Foto ANSA

editoriali

Il tasso di natalità in Cina crolla ancora

Redazione

A dieci anni dalla fine della politica del figlio unico, il partito comunista cinese vede per il quarto anno consecutivo il segno meno sulle nascite. Nonostante propaganda e misure per aumentale le nascite, nel 2025 sono calate ancora

         

Nel 2025 la Cina di Xi Jinping ha registrato il tasso di natalità più basso della storia della Repubblica popolare cinese. Secondo i dati ufficiali pubblicati ieri dall’Ufficio nazionale di statistica cinese, l’economia di Pechino è cresciuta del 5 per cento nel 2025, mentre il numero di nascite è sceso a 5,63 ogni mille persone, un numero mai registrato dal 1949. Dieci anni dopo la fine della “politica del figlio unico” introdotta per frenare la crescita demografica del paese, il Partito comunista cinese per il quarto anno consecutivo si trova ad affrontare il problema contrario: la denatalità. La leadership di Pechino ha invertito i suoi slogan della propaganda, e dopo trent’anni di sterilizzazioni forzate e multe salatissime a chiunque tentasse di fare più di un figlio, ora parla di una nuova “cultura del matrimonio e della procreazione”, introducendo nelle scuole e nelle università corsi di “educazione all’amore” per instillare nei giovani i valori di matrimonio, fertilità e famiglia, allentando le regole sulle registrazioni dei matrimoni, organizzando “nozze di massa” e ideando misure “favorevoli alla fertilità”. Quest’anno il Partito ha stanziato 90 miliardi di yuan per il primo programma nazionale di sussidi per i bambini di età inferiore ai tre anni, e ha rimosso, a partire dal primo gennaio scorso, l’esenzione fiscale per i farmaci contraccettivi e preservativi e per i costi per le spese del parto. Ma i cinesi continuano a non essere intenzionati a fare figli: lo scorso anno il numero di nuovi nati in Cina è stato di soli 7,92 milioni, con un calo di 1,62 milioni, pari al 17 per cento, rispetto al 2024, e il problema non è più soltanto la politica del figlio unico. L’elevato costo della vita, l’instabilità economica e l’altissimo tasso di disoccupazione giovanile scoraggiano la popolazione, soprattutto i più giovani. Secondo un rapporto del 2024 dello YuWa population research institute di Pechino, la Cina è uno dei paesi più costosi in cui crescere un figlio (con un costo di oltre 65 mila euro fino ai 18 anni), le istruzioni e le sovvenzioni del Partito non bastano.

Di più su questi argomenti: