LaPresse
Saverio ma giusto
Ora che tocca arrendersi ai bulli, non sentite nostalgia per il buonismo di facciata?
"Non ho bisogno del diritto internazionale, il mio unico limite è la mia moralità" ha detto Trump. Dunque il diritto internazionale era un’ipocrisia, ma Dio solo sa quanto l’ipocrisia sia stata la più grande conquista civile di sempre, ciò che ha garantito pace e prosperità quanto, se non di più, della deterrenza
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato: “Non ho bisogno del diritto internazionale, il mio unico limite è la mia moralità” – cioè non ha nessun limite. Ecco cosa intendeva il ministro Antonio Tajani, quando mesi fa disse: “Il diritto internazionale conta fino a un certo punto”, adesso siamo a quel punto. A me il diritto internazionale piaceva: sarà anche stata una facciata, ma del resto cosa sarebbero le nostre case senza? Possiamo arredarle e tenerle pulite e in ordine quanto ci pare, ma se le nostre case non avessero una facciata (e possibilmente anche dalle mura spesse) ci pioverebbe dentro. Il diritto internazionale sarà anche stato violato o aggirato più volte in passato, ma sempre con qualche pretesto più o meno valido, con una scusa più o meno buona, salvando la facciata appunto. Pensate a Bush Jr. e alla fatica che ha fatto nell’inventarsi le armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein pur di invadere l’Iraq senza violare il diritto internazionale.
Il diritto internazionale dunque era sì un’ipocrisia, ma Dio solo sa quanto l’ipocrisia sia stata la più grande conquista civile di sempre, il nostro più grande collante sociale, ciò che ha garantito pace e prosperità quanto, se non di più, della deterrenza. Le cose si sono messe male (anzi, le cose sono sempre, storicamente, andate male, ma poi hanno iniziato ad andare peggio) quando abbiamo iniziato a dirci le cose in faccia; mentre invece le spalle servivano proprio a questo, a parlarci dietro – che poi è la ragione per cui nessuno ha più la schiena dritta: che te ne fai di una spina dorsale, se tanto nessuno dice più le cose alle tue spalle? Dunque in questo mondo sincero nel quale siamo condannati a vivere, ci tocca adesso subire la legge del più forte senza maschere, senza facciate né ipocrisie, senza filtri. Da persona debole quale sono, mi dichiaro fuori legge – e un tantinello preoccupato. Come mi devo comportare adesso? Come si sopravvive in un mondo così brutalmente tornato alla clava? Come dicevano i latini, “la legge non ammette ignoranza”, tantomeno la legge del più forte, di cui se non conosci le regole ti menano. La prima cosa da sapere, quando vige la legge del più forte, è che per far valere i tuoi diritti non te ne fai niente di un avvocato – salvo il vostro avvocato non sollevi pesi o tiri di boxe; vale cioè la regola “un dritto per un diritto”.
In questo mondo sempre più prepotente nessuno avrà più bisogno di un notaio, mentre tutti avremo bisogno di almeno una guardia del corpo. Basta iscrivere i figli a Giurisprudenza, mandateli in palestra o al poligono. E anche in caso di tamponamento stradale, la constatazione amichevole si fa a botte. Questo, per chi si volesse integrare. Altrimenti, c’è Darwin: il darwinismo infatti c’insegna che nella selezione naturale la sopravvivenza non è garantita tanto dalla forza, ma dall’adattabilità all’ambiente. E adattarsi alla legge del più forte significa o prendere steroidi anabolizzanti, oppure (come appunto Darwin insegna) farsi più piccoli e resistenti. I grandi predatori come i dinosauri non sopravvissero ai cambiamenti climatici; noi, più miti mammiferi, sì. Quindi non ci resta che smettere di lottare contro il climate change, anzi, favorirlo con fiducia; nella speranza che estingua gli attuali predatori, e si possa tornare a vivere in un mondo pacificamente ipocrita.