La guerra di Putin
La Wagner recluta europei "sacrificabili" sul nostro territorio per sabotarci
Secondo funzionari dell'intelligence occidentale, i reclutatori e i propagandisti che in precedenza lavoravano per il gruppo russo sono emersi come uno dei principali canali per gli attacchi di sabotaggio organizzati dal Cremlino nel nostro continente
I servizi segreti russi stanno utilizzando ex reclutatori della Wagner, la compagnia militare privata creata dal fu Evgeni Prigozhin, per organizzare operazioni di sabotaggio in tutta Europa, ha scritto ieri il Financial Times, citando fonti di intelligence europee. Dopo la morte di Prigozhin – nel 2023, l’aereo su cui viaggiava esplose in volo – le strutture della Wagner sono state integrate nelle operazioni gestite dal servizio di intelligence militare russo, il Gru. Oltre a reclutare combattenti per il campo di battaglia (i campi, bisognerebbe dire: la Wagner opera a livello internazionale), queste reti si stanno specializzando, si fa per dire, nell’arruolamento di persone che vivono in Europa, e che sono a caccia di guadagni, per appiccare incendi, fare atti vandalici e disseminare disinformazione all’interno degli stati europei che fanno parte della Nato. Secondo il Financial Times, i servizi russi hanno tentato di inserire almeno due intermediari, che secondo un funzionario che ha parlato con il quotidiano britannico, “vogliono sempre avere la possibilità di negare il loro coinvolgimento”. I servizi occidentali descrivono le reclute così: “Gli agenti utilizzati dalla Russia sono solitamente giovani, spesso reclutati online. Non sono spie. Di solito non presentano legami precedenti con la Russia. Sono mobili, spesso motivati esclusivamente dal denaro e del tutto sacrificabili”. Questa espressione, “entirely disposable”, sacrificabili, usa e getta, definisce il rapporto che la Russia di Vladimir Putin ha con i soldati del suo esercito, sacrificati a migliaia sul fronte ucraino, e che in generale ha con gli esseri umani: gli europei reclutati in quella che ci ostiniamo a chiamare “guerra ibrida” ma che è sempre più violenta e dannosa, non fanno eccezione.
Secondo le informazioni raccolte, il format di riferimento per la Wagner è quello originario, quando Prigozhin era ancora “il cuoco di Putin” – e non il ferocissimo comandante di mercenari altrettanto feroci che osò addirittura sfidare Putin con quella marcia inconcludente che gli sarebbe poi costata la vita – e finanziava la “fabbrica di troll”, l’Internet research agency che disseminava propaganda e disinformazione in Europa già dal 2014. Oggi, per il reclutamento, vengono utilizzate le piattaforme di messaggistica crittografate e i canali telegram: si individuano le persone arruolabili e si garantiscono buoni pagamenti. Il Financial Times cita l’incendio doloso di un magazzino a Londra del marzo 2024: un cittadino britannico di 21 anni, Dylan Earl, era stato reclutato online, aveva coinvolto altre quattro persone e organizzato l’incendio. (Peduzzi segue nell’inserto IV)
Il 9 febbraio scorso, il Boec, un gruppo di attivisti bulgari che indaga su corruzione e infiltrazioni russe, aveva detto di aver scoperto un sito nei pressi di Kladnitsa, un villaggio sui monti Vitosha, nel sud della Bulgaria, presumibilmente collegato al gruppo Wagner e di averlo segnalato al ministero dell’Interno bulgaro.
I funzionari europei che hanno ricostruito questa rete di sabotatori dicono che si sta ingrossando ma che, trattandosi di agenti non professionisti – e sacrificabili – sono meno competenti e meno bravi a nascondersi: questo permette talvolta di scovarli prima delle operazioni. Ma la loro incompetenza non deve distogliere l’attenzione dalla determinazione con cui la Russia cerca di destabilizzare l’Europa, danneggiandola, monitorandola e dividendola. L’obiettivo primario di Putin è indebolire gli europei, che sono diventati i sostenitori principali dell’Ucraina – sostituendo di fatto gli americani, che dall’arrivo di Donald Trump sono impegnati in negoziati non soltanto infruttuosi ma anche letali per gli ucraini stessi, come dimostra il record di civili uccisi dai bombardamenti russi durante il 2025. In questo processo, il presidente russo si è ritrovato – forse è stata una sorpresa persino per lui – ad avere un alleato proprio nel trumpismo: il segretario di stato americano, Marco Rubio, non è stato particolarmente ostile nei confronti degli europei durante il suo discorso alla Conferenza di Monaco (le aspettative erano anche molto basse), ma il disimpegno americano nei confronti dell’alleanza con l’Europa, militare ed economica, è già piuttosto evidente. Non sono permesse illusioni: il coinvolgimento della Wagner nelle operazioni sul nostro territorio è un segnale chiaro delle intenzioni russe, e Rubio “il buono” è andato in visita, dopo Monaco, a Bratislava e Budapest, le due capitali europee più antieuropee – e più vicine a Putin – che ci siano.