editoriali
L'alleanza “storica” tra India e Israele. Così l'asse è diventato strategico. Il discorso di Modi alla Knesset
Dalla cooperazione militare agli equilibri con Iran e Golfo, la missione di Modi, oggi nello stato ebraico, consolida il riavvicinamento avviato nel 2014 e proietta Nuova Delhi come potenza di sicurezza globale. Per Netanyahu l’alleanza è una scommessa di continuità e allineamento a lungo termine
Oggi il primo ministro indiano Narendra Modi arriverà in Israele per una visita di due giorni su invito del premier israeliano Benjamin Netanyahu: non è la prima visita di Modi nel paese (la prima in assoluto di un primo ministro indiano fu nel 2017) ma quella di oggi dovrebbe segnare un altro primato, con il primo discorso di un capo di governo indiano alla Knesset, il Parlamento israeliano. Nonostante l’India abbia stabilito relazioni con Israele solo nel 1992 e mantenga stretti rapporti con l’Iran, l’elezione di Modi nel 2014 ha accelerato il riavvicinamento fra i due paesi, dalla difesa e sicurezza al commercio e alla tecnologia. Negli ultimi dieci anni l’India è stata la maggiore acquirente di armi israeliane, tra il 2015 e il 2019 gli acquisti di Nuova Delhi sono aumentati del 175 per cento e anche dopo gli embarghi su Israele l’India non ha mai messo in discussione la cooperazione sulla difesa. Nel 2017 i legami sono stati elevati a “partnership strategica”, un anno dopo Netanyahu ha ricambiato con un viaggio in India e il governo indiano ha puntato molto sulla “storicità” di questa seconda visita, che porterà a una più stretta “cooperazione economica, diplomatica e di sicurezza” nei settori “dell’alta tecnologia, dell’intelligenza artificiale e della tecnologia quantistica”, ha detto il premier israeliano. Per Netanyahu l’alleanza con Nuova Delhi è una scommessa di continuità e allineamento a lungo termine, e ha annunciato l’intenzione di creare un “esagono” di alleanze attorno e all’interno del medio oriente con India, Etiopia, Emirati Arabi Uniti, Oman, Somaliland, Giordania, Cipro e Grecia “che vedono la realtà, le sfide e gli obiettivi allo stesso modo, in contrasto con gli assi radicali sunniti e sciiti”. Per Modi l’alleanza con Israele è un’opportunità per mostrarsi una potenza “non allineata” e “stabilizzatrice” in grado di interagire alla pari con Stati Uniti e Russia, Israele, Arabia Saudita e Iran. Modi si gioca in Israele la trasformazione silenziosa dell’India in attore di sicurezza globale, disposto a investire in alleanze che rafforzano la sua posizione nel confronto con il Pakistan