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difesa e negoziati
Così il ministro Fedorov ha studiato tutti gli attacchi russi di gennaio e impara a respingerli
Dopo ogni attacco importante, una squadra del ministero e dell’Aeronautica militare si riuniva per analizzare le conseguenze dell'attacco: la posizione dei droni intercettori, i punti in cui gli Shahed erano stati abbattuti e le loro traiettorie balistiche. La guerra vista come una complessa formula matematica
Kyiv. Alla vigilia del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina su vasta scala, funzionari ucraini e occidentali si sono riuniti in un hotel di Kyiv per discutere ancora una volta del fatto che i crimini commessi dal paese aggressore non devono rimanere impuniti. Ma per ora, questi discorsi sulla giustizia sembrano troppo teorici e lontani dalla realtà. Il processo di istituzione di un tribunale per Putin e i suoi collaboratori procede con estrema lentezza. Non è ancora stata assegnata una sede per questo tribunale in nessun paese europeo. Invece, il processo negoziale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti per porre fine alla guerra è molto attivo, prevede la discussione di compromessi dolorosi per raggiungere la pace.
“Non è un segreto: ci sono molti intoppi sulla strada dei negoziati”, ha dichiarato Kyrylo Budanov, capo dell’Ufficio della presidenza dell’Ucraina, parlando ai giornalisti. “Ma stiamo sicuramente andando avanti e stiamo raggiungendo un punto in cui tutte le parti devono prendere decisioni definitive: se continuare questa guerra o procedere verso la pace”, ha osservato. Il Foglio ha chiesto a Budanov se Vladimir Medinsky, l’assistente di Putin tornato nella delegazione russa, continui a tenere ai negoziatori lezioni storiche di ore passato comune di Russia e Ucraina. “No. Ha fatto un esempio storico, piuttosto interessante. Ha impiegato pochi minuti”, ha detto Budanov, rifiutandosi di entrare nello specifico. Il 26 febbraio si è svolto a Ginevra un altro round di negoziati, ma Budanov non era presente: era un incontro fra americani e ucraini. Il prossimo incontro avrà probabilmente luogo ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, all’inizio di marzo, ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso trasmesso in video.
L’estrema complessità del processo negoziale però non è passata inosservata al ministero della Difesa ucraino, la cui guida è stata assunta a metà gennaio dal giovane ed energico Mykhailo Fedorov. La sera del 23 febbraio, Fedorov ha dedicato oltre due ore a descrivere dettagliatamente ai giornalisti il suo lavoro durante il primo mese del nuovo incarico, che ha coinciso con gli attacchi russi al settore energetico ucraino. L’obiettivo principale dello sviluppo di Kyiv è la difesa aerea. “Abbiamo implementato il sistema di revisione post-azione”, ha dichiarato Fedorov, mostrandolo in una delle slide della sua presentazione. Dopo ogni attacco importante, una squadra del ministero e dell’Aeronautica militare si riuniva per analizzare le conseguenze dell'attacco: la posizione dei droni intercettori, i punti in cui gli Shahed erano stati abbattuti e le loro traiettorie balistiche. Queste riunione sono state essenziali, perché in questo modo venivano prese le decisioni rapide per migliorare la difesa aerea. Nonostante le forti difficoltà, alla fine, è stata evitata una catastrofe umanitaria a Kyiv e questo inverno estremamente difficile è stato superato. Secondo il ministro, è stato creato un sistema elettronico che analizza efficacemente gli attacchi. "Il nostro obiettivo è identificare il 100 per cento delle minacce aeree in tempo reale e intercettare il 95 per cento dei missili e dei droni”, afferma.
Mykhailo Fedorov, che in precedenza era a capo del ministero per la Trasformazione Digitale, è riuscito a raggiungere rapidamente un accordo con Elon Musk e SpaceX per chiudere i terminali russi di Starlink. “Questo è diventato importante sia per la protezione dei civili sia per il rafforzamento delle capacità delle Forze armate ucraine”, spiega il ministro.
Per lui, la guerra è come una complessa formula matematica. E’ come se cercasse di calcolare tutti gli algoritmi che, se applicati, costringerebbero l’esercito russo a fermarsi. “Il nemico paga per ogni chilometro di territorio ucraino”, afferma Fedorov. Nella regione di Donetsk, secondo i suoi calcoli, si tratta di 156 soldati russi per chilometro quadrato, in media di 80. “Il nostro obiettivo è di superare i 200 occupanti uccisi per chilometro quadrato”, afferma. Questo è il livello di perdite oltre il quale l’avanzata diventerà impossibile”, è fiducioso il ministro. Il giorno successivo al colloquio con i giornalisti, a cui ha partecipato Il Foglio, Fedorov è partito per il suo primo viaggio al fronte come ministro della Difesa. “Dobbiamo fermare il nemico in ogni ambito: sulla terraferma, in mare e nel cyberspazio”, ha concluso.