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Un'esplosione in una moschea di Islamabad provoca 31 morti e quasi duecento feriti
È il secondo attacco suicida nella capitale pachistana in pochi mesi e non è stato ancora rivendicato. L'escalation con i "talebani pachistani" Tehrik-e-Taliban Pakistan e gli scontri degli scorsi giorni dell'esercito contro il Balochistan Liberation Army
Durante la preghiera mattutina del venerdì, nella moschea sciita Khadija Tul Kubra di Islamabad, un uomo si sarebbe fatto esplodere dopo essere stato fermato al cancello: il bilancio ufficiale è già arrivato da dieci a 31 morti, e secondo le autorità il numero è destinato ad aumentare. I feriti sono quasi duecento. L'esplosione è avvenuta mentre si concludeva nella capitale pachistana la visita di due giorni del presidente dell'Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev.
L'attacco non è stato ancora rivendicato, il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif ha dichiarato di aver aperto un'inchiesta: gli attentati a Islamabad non sono frequenti, ma negli ultimi mesi c'è stata un'escalation di attacchi dei "talebani pachistani" Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp), alleati del regime di Kabul. Il Pakistan ha accusato l’India di sostenere il gruppo sunnita, e pochi minuti dopo l'imam locale già definiva l'attentato "terrorismo indo-afghano che prende di mira e martirizza civili innocenti in Pakistan".
Questo è il secondo attentato suicida nella capitale pachistana in pochi mesi: a novembre dello scorso anno un uomo si era fatto esplodere all'ingresso di un tribunale nella periferia di Islamabad, uccidendo almeno 12 persone. L'attacco è stato rivendicato dal gruppo Jamaat-ul-Ahrar, una fazione separatista dei talebani pakistani. Negli ultimi giorni il Pakistan ha risposto a numerosi attacchi nella regione del Belucistan, al confine con Iran e Afghanistan, che hanno ucciso 50 persone e sono stati rivendicati dal gruppo indipendentista Balochistan Liberation Army. Soltanto ieri l'esercito pachistano aveva dichiarato di aver concluso un'operazione di sicurezza durata una settimana nella regione che ha portato all'uccisione di 216 combattenti, "terroristi" secondo Islamabad sostenuti da India e Afghanistan.