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Editoriali
L'Ayatollah quotidiano
Le oscene posizioni del Fatto sull’Iran e il “reportage” incredibile di Basile
Il M5s si è astenuto, unico partito, sulla mozione in sostegno del popolo iraniano. Basterebbe questo a qualificarli, e non c’è nulla di strano che il Fatto quotidiano, consentaneo sempre alle idee di Conte, abbia dato la notizia come se fosse buona. Ma siccome anche ogni indecenza dovrebbe avere un limite, ci si chiede per quale motivo – in base a quale strategia – il Fatto debba spingersi così tanto al di là, nel sostegno agli ayatollah, persino più di Conte. Ieri Travaglio è riuscito a scrivere che bisogna stare attenti a toccare l’Iran, poiché “è il primo fornitore di petrolio della Cina, sta nei Brics (anvedi!, ndr), è alleato di Russia”. Tutto vero, ma Travaglio lo scrive con ammirazione prossima all’inchino. Quale bisogno c’è? Ieri la prima pagina titolava: “Trump promette ‘aiuti’, si salvi chi può”. Nel sommario, messo tra virgolette non si sa di chi: “Oltre 3 mila morti”. Quando anche i media più prudenti parlano del doppio o del triplo. Una sottostima che suona offensiva, puzza di balle come su Bucha. A pagina 3 un altro titolo da regime support: “Le proteste calano. Il regime: è la Cia”. La gazzetta dei pasdaran non avrebbe titolato meglio.
L’articolo inizia così: “I principali assassini del popolo iraniano sono Trump e Netanyahu”, tanto per far intuire le fonti. Del “reportage”, per cui non troviamo aggettivazione adeguata, firmato da Elena Basile, ministro plenipotenziario in pensione dimessasi dalla carriera diplomatica “per potere ascoltare la mia coscienza”, scrive perfettamente la Piccola posta di Adriano Sofri. Vale però la pena annotare a futura memoria questa oscenità: “Un giovane mi ha chiesto: ‘Lei crede che io sia un terrorista? Così la tv di stato chiama gli studenti scesi in piazza a manifestare’. Ho dovuto rispondergli che legalmente sì (…) possono essere considerati terroristi”. Le SS che nei loro proclami chiamavano terroristi i partigiani avevano la stessa logica, e non avrebbero saputo dire meglio. Le idee del Fatto su Putin le conosciamo da anni. Ma schierarsi così apertamente dalla parte degli ayatollah, perché?
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