Ansa
le dichiarazioni
Mantovano: "Crosetto bloccato a Dubai? I servizi di intelligence non monitorano i ministri"
"La legge 124 vieta l'attività di controllo su una serie di persone tra cui agli esponenti politici", dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E sul rientro degli italiani afferma che è stata messa in campo una "intensa organizzazione" per affrontare la crisi in atto
"Le agenzie di intelligence non monitorano i viaggi privati dei ministri, la legge 124 vieta l'attività di controllo su una serie di persone tra cui agli esponenti politici". A dirlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano durante la presentazione della Relazione annuale dell'intelligence. Il riferimento è alla polemica scoppiata dopo il caso del ministro della Difesa Guido Crosetto, che trovandosi a Dubai per ragioni private nel momento in cui sono iniziati gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele all'Iran, è rimasto bloccato nella città emiratina, scatenando l'indignazione delle opposizioni e con il M5s in prima linea a chiederne le dimissioni. Il governo era infatti all'oscuro dell'operazione, un elemento che ha alimentato le polemiche sulla reale importanza dell'Italia nelle decisioni più importanti da prendere per il futuro dell'Occidente. E poi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in conferenza stampa non aveva di certo aiutato a chiarire il quadro, affermando di non sapere quando sarebbe rientrato Crosetto: "Non so, spero prima del 7 marzo". "Quel che importa - dice Mantovano - è che l'operatività del ministro non è mai venuta meno". Il sottosegretario fuga ogni possibilità di polemica nei confronti del governo e si concentra invece sull'"intensa organizzazione per il rientro degli italiani" del "lavoro diplomatico" necessario per "affrontare, sul piano europeo e delle alleanze, le crisi in atto e gli effetti anche dal punto di vista degli approvvigionamenti energetici".
E in realtà, non manifesta una grande preoccupazione. Non tanto per non aver coscienza della gravità della situazione, quanto per l'esperienza accumulata nella gestione di emergenze legate alle crisi passate, che sono state "seguite da interventi di contenimento e di neutralizzazione. Quando è iniziata la guerra in Ucraina - ricorda Mantovano - le importazioni di gas dalla Russia erano in grado di soddisfare il 40% del fabbisogno nazionale di gas. Oggi le importazioni italiane di gas russo sono praticamente azzerate senza che i riscaldamenti delle case degli italiani ne abbiano risentito. Non è avvenuto per miracolo, è avvenuto in virtù di un lavoro teso gradualmente a sostituire l'apporto di gas russo, grazie a un'ampia azione che ha coinvolto tante realtà e che ha incrementato le forniture dall'Algeria, dalla Norvegia, dall'Azerbaijan. Ogni crisi la si affronta per come si manifesta, avendo l'energia e soprattutto la volontà e la decisione di farlo".
Un altro argomento che è pronto a dividere l'arco parlamentare è l'eventuale invio di forniture di armi ai paesi del Golfo oggetti di attacchi da parte del regime iraniano e il possibile utilizzo delle basi militari in Italia da parte degli Usa. Per il momento l'amministrazione americana "non ha fatto nessuna richiesta", fa sapere il sottosegretario. Mentre è in corso una valutazione sulla "richiesta di mezzi difensivi" da parte dei paesi dell'area "e ciò avverrà nel rapporto tra governo e Parlamento". Infine non manca una riflessione sui conflitti che sono esplosi negli ultimi mesi: "Sono saltati i fondamentali del diritto internazionale o forse ci sono ancora sullo sfondo ma non ci sono i luoghi nei quali farli rispettare. È da tempo che interventi militari in aree di crisi non vengono preceduti da riunioini del Consiglio di Sicurezza. Ma la grande sfida è recuperare l'unità dell'Occidente, che non è una questione solo geopolitica. Oggi la nostra casa è lacerata".