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Tutti gli obiettivi colpiti negli attacchi in Iran e la risposta di Teheran, sulla mappa

Priscilla Ruggiero

L'esercito israeliano ha colpito oltre 500 siti militari in tutto il paese, ma uno dei principali obiettivi dichiarati dell'attacco "congiunto" con gli Stati Uniti era proprio la decapitazione della leadership iraniana. Il regime degli ayatollah ha risposto con attacchi missilistici contro Israele e le basi americane in medio oriente

Teheran, Qom, Kermanshah, Isfahan, Karaj, Tabriz, Shiraz. Per tutta la giornata di ieri, nelle prime ore dell'inizio della settimana lavorativa in Iran, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi mirati in diverse città iraniane: poco dopo l'annuncio dell'operazione denominata da Israele "Ruggito del leone" e dagli Stati Uniti "Furia epica", l'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito con 200 aerei da combattimento circa 500 obiettivi in tutto l'Iran, tra cui sistemi strategici di difesa aerea e lanciamissili, soprattutto nella parte occidentale del paese. Tra gli obiettivi, c'era un sito di lancio di missili terra-terra nella zona di Tabriz, un "sistema avanzato di difesa aerea SA-65" schierato nella zona di Kermanshah, e in serata l'Idf ha pubblicato sui social in farsi un avviso che esortava le persone presenti in un "complesso industriale" a Isfahan a evacuare e i cittadini della zona limitrofa a tornare a casa e non uscire fino alle prime ore del mattino, per "un attacco imminente alle infrastrutture militari in quest'area". Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), è nei sotterranei dell'impianto nucleare di Isfahan che Teheran ha immagazzinato la maggior parte del suo uranio altamente arricchito. Nelle prime ore di stanotte l'Idf ha dichiarato di aver "completato un'altra ondata di attacchi" contro sistemi missilistici balistici e di difesa aerea che non erano ancora stati presi di mira, nell'Iran centrale.

 

Le esplosioni sono state segnalate dall'emittente statale iraniana Irib anche a Garmdareh, a ovest di Teheran, nella città nordoccidentale di Urmia, vicino al confine turco, nella città portuale meridionale di Bushehr e a Qom, a sud di Teheran. Un'immagine satellitare ha mostrato una nave militare iraniana avvolta dalle fiamme nella base navale di Chabahar, nel sud.  Per mappare tutte le zone colpite è necessario verificare i video e le foto che arrivano dall'Iran, il regime cerca di diffondere meno notizie possibile e anche per questo da ieri ha imposto (di nuovo) un blocco quasi totale della connettività a internet.  Ieri persino l'agenzia di spionaggio del Mossad sul suo canale Telegram in farsi ha condiviso un canale sicuro per gli iraniani per inviare segnalazioni sugli attacchi: "Continuate a scattare foto e a inviarcele".

 

 

Oltre ai siti militari, sin dalle prime ore dell'attacco è stato dichiarato da funzionari americani e israeliani che uno degli obiettivi principali era colpire il maggior numero possibile di leader iraniani. Sono stati presi di mira tre siti in cui si stavano radunando alti funzionari iraniani e dai video è possibile vedere il fumo che si innalza da un'area della capitale che ospita il palazzo presidenziale e il Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. Un altro video mostrava un attacco nell'area del ministero dell'intelligence iraniana. Le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato in una nota di aver "eliminato" sette alti funzionari iraniani tra cui ci sarebbero il generale Mohammad Pakpour, il generale Aziz Nasrizadeh e Ali Shamkhani. Prima che anche il regime stesso confermasse la morte della guida suprema iraniana, Ali Khamenei, erano state pubblicate anche le immagini satellitari che mostravano gli edifici distrutti dalle esplosioni del suo complesso residenziale.

 

La risposta iraniana

Negli scorsi giorni riguardo all'ipotesi di un attacco americano Teheran aveva avvertito che avrebbe considerato le basi militari israeliane e statunitensi nella regione "obiettivi legittimi". Ieri la prima risposta è stata contro Israele, con un'ondata di missili balistici, poi diverse nazioni del Golfo che ospitano basi militari statunitensi hanno dichiarato di aver intercettato missili iraniani nel loro spazio aereo, tra cui il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. L'agenzia di stampa iraniana Fars ha annunciato che gli attacchi missilistici iraniani avevano come obiettivo le basi militari statunitensi di Al Udeid in Qatar, la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e la base navale statunitense di Manama in Bahrein. Sempre a Manama i droni iraniani hanno copito anche alcuni edifici, tra cui l'Era Tower. L'Iran ha colpito almeno tre aeroporti, l'aeroporto internazionale di Dubai, l'aeroporto internazionale di Erbil in Iraq e quello del Bahrein. A causare danni e feriti sono stati soprattutto i detriti dei missili intercettati, che a Dubai hanno causato un morto e un'esplosione nell'hotel di lusso Fairmont The Palm.

 

 

Nelle ultime settimane, l'esercito americano aveva aumentato notevolmente le sue forze in medio oriente, il presidente americano Donald Trump l'aveva definita la "big beautiful armada". Aveva dispiegato anche altrie sistemi antimissile Thaad e Patriot (i Thaad possono intercettare missili balistici sopra l'atmosfera terrestre, mentre i Patriot difendono dalle minacce a bassa quota e a corto raggio) nelle basi in Giordania, Israele, Kuwait, Qatar, Bahrein e Arabia Saudita proprio per proteggerle ulteriormente in caso di conflitto. Washington aveva anche dispiegato decine di cacciatorpediniere lanciamissili della Marina nelle acque del medio oriente e del Mediterraneo per neutralizzare missili, droni e altre minacce aeree. Ieri il Comando centrale militare (Centcom) ha fatto sapere che gli attacchi iraniani non hanno causato vittime nelle basi americane, i danni sono stati minimi: "L'Armada è pienamente operativa".

 

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