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Cambio di rotta

Agli islamisti indonesiani ora piace il Board of Peace 

Il presidente Prabowo convince le principali organizzazioni islamiche a sostenere il progetto di governance di Gaza. Cadono le accuse di neocolonialismo e di allineamento a Stati Uniti e Israele

Cadute le accuse di “neocolonialismo”, e pure quelle di essere al servizio “di America e Israele”. Dopo una riunione convocata dal presidente indonesiano Prabowo Subianto, le principali organizzazioni islamiche del paese hanno cambiato idea sulla decisione del governo di aderire al “Board of Peace”, l’iniziativa lanciata dagli Stati Uniti per sostenere la governance e la ricostruzione di Gaza. Il 3 febbraio scorso Prabowo ha convocato una riunione durata quattro ore con i leader degli influenti gruppi islamici, cercando di spiegare obiettivi e vantaggi per l’Indonesia.

 

Poco dopo in molti hanno cambiato idea: “Questa è una delle opportunità per l’Indonesia di perseguire in modo più concreto e progressivo risultati che abbiano un impatto più tangibile nell’aiutare la Palestina”, ha detto Yahya Cholil Staquf, presidente di Nahdlatul Ulama, la più grande organizzazione musulmana del paese, secondo quanto riportato ieri dal South China Morning Post. Il “Board of Peace”, presieduto da Donald Trump e composto da circa 24 paesi, aveva suscitato indignazione in Indonesia, ma il governo non molto tempo fa aveva annunciato lo stesso non solo l’adesione all’iniziativa, ma pure l’invio di circa 8.000 militari nell’ambito di una forza di stabilizzazione guidata dagli Stati Uniti. Secondo diversi osservatori, sarebbe in corso uno spostamento, dentro all’élite politica indonesiana, verso un approccio più orientato alla sicurezza regionale che alla priorità assoluta dell’indipendenza palestinese. E il merito è forse, in parte, anche di Prabowo.

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