effetto dazi
Chi riguarda l'annuncio di Trump per punire chi fa affari con Teheran
Tra i principali partner commerciali dell'Iran che subirebbero un “effetto immediato” dei nuovi dazi americani, dopo la Cina, ci sarebbero Iraq, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Afghanistan, Pakistan, Oman, India e Russia
Le principali esportazioni iraniane riguardano in gran parte prodotti energetici, con il petrolio come voce più importante del paese in termini di valore. Lo scorso anno, l’80 per cento del petrolio è stato esportato nella Repubblica popolare cinese, il principale partner commerciale dell’Iran dal 2016, che fino a ottobre 2025 ha acquistato prodotti per un valore di oltre 12 miliardi di euro. I dazi annunciati ieri da Donald Trump si aggiungerebbero a quelli già in vigore sui prodotti cinesi negli Stati Uniti, pochi mesi dopo la tregua commerciale che aveva ridotto le tariffe dal 100 al 35 per cento. Pechino acquista dall’Iran non solo petrolio, ma anche plastica, minerali di ferro, prodotti chimici e metanolo, ma non è l’unico paese a importare prodotti da Teheran: secondo i dati più recenti della Banca mondiale, nel 2022 l’Iran, membro dell’Opec, ha esportato verso 147 partner commerciali. Tra i principali paesi che subirebbero un “effetto immediato” delle nuove sanzioni americane, dopo la Cina, ci sarebbero Iraq, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Afghanistan, Pakistan, Oman, India e Russia.
Iraq
Secondo i dati del Trade Data Monitor, basati sulle statistiche dell’Amministrazione doganale della Repubblica islamica dell’Iran, lo scorso anno, fino a ottobre, tra i principali esportatori iraniani la Cina è stata seguita dall’Iraq, che ha ricevuto beni per oltre 9 miliardi di euro. Oltre al petrolio, tra le voci principali dei prodotti alimentari esportati da Teheran ci sono pistacchi e pomodori. Anche un terzo delle importazioni iraniane riguarda prodotti alimentari, in particolare mais, riso, semi, oli di girasole e soia. La principale voce di importazione dell’Iran è l’oro: nell’ultimo anno ha importato oro per un valore di 6 miliardi di euro, rispetto agli oltre 4 miliardi di euro dell’anno precedente.
Emirati Arabi Uniti
Secondo i dati del ministero dell’Economia e del Turismo degli Emirati Arabi Uniti, gli scambi commerciali con l’Iran sono rimasti invariati negli ultimi due anni (oltre sei miliardi di euro), nonostante Abu Dhabi abbia svolto il ruolo di hub di riesportazione delle merci, consentendo ai prodotti iraniani di transitare attraverso i suoi porti e di raggiungere altri mercati globali.
Turchia
Negli ultimi anni le esportazioni dall’Iran alla Turchia sono aumentate notevolmente, passando da 4 miliardi di euro nel 2024 a oltre 6 miliardi l’anno scorso: a dicembre 2024 hanno fissato l’obiettivo di raggiungere 30 miliardi di dollari in scambi bilaterali: Ankara esporta principalmente macchinari e componenti, materie plastiche e vari prodotti chimici, prodotti agricoli e minerali metallici in Iran, mentre importa gas naturale, metalli e prodotti agricoli.
India
L’India è tra i principali partner commerciali dell’Iran e anche tra i paesi più puniti da Trump con lo strumento dei dazi: ad agosto li ha raddoppiati sulle merci provenienti da Nuova Delhi come punizione per l’acquisto di petrolio russo, portandole al 50 per cento. Il totale degli scambi bilaterali tra India e Iran è stato di oltre un miliardo di euro lo scorso anno, Teheran ha esportato principalmente frutta secca, prodotti chimici e articoli in vetro, mentre le principali esportazioni indiane verso l’Iran includono riso, tè, zucchero, prodotti farmaceutici e macchinari elettrici.
Russia
Ieri la propaganda russa era già pronta ad affermare che i dazi americani del 25 per cento non avranno alcun effetto sulla Russia. Eppure secondo i dati della Repubblica islamica, lo scorso anno la Russia ha importato beni iraniani per oltre un miliardo di euro. Ieri, dopo l’annuncio di Trump, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito le sanzioni occidentali contro l’Iran “illegali”: “respingiamo con fermezza i tentativi sfacciati di ricattare i partner stranieri dell’Iran con tariffe commerciali più elevate”, ha detto.
Sanzioni mascherate
Non solo petrolio: perché per la Cina l'Iran pesa più del Venezuela