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l'intervista

“Il mondo libero si mobiliti contro i mullah”, dice Ben Dror Yemini

Giulio Meotti

“Dal mio rifugio vedo soltanto piazze vuote. I pacifisti abbandonano gli iraniani ai carnefici”. Intervista all’editorialista di punta del primo quotidiano israeliano

“Ho trascorso gran parte della giornata nei rifugi e vista da Israele la guerra contro l’Iran ha un significato ben diverso che per voi occidentali”. Ben Dror Yemini, editorialista di punta del primo quotidiano israeliano, Yedioth Ahronoth, intellettuale e autore del libro “La fabbrica delle bugie”, parla di un momento chiave nella storia. “Gran parte degli occidentali ignora cosa sia l’Iran, uno stato che destabilizza tutto, che ha distrutto Yemen, Siria, Libano, Iraq, ovunque ci sia il jihad arrivano distruzione e miseria, siano il jihad sunnita o il jihad sciita” dice Yemini al Foglio. “Per tutti, ebrei, cristiani e musulmani, questo regime ha significato l’asse del male. Dobbiamo finire il lavoro o continueranno.  Gli ayatollah hanno pagato centinaia di migliaia di dollari per uccidere i dissidenti in Europa, in medio oriente, negli Stati Uniti. Due anni fa, circolavano notizie secondo cui l’Iran intendeva armare dodicimila combattenti, tramite Hezbollah, per rovesciare il regime giordano”. Si rammarica che solo l’America di nuovo sia intervenuta con Israele. “Il regime iraniano uccide il suo stesso popolo, non sappiamo neanche quanti ne abbiano uccisi a metà gennaio. Senza il rovesciamento del regime, decine di migliaia di iraniani rimarranno in detenzione. Molti di loro saranno giustiziati. Una cortina di ferro, già parzialmente in atto, avrebbe impedito al mondo di sapere cosa stesse realmente accadendo lì. La possibilità di un cambiamento dall’interno sarebbe svanita”. 

E’ una vergogna che nessuno in Europa abbia manifestato per i morti iraniani, prosegue Ben Dror Yemini. “Soltanto a Berlino c’erano migliaia di persone in piazza per gli iraniani. Le manifestazioni in corso in Europa coinvolgono principalmente esuli iraniani, con un piccolo rinforzo di ebrei. Questo è un onore per la comunità ebraica e una vergogna per le pecore silenziose. Nessuna massa è scesa in piazza. Le organizzazioni per i diritti umani non hanno fatto nulla. Si sono accontentate di condanne tiepide. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite è scomparso. L’unico a lanciare avvertimenti è il presidente degli Stati Uniti, ed è solo in questa lotta. E’ stato un momento di autentica vergogna”. 

Non riguarda soltanto lo stato ebraico. “Israele deve combattere questa dittatura che dice di voler conquistare Roma. I leader di Hamas dicono che vogliono conquistare il Vaticano. Lo hanno detto e ridetto, ben prima dell’Isis. Hanno sventolato la svastica, hanno detto di ammirare i nazisti e l’occidente li ha ignorati. Ci hanno accusato di ‘genocidio’ quando era subito chiaro che gran parte delle vittime di Gaza erano maschi in età da combattimento, ma i media lo hanno ignorato. Il Monde, il Guardian, la Bbc, tutti si sono rifiutati di dirlo. Perché contraddiceva la propaganda sul genocidio. Il nuovo mainstream liberale si sta avvicinando al sostegno di Khomeini, Sinwar e Nasrallah. In qualche modo sono considerati ‘antimperialisti’, nonostante sostengano apertamente l’imperialismo jihadista, che mira a conquistare il mondo, far rispettare la sharia, opprimere le donne e seppellire ogni traccia di diritti umani”. 

Questi progressisti non dicono “sosteniamo il regime iraniano”. “Dicono di essere contrari alla guerra. Che significa abbandonare il popolo iraniano ai suoi carnefici. Attivisti dei diritti umani, cosa dite agli iraniani che implorano aiuto? Tutto questo non è iniziato il 7 ottobre. Molto tempo fa, la professoressa Judith Butler, veterana della sinistra progressista, ha dichiarato che ‘Hamas e Hezbollah fanno parte della sinistra progressista globale’. Jeremy Corbyn, ex leader del Labour britannico, ha espresso un’opinione simile. Le stesse organizzazioni jihadiste non avevano idea di essere considerate tali. Sono contro Israele. Sono contro gli Stati Uniti. E a quanto pare, questo è sufficiente per guadagnarsi il distintivo di ‘sinistra progressista’. Un giorno sostengono il jihad sunnita; il giorno dopo sostengono il jihad sciita. Il mondo libero avrebbe dovuto mobilitarsi per cogliere questa opportunità e abbattere un regno del terrore. Ma non esiste un mondo libero. Gli israeliani lo hanno imparato”. 

Yemini teme per l’Europa. “In molte persone con cui parlo da voi non sento ostilità, ma mia figlia studentessa a Roma mi parla di un odio terribile verso Israele nelle università. Il filosofo sloveno Slavoj Zizek ha scritto un articolo per dire che l’Iran dovrebbe dotarsi delle armi atomiche contro l’egemonia americana. In occidente siete pieni di pazzi. Ora noi ci dobbiamo difendere”. 
 

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  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.