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Editoriali

Minsk ride se l'opposizione è senza scorta

Redazione

Sviatlana Tikhanouskaya lascia Vilnius per Varsavia. Occhi aperti sulla Lituania

La leader dell’opposizione bielorussa, Sviatlana Tikhanouskaya, si trasferirà in Polonia. E’ dal 2020 che vive in Lituania, Vilnius ha dato rifugio a lei, ai suoi figli e poi a suo marito, da quando è stato liberato dalle carceri bielorusse in cui era stato recluso in quanto potenziale avversario del dittatore Lukashenka. La Lituania ha deciso di togliere la scorta a Tikhanouskaya, esponendola a molti rischi, e Varsavia si è offerta di fare per la leader bielorussa quello che Vilnius non era più disposta a fare. Tikhanouskaya rimane un bersaglio, la scorta è anche un riconoscimento del fatto che per i lituani, i polacchi, per noi europei, non è Lukashenka il vero vincitore delle elezioni del 2020. La decisione della Lituania è sorprendente, anche perché il paese è diventato il rifugio degli oppositori dei regimi, si è costruito una fama internazionale di piccola ma determinante fabbrica delle democrazia per bielorussi, russi e non soltanto. Improvvisamente questo ruolo guida, di faro anche per altri europei, sembra farsi più fragile e il regime di Minsk avrà certamente esultato per la notizia che Tikhanouskaya era rimasta senza scorta e senza privilegi.

L’ex ministro degli Esteri Gabrielius Landsbergis è intervenuto per ringraziare la leader bielorussa per il suo ruolo e per lanciare un allarme sulla politica del suo paese. Vilnius è stata un baluardo della difesa dei valori europei, dell’atlantismo, lo ha fatto anche perché sente la minaccia russa ed è convinta che, contribuendo a rafforzare l’occidente, si debiliti Mosca prima che possa sferrare il suo attacco. Da qualche anno la Lituania ha iniziato ad abdicare a questo ruolo e molto ha a che fare con la caduta del cordone sanitario che fino a questo momento aveva tenuto fuori i partiti estremisti. Il tabù è venuto meno con l’arrivo di Alba di Nemunas, una formazione antisemita, morbida con Mosca e con i regimi. Landsbergis vede delle somiglianze con i partiti filorussi in Moldavia, con Aur e Calin Georgescu in Romania, tutti molto forti su TikTok, che agiscono come una falange guidata da Mosca.

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