Editoriali
Non solo Jimmy Lai. La Cina è sempre più aggressiva, anche militarmente
Manovre pericolose dei caccia di Pechino contro jet taiwanesi, giapponesi e filippini. E segnali di cooperazione con Teheran, la Cina mostra una diplomazia armata sempre più spregiudicata. Altro che potenza di pace
Durante una delle ultime esercitazioni militari attorno a Taiwan, “Justice Mission” del dicembre scorso, le Forze aeree cinesi hanno compiuto manovre insolitamente rischiose e provocatorie vicino ai jet taiwanesi che si erano alzati in volo per proteggere il proprio spazio aereo. A rivelare la notizia – che era sfortunatamente piuttosto prevedibile – è stato ieri il Financial Times. Un caccia cinese J-20, un caccia stealth di quinta generazione, avrebbe sparato flare verso un F-16 taiwanese, e un altro avrebbe volato talmente vicino dietro un F-16 taiwanese da essere “praticamente in posizione di tiro”. Le fonti ascoltate dal quotidiano hanno messo in relazione l’episodio con altri simili e molto recenti: per esempio all’inizio di dicembre, quando caccia cinesi hanno puntato i loro radar armati contro un jet giapponese, oppure quando, nello stesso periodo, un aereo cinese ha lanciato razzi di segnalazione contro un aereo di pattuglia filippino sopra le isole Spratly nel Mar cinese meridionale.
Le esercitazioni militari cinesi contro Taiwan, in occidente, sono spesso viste semplicemente come uno show di forza muscolare, ma questi piccoli episodi, messi assieme, mostrano una Cina sempre più provocatoria e aggressiva, in cerca forse di un incidente. Se la condanna a vent’anni di galera di Jimmy Lai, l’editore pro democrazia di Hong Kong, non ha influenzato il rapporto delle democrazie occidentali con Pechino, forse dovrebbero farlo i piccoli segnali che non fanno le prime pagine dei giornali ma che rendono la Cina tutt’altro che un paese pacifico in cerca di stabilità globale. E basterebbe anche guardare alla vera diplomazia militare della Repubblica popolare.
Ieri l’addetto militare dell’ambasciata cinese a Teheran ha regalato a Bahman Bahmard, comandante della Forza aerea della Repubblica islamica dell’Iran, un peluche a forma del caccia cinese J-20. Un messaggio per dire che gli aerei con cui la Cina si addestra alla guerra contro le democrazie del mondo, molto probabilmente, saranno venduti anche all’Iran.
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