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Editoriali
Al Sharaa ha un amico a Mosca
Putin promette di non interferire con i curdi in cambio del mantenimento delle basi di Latakia e Tartus. In quest’ultimo porto, i traffici di petrolio proveniente dalla Russia sono in aumento e i due paesi discutono da tempo accordi commerciali a cui Damasco non intende rinunciare
Ieri il presidente siriano Ahmed al Sharaa è atterrato a Mosca mentre era tutta ricoperta di neve. “Mi ha fatto ricordare la storia, il passato – ha detto a Vladimir Putin una volta giunto al Cremlino – Quante campagne militari hanno tentato di raggiungere Mosca, tutte fallite per il coraggio dei soldati russi e anche per la natura, che vi ha aiutato a difendere questa terra benedetta. Perciò chiediamo sempre a Dio la sua sicurezza”. Una cordialità che è stata ampiamente ricambiata dal presidente russo, che ha espresso soddisfazione per gli sforzi di al Sharaa per ristabilire “l’integrità territoriale della Siria”.
La benedizione di Putin all’avanzata delle forze di Damasco contro i curdi nel nord-est non era scontata, perché in passato i russi si erano ritrovati a sostenere i curdi in Siria, in funzione anti ribelli. L’endorsement risponde però a un calcolo preciso. Negli ultimi giorni, i russi hanno abbandonato la loro base militare di Qamishli, nell’area controllata dai curdi, concludendo un accordo più che vantaggioso con al Sharaa: ritirarsi da una base periferica per ottenere rassicurazioni circa il mantenimento di ciò che davvero conta per loro, ovvero le basi di Latakia e Tartus. In quest’ultimo porto, i traffici di petrolio proveniente dalla Russia sono in aumento e i due paesi discutono da tempo accordi commerciali a cui Damasco non intende rinunciare – come quello per le forniture di grano. Reuters ha scritto che al Sharaa e Putin hanno parlato anche dell’eventuale dispiegamento di forze di polizia russe sul fronte sud, fra Siria e Israele. Alcune fonti hanno spiegato all’agenzia stampa che nei colloqui si è affrontato anche l’argomento dell’eventuale attacco americano all’Iran, e persino su questo punto, nonostante il suo odio viscerale per Teheran, al Sharaa si sarebbe trovato d’accordo con Putin nel definire poco desiderabile una nuova guerra nella regione. Difficile però che su richiesta degli Stati Uniti, Damasco possa mai dare un diniego all’uso del proprio spazio aereo ad americani e israeliani per attaccare l’Iran.