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“Lo stesso male”
Quello che accade in Iran riguarda anche Kyiv. Il messaggio di Zelensky e la notte sotto le bombe
Quello che sta accadendo a Teheran non è estraneo al presidente ucraino: l'Iran è stato il primo paese a schierarsi al fianco di Putin nella guerra contro Kyiv. Su X infatti ha scritto un post per far sapere che sostiene le proteste, che gli ucraini e gli iraniani che lottano per la propria libertà stanno dalla stessa parte
Più le temperature scendono, più Mosca bombarda gli impianti di produzione di energia dell’Ucraina e, nelle poche zone in cui è ancora possibile accendere il riscaldamento, viene tenuto bassissimo, per non sprecarlo. Le città sono al buio, la notte è pesta, quando inizia l’ora del coprifuoco, a mezzanotte, i fanali delle auto che sono la sola fonte di luce si fanno sempre più radi: tutto intorno soltanto freddo e oscurità. Nelle prime ore di martedì, la Russia ha scaricato contro l’Ucraina diciotto missili e trecento droni, “la maggior parte Shahed”, ha precisato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Se gli Shahed sono usati come arma contro gli ucraini è perché il regime iraniano ha rifornito Mosca di droni, lasciando che i russi imparassero anche a costruirli e renderli più veloci e dannosi. L’Iran è stato il primo a inserirsi al fianco di Vladimir Putin nella guerra contro l’Ucraina. Per questo a Zelensky quello che sta avvenendo a Teheran non gli è estraneo: le manifestazioni, la lotta degli iraniani contro il regime, il possibile intervento americano contro la Repubblica islamica sono fatti che riguardano anche l’Ucraina.
Zelensky ha scritto su X un post in inglese e in farsi per far sapere che sostiene le proteste, che gli ucraini e gli iraniani che lottano per la propria libertà e si difendono stanno dalla stessa parte: “Ogni persona perbene su questo pianeta desidera davvero che il popolo iraniano si liberi finalmente dall’attuale regime che ha portato così tanto male all’Ucraina e ad altri paesi. E’ fondamentale che il mondo non perda questo momento in cui i cambiamenti sono possibili. Ogni leader, ogni paese e ogni organizzazione internazionale deve intervenire ora e aiutare il popolo a rimuovere i colpevoli di ciò che l’Iran è tristemente diventato. Tutto può essere diverso”. Come disse Zelensky dopo il 7 ottobre, vedendo le prime immagini che arrivavano dai kibbutz colpiti da Hamas, tutto fa parte dello “stesso male”.
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