in niger
L'aeroporto di Niamey che ospita militari italiani è stato attaccato
L'area dove sono stoccate anche centinaia di tonnellate di uranio dirette in Russia è bersaglio di un'offensiva, forse con droni. Si sospetta dei terroristi di al Qaida. I nostri soldati stanno bene, dice la Farnesina
In queste ore l'aeroporto di Niamey, in Niger, che ospita un contingente di circa 300 militari italiani è sotto attacco. Nella struttura si ritiene sia ancora stoccata un'elevata quantità di yellowcake, l'uranio estratto dalla miniera di Arlit, nel nord del paese, e in attesa di essere completamente trasferita in Russia, dove è stato venduto alla compagnia Rosatom. Fonti della Farnesina riferiscono che il personale militare e diplomatico stanno bene e che l'attacco si è concluso poche ore fa.
Le immagini mostrano un attacco sferrato forse con droni mentre nei video pubblicati dall'interno del Terminal i passeggeri in attesa di partire hanno preso riparo. Alcuni bersagli sono stati colpiti, come si evince dalle colonne di fumo e dalle esplosioni che si sentono in altre testimonianze video. Almeno due voli sono stati deviati su altri aeroporti, uno che proveniva dal Belgio e uno dall'algeria.
Non si sa chi sia il responsabile dell'attacco, probabilmente Jnim, il Fronte d'Appoggio all'Islam e ai musulmani, vicino ad al Qaida. Di certo, un attacco massiccio e di queste proporzioni all'aeroporto della capitale del Niger, che ha ospitato anche un contingente russo, è senza precedenti. Alcuni membri dell'opposizione alla giunta golpista, salita al potere nel 2023, hanno denunciato nelle ultime ore una crescente preoccupazione da parte delle Forze armate per la presenza di cellule di Jnim attive nel quartiere adiacente all'aeroporto.
Non ci sono ancora notizie delle condizioni dei militari italiani, stanziati nella Base 101, un compound all'interno dell'aeroporto, nel'ambito della missione Misin, per addestrare i militari nigerini.