendo ad Abc: “Ci hanno provato due volte”.

“Ci sono un milione di ragioni per eliminare terroristi come Ali Khamenei”, ha detto un alto funzionario dell’Amministrazione, parlando a condizione di anonimato. “I suoi complotti per assassinare Trump sono solo una delle ragioni”. L’ambasciatore americano alle Nazioni Unite, Mike Waltz, ha descritto l’interesse iraniano a uccidere Trump come parte di un modello di comportamento che giustifica l’attacco statunitense. “E’ responsabile di una serie di attacchi armati non provocati contro gli Stati Uniti e Israele, violazioni della Carta delle Nazioni Unite e minacce alla pace e alla sicurezza internazionale in tutto il medio oriente”, ha detto Waltz sabato in una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza. “Ha persino tentato di assassinare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump”.

I funzionari della sicurezza nazionale avevano avvertito la campagna di Trump che Teheran volesse ucciderlo – prima che rimanesse ferito durante un comizio il 13 luglio 2024 a Butler. L’attentatore, il ventenne Thomas Matthew Crooks, è stato ucciso sul posto, e gli investigatori non hanno ancora stabilito un movente chiaro. Durante un briefing sulle minacce nel settembre 2024, funzionari statunitensi avevano detto alla campagna di Trump che l’Iran aveva diverse di assassini all’interno del paese. Trump chiese ripetutamente se dietro alla sparatoria di Butler ci fosse l’Iran, e gli investigatori dissero di non poterlo escludere, secondo persone a conoscenza del briefing. Il presunto assassino al campo da golf di Trump a West Palm Beach, in Florida, il 59enne Ryan Wesley Routh, si è difeso da solo a processo ed è stato condannato il mese scorso all’ergastolo.

La scorsa settimana è iniziato il processo a un uomo pachistano, Asif Merchant, arrestato a luglio 2024 e accusato di avere cercato di assumere sicari per uccidere un personaggio politico. Il mese scorso un uomo di Brooklyn è stato condannato a 15 anni di carcere per aver pianificato l’omicidio di un dissidente iraniano, al servizio di un iraniano che, secondo l’accusa, stava complottando per assassinare Trump. I funzionari iraniani hanno pubblicamente promesso vendetta contro i leader americani, incluso Trump e gli ex consiglieri Mike Pompeo e John Bolton. Il governo ha continuato a fornire dettagli di sicurezza per Pompeo e Bolton per tutta la durata dell’Amministrazione Biden, finché Trump non li ha ritirati.

Trump e la sua Amministrazione non hanno presentato in modo approfondito un caso pubblico per l’attacco all’Iran. L’argomento ha occupato tre dei 108 minuti del suo discorso sullo Stato dell’unione la settimana scorsa; ha pubblicato due video nel fine settimana e ha parlato dell’argomento per circa sei minuti lunedì, senza rispondere alle domande. Lunedì ha elencato quattro obiettivi: distruggere le capacità missilistiche dell’Iran, la sua marina, le ambizioni nucleari e la capacità di sponsorizzare il terrorismo. In osservazioni precedenti aveva parlato più ampiamente di rovesciare il regime e liberare il popolo iraniano.

Isaac Arnsdorf

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