LaPresse
Fisio e jihadista
Il Jihad di Gaza conferma una verità della guerra tragica: terroristi in camice bianco
Fadi al Wadiya, l'uomo ucciso da Israele nel 2024 e indicato da Medici senza frontiere come membro del suo staff, era in realtà uno degli agenti d'alto rango dell'organizzazione terroristica nata dopo la Rivoluzione islamica in Iran
“Il nostro collega Fadi al Wadiya è stato ucciso questa mattina da un attacco nel nord di Gaza, mentre stava andando al lavoro nelle clinica MSF dove dava assistenza. Fadi era un fisioterapista padre di tre figli, lavorava con MSF dal 2018. Condanniamo con assoluta fermezza questo brutale attacco. Dal 7 ottobre 2023, sei dei nostri colleghi e colleghe sono stati uccisi a Gaza”. Così Medici senza frontiere aveva pianto nel 2024 l’uccisione da parte di Israele di Fadi al Wadiya. Il 2 gennaio, a Repubblica, Monica Minardi, presidente di Medici senza frontiere Italia, aveva detto: “Sui nostri collaboratori facciamo controlli rigidi, non assumeremmo mai persone legate a gruppi armati”. Soltanto che Fadi al Wadiya, oltre che di Medici senza frontiere, era un collega anche dei jihadisti palestinesi.
“Controllate sempre chi state assumendo: il vostro collega, Fadi al Wadiya, è stato un importante terrorista del Jihad islamico” disse Israele quando il fisioterapista venne ucciso. “Ha promosso il lancio di missili dell’organizzazione terroristica, noto anche come mezzo per mettere a repentaglio la vita dei civili”. Ora è il Jihad islamico palestinese a confermare che l’uomo ucciso da Israele nel 2024 e indicato da Medici senza frontiere come membro del suo staff, era uno degli agenti d’alto rango dell’organizzazione terroristica nata dopo la Rivoluzione islamica in Iran. Un poster del suo “martirio” con la divisa e il rango militare. Il 24 febbraio, il gruppo terroristico ha rivendicato Fadi al Wadiya come il vice capo della sua unità di produzione militare. In una serie di post pubblicati sui social, il Jihad islamico menziona diversi comandanti d’alto rango uccisi da Israele durante la guerra scoppiata il 7 ottobre. Uno di loro è Fadi al Wadiya. Alaa Hassan Abdullah Asbihi era un infermiere presso l’Ospedale europeo nel sud di Gaza, nonché vicecomandante dell’Unità militare del Jihad islamico. E’ stato ucciso in un attacco aereo nel dicembre 2023. Nell’elenco compare anche Mahdi al Mamluk, vice capo dell’unità di comunicazione del gruppo terroristico, ma a suo tempo indicato dal Comitato per la protezione dei giornalisti come un “tecnico di trasmissione” per la tv al Quds al Youm (affiliata al Jihad islamico).
Storia simile al dottor Hussam Abu Safiya, il medico di Gaza che ha criticato Israele anche nelle pagine degli editoriali del New York Times e che si è appena scoperto essere un colonnello di Hamas, fotografato con indosso l’uniforme militare mimetica di Hamas durante un raduno dell’élite dei terroristi per celebrare il completamento dell’ospedale Kamal Adwan. Un altro direttore dell’ospedale Kamal Adwan, Ahmed Kahlot, era tenente colonnello di Hamas, e arrestato dalle Forze di difesa israeliane ha rivelato in un interrogatorio che l’ospedale era stato trasformato in una struttura militare sotto il controllo dei terroristi.
I capi di Medici senza frontiere avrebbero dovuto scusarsi della scoperta che il loro collega era anche un terrorista, poi avrebbero dovuto accusare i terroristi di essersi infiltrati nelle loro strutture corrompendone la nobile missione umanitaria. Niente. Unrwa, al Jazeera, Medici senza frontiere e altri: quando si capirà che enti dell’Onu, organizzazioni umanitarie e media sono stati infiltrati da Hamas e Jihad islamico, sarà sempre troppo tardi. I cinquecento morti dell’ospedale al Ahli non erano cinquecento e non erano colpa di Israele ma di un razzo dei terroristi; i morti in guerra non sono per “il settanta per cento donne e bambini”; la Flotilla non è una nobile missione umanitaria ma un’operazione di propaganda cooptata dai Fratelli musulmani; più di metà dei “giornalisti” uccisi a Gaza non erano solo giornalisti e ora scopriamo dalla bocca dei terroristi che gli operatori sanitari erano anche altro: terroristi, appunto. Quando si scriveranno le troppe verità su questa tragica guerra sarà sempre troppo tardi.
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