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editoriali
In Europa aumentano le esclusioni di accademici dello stato ebraico
Un ricercatore all'università di Groningen, 23 accademici a un incontro dell'Associazione europea degli archeologi e un biologo a una conferenza a Singapore. A tutti loro è stato negato di partecipare a questi eventi in quanto israeliani. Se non è antisemitismo, gli assomiglia molto
La nostra università è riluttante a continuare o avviare collegamenti con istituzioni israeliane se vi è una qualsiasi relazione con questioni o attività militari o di sicurezza. Poiché la vostra istituzione si concentra sugli studi sulla sicurezza nazionale, non vorremmo avviare alcun collegamento”. Così il ricercatore israeliano Paul Weisko si è sentito replicare dall’Università di Groningen, in Olanda. Escluso esplicitamente perché israeliano. Non era implicito o insinuato; era dichiarato per iscritto. Weisko, come ha raccontato Haaretz, studia le relazioni tra Artico e medio oriente. Le esportazioni di idrocarburi contribuiscono direttamente al riscaldamento dell’Artico; il cambiamento climatico artico, a sua volta, rimodella i modelli meteorologici in medio oriente, spesso con conseguenze destabilizzanti. Le due regioni sono intrappolate in un circolo vizioso climatico, economico e politico. Chi non ha mai sentito questa storia? Ventitré accademici israeliani erano stati invitati a partecipare a un incontro dell’Associazione europea degli archeologi, a una condizione: nascondere la loro identità. “Qualsiasi riferimento all’affiliazione a un’istituzione o a un ente di finanziamento israeliano deve essere evitato”, si leggeva nell’invito. Durante una conferenza a Singapore, Yehu Moran, biologo dell’Università ebraica di Gerusalemme, incontrò un importante collega belga. Moran suggerì una collaborazione. Il belga si dimostrò entusiasta e i due iniziarono a preparare una domanda al Consiglio europeo della ricerca, da cui Moran aveva già ricevuto due sovvenzioni. Ma quando il collega belga presentò il progetto al suo dipartimento, ricevette una risposta negativa. “Non si fa ricerca con gli israeliani”. Per quanto siano pacifisti, per quanto critichino il governo Netanyahu, per quante mani tendano al popolo di Gaza, per quanto credano nei due stati, restano pur sempre degli israeliani. Se non è antisemitismo, gli assomiglia molto.
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