LaPresse

Editoriali

Contare la tragedia di Gaza. I numeri nascosti dentro ai settantamila morti

Redazione

I dati indicano un rapporto civili-combattenti tra i più bassi dei conflitti urbani moderni, lontano dall’idea di genocidio e dentro la logica tragica di una guerra contro il terrorismo

Si è diffusa la narrazione che Israele ha “ammesso” settantamila morti a Gaza. Ammissione interpretata in modi opposti: come la conferma di un massacro indiscriminato o come la prova che Israele non ha mentito sui numeri. Israele ha stimato un rapporto tra civili e terroristi uccisi a Gaza di 1,5-2:1, ovvero 25.100 terroristi eliminati. Questo implica un totale di decessi intorno ai sessantamila, inclusi i membri di Hamas e del Jihad islamico, per un totale di 36.750 civili rimasti uccisi. Il rapporto di 1,5-2:1, se confermato, è tra i più bassi nella storia dei conflitti moderni. Basta rapportarlo alle campagne militari contro il terrorismo, per non parlare delle campagne alleate in Iraq e Afghanistan.

 

Nella guerra del Golfo, il rapporto era di nove civili per un soldato; nella campagna internazionale del 2016-2017 a Mosul, in Iraq, contro l’Isis, è stato di nuovo di 9 a 1, che è la stima delle Nazioni Unite per il rapporto civili e combattenti nella maggior parte delle guerre urbane. A Gaza è di 1,4 a 1, forse di uno a uno. Sorprendente se pensiamo che Hamas usava intenzionalmente i suoi cittadini come scudi umani, piazzando uomini e armi dentro o vicino a ospedali, scuole, condomini, moschee e chiese. L’intelligence americana all’inizio del 2024 stimava che Israele avesse ucciso il trenta per cento delle forze di Hamas. Settemila uomini di Hamas, più altri 2.500 del Jihad islamico, se ipotizziamo perdite proporzionali simili. In altre parole, all’inizio del 2024 il numero di terroristi uccisi era già superiore a diecimila, molto prima delle feroci battaglie di Khan Younis, Rafah e Jabalia. Anche accettando le stime più basse israeliane, il rapporto resta tra i più “contenuti” per un conflitto di questa intensità e durata in un ambiente urbano simile. Non c’è stato dunque alcun “genocidio”, ma una tragica, terribile e anche giusta guerra difensiva contro il terrorismo causa del 7 ottobre.

Di più su questi argomenti: