(foto Ansa)

il "non paper"

Tutti i punti dell'accordo Meloni-Merz per rilanciare la competitività europea. L'anticipazione del Foglio

David Carretta

Riduzione della burocrazia, rilancio del mercato interno e sviluppo di una politica commerciale. La premier italiana e il cancelliere tedesco hanno inviato una serie di proposte a Ursula von der Leyen, riprendendo lo spirito del rapporto Draghi (accolto martedì a Berlino)

Bruxelles. Un “non paper” di tre pagine può vedere la nascita di un nuovo motore italo-tedesco nell’Unione europea? Giorgia Meloni e Friedrich Merz hanno inviato ai loro omologhi dell’Ue e alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, un documento con una serie di proposte congiunte per rafforzare la competitività. “L’Europa sta rimanendo indietro. Dagli inizi degli anni 2000, il divario di crescita rispetto a Stati Uniti e Cina si è allargato, mentre molti nuovi concorrenti stanno aumentando la loro influenza a livello globale. Questo minaccia il tenore di vita europeo e la sovranità dell’Europa. Continuare sulla strada attuale non è un’opzione. L’Europa deve agire ora”, dicono Italia e Germania, secondo il documento ottenuto dal Foglio. Seguono una serie di proposte legate alla riduzione della burocrazia, al rilancio del mercato interno e allo sviluppo di una politica commerciale, alcune delle quali ispirate dai rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi. Ma, più che il suo contenuto, sul piano politico conta l’iniziativa. La presidente del Consiglio e il cancelliere tedesco si vedranno domani a Roma. Le relazioni tra Merz e il presidente francese, Emmanuel Macron, si sono raffreddate. Il tradizionale motore franco-tedesco non si è riacceso. La presidente della Commissione è una fedele esecutrice della volontà di Merz e un’alleata di Meloni. L’Ue ha bisogno di una spinta. Può venire dall’asse M&M?

Il “non paper” (documento informale) serve ad alimentare la riflessione del “ritiro” dei capi di Stato e di governo che si terrà il 12 febbraio ad Alden Biesen, in Belgio. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha convocato questo “ritiro” per una discussione libera dedicata unicamente alla competitività. Enrico Letta e Mario Draghi sono stati invitati a partecipare. Parlando a Davos, Merz ha riconosciuto che “solo il 10 per cento” delle raccomandazioni del rapporto di Mario Draghi sono state realizzate finora. “Dobbiamo fare molto di più”, ha aggiunto il cancelliere. “Il mondo è cambiato in modo così fondamentale negli ultimi mesi anni e mesi che questo è davvero il momento di andare avanti e cambiare le cose”. Merz ha fatto i parallelo con gli anni 1990, quando era eurodeputato, e tutte le energie dell’allora Comunità economica europea erano state dedicate al lancio del mercato unico grazie al piano e alla leadership di Jacques Delors. “E’ stato un grande momento dell'Ue. Questo è qualcosa che ha reso l'Europa forte”, ha detto Merz.

Il documento italo-tedesco non è l’equivalente del piano Delors. Non è nemmeno una fotocopia delle 400 pagine delle raccomandazioni di Draghi. Quelle più difficili sono state lasciate da parte. Ma rimane una tabella di marcia immediata. La riduzione della burocrazia – parte facile del rapporto Draghi – è una priorità per Merz e Meloni. “Chiediamo un’iniziativa mirata e trasversale, sotto forma di un ‘Omnibus per le autorizzazioni’, che miri ad accelerare radicalmente le procedure amministrative in tutti i settori”, si legge. “È urgente implementare un ‘principio di discontinuità’”, sulla base del quale la Commissione dovrebbe ritirare le iniziative legislative “zombie” che sono bloccate o obsolete. Italia e Germania vogliono introdurre “meccanismo di emergenza” che permetta di bloccare l’adozione di una nuova legge se c’è un aumento degli oneri amministrativi per imprese e autorità nazionali o se l’impatto sull’economia non è chiaramente valutato. 

Sul mercato unico, Italia e Germania lo vogliono più forte, sottolineando che per i due paesi gli effetti sulla crescita ammonterebbero a circa i 2-3 per cento del Pil. “Serve un accordo a livello dei leader** per impegnarsi in un approccio comune ambizioso, volto ad approfondire il Mercato Unico in settori strategici — a partire da servizi, energia, mercati dei capitali, digitale e telecomunicazioni — e a garantirne l’applicazione”, dice il documento. Meloni e Merz chiedono “l’istituzione di un 28º regime entro la fine di quest’anno”: non più 27 leggi nazionali da rispettare, ma “un quadro comune per le aziende innovative”. Germania e Italia vogliono anche una semplificazione delle regole sugli aiuti di Stato per facilitarne l’uso a favore delle imprese europee e incoraggiare la nascita di campioni europei. C’è spazio anche per alcune proposte (ma non troppo coraggiose) sull’unione dei mercati dei capitali: puntare sul venture capital, creare una borsa pan-europea, istituire un mercato secondario pan-europeo e rivedere i requisiti patrimoniali per il credito. Il “non paper” cita l’automotive e incoraggia la Commissione a una “politica commerciale ambiziosa” con la rapida conclusione di accordi di libero scambio con India, Australia, Emirati Arabi Uniti e paesi Asean.

L’avvicinamento di M&M – due leader conservatori e pragmatici, di due paesi fortemente interconnessi sul piano economico, ma che spesso sono stati lontani sulla politica europea -a Bruxelles e nelle altre capitali è stato notato. Come reagirà Macron, che contava su Merz per realizzare il suo progetto di sovranità europea, ma che è troppo fragile in Francia per pesare davvero nell’Ue? Come dimostra la vicenda del voto del Parlamento europeo sul Mercosur, anche i francesi posso diventare un problema se esclusi e messi in minoranza. L’attuazione del rapporto di Mario Draghi, che contiene molte delle idee del presidente francese, è invece rallentata dalla governance di Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione è restia alle scelte più coraggiose e difficili. Martedì Mario Draghi è stato a Berlino per incontrare Merz.