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Sotto le bombe di Putin
Kyiv rimane senza luce, riscaldamento e acqua. La risposta russa alla trattativa per la pace
La Russia ha attaccato l’Ucraina con 240 droni e 36 missili di vario tipo. La temperatura è scesa a -8 gradi, con neve e ghiaccio. In questi momenti, gli ucraini si uniscono contro il nemico, mettono da parte le controversie interne e si aiutano e si sostengono a vicenda
Questo articolo è stato scritto dopo la notte di bombardamenti russi, quando non c’erano né elettricità né riscaldamento. Kristina ci chiede di specificare che nel suo appartamento c’era almeno l’acqua corrente. A Kyiv la temperatura è scesa a -8 gradi.
Kyiv. La notte del 9 gennaio, Lyudmila Yankina, residente a Kyiv e attivista per i diritti umani, non riusciva a dormire. Prima ha udito l’esplosione provocata da un drone Shahed, che ha colpito l’edificio vicino. Poi, un potente boato ha fatto vibrare le sue finestre. Il grattacielo in cui vive, sulla riva sinistra della capitale, sembrava tremare. Poco dopo, nel suo appartamento è saltata la corrente. Erano circa le 2.00 del mattino. “Nel giro di mezz’ora, non c’erano più né acqua né riscaldamento”, racconta al Foglio. Lyudmila sospetta che l’esercito russo abbia colpito la centrale termoelettrica nel suo quartiere.
La notte scorsa la Russia ha attaccato l’Ucraina con 240 droni e 36 missili di vario tipo. L’obiettivo principale dell’attacco erano Kyiv e la regione circostante, dove sono morte quattro persone, tra cui il medico 56enne Serhiy Smolyak, giunto sul luogo del bombardamento nel distretto di Darnytskyi per prestare i primi soccorsi ai feriti. Smolyak è stato ucciso durante il secondo bombardamento; altri quattro membri del personale medico sono stati feriti. L’esercito russo ha anche lanciato un missile balistico a medio raggio, meglio noto come missile Oreshnik, nella regione di Leopoli, al confine con l’Unione europea. In una dichiarazione ufficiale, il ministero della Difesa russo ha affermato che il lancio dell’Oreshnik è avvenuto in risposta all’attacco di Kyiv alla residenza di Vladimir Putin nella regione di Novgorod nella notte del 29 dicembre 2025, che però a oggi, stando alla mancanza di prove, risulta una notizia fabbricata dalla propaganda russa. Secondo il Wall Street Journal, la Cia ha concluso che non si è verificato alcun attacco contro la villa del leader russo e l’intelligence americana ne ha informato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Il massiccio bombardamento di Kyiv, il più grande dall’autunno del 2025, è avvenuto nel bel mezzo dei negoziati di pace. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è appena tornato da Cipro e da un viaggio a Parigi, dove ha incontrato i suoi partner europei della Coalizione dei volenterosi e i rappresentanti americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Il prossimo passo di questo processo è un nuovo incontro con il presidente degli Stati Uniti, che potrebbe aver luogo già a gennaio. Ma in Ucraina non c’è ancora la sensazione che la guerra stia per finire e che i colloqui di pace daranno risultati. Nella notte del 7 gennaio, la Russia ha bombardato Dnipro, un’importante città nel sud-est del paese, causando un blackout completo. La gente è stata costretta a caricare i cellulari nei “centri di resilienza”. E dopo il peggioramento del tempo e l'intensificarsi del freddo, Mosca ha colpito anche Kyiv. Attualmente la temperatura è scesa a -8 gradi, con neve e ghiaccio. Le previsioni prevedono che le temperature più rigide raggiungeranno il picco la prossima settimana. Il 13 gennaio, si prevedono nella capitale -13 gradi durante il giorno e -18 di notte. A seguito di questo bombardamento, metà dei condomini di Kyiv, circa 6.000, sono rimasti senza riscaldamento, ha annunciato il sindaco Vitali Klitschko, che ha esortato a lasciare la capitale, i cittadini che hanno la possibilità di andare dove sono disponibili fonti di riscaldamento alternative.
Lyudmila Yankina non ha intenzione di traslocare, anche se non ha elettricità, riscaldamento o acqua corrente. Dopo uno dei precedenti attacchi, ha trascorso cinque giorni senza riscaldamento. “Ho una scorta di coperte calde”, dice con un sorriso. Ha riempito due contenitori da 19 litri con acqua e ha comprato acqua potabile al supermercato. In casa ha un fornello elettrico, che non funziona durante un blackout, ma per situazioni del genere ha un fornello da campeggio compatto a due fuochi. Funziona con piccole bombole a gas. E’ riuscita a preparare da mangiare la sera prima dell’attacco, poiché sia il presidente sia l’ambasciata americana avevano avvertito di un possibile attacco di grandi dimensioni. “Se voglio un caffè o una zuppa calda, vado al bar qui vicino; funziona con un generatore”, dice. Yankina spera che i lavori di ripristino non si protraggano a lungo. Ammira gli operai ed elettricisti ucraini, che iniziano le riparazioni subito dopo gli attacchi. Il municipio di Kyiv promette che il riscaldamento tornerà in alcune case entro un giorno. Anche a Dnipro, la situazione si è quasi stabilizzata nel giro di 24 ore. Anche per lo scenario peggiore, l'ufficio del sindaco è ben preparato. “Sono già una kyiviana esperta”, scherza Lyudmila, che ha documentato i crimini di guerra commessi dai soldati russi in Ucraina fin dall’inizio dell’invasione su vasta scala.
I massicci attacchi della Russia al settore energetico non stanno raggiungendo i loro obiettivi, afferma Agiya Zagrebelska dell’ong Consiglio per la sicurezza economica dell’Ucraina. In questi momenti, gli ucraini, al contrario, si uniscono contro il nemico, mettono da parte le controversie interne e si aiutano e si sostengono a vicenda. E’ convinta che questo attacco sia un segnale non tanto per gli ucraini quanto per i loro partner occidentali. “Vale più per Washington, Bruxelles, Londra, ma soprattutto per Trump”, osserva Zagrebelska. La Russia sta testando la reazione del presidente americano al terrorismo contro i civili. Mentre l’esercito russo bombarda l’Ucraina, Kyiv continua a resistere e alle aggressioni di Mosca risponde sempre più spesso con attacchi mirati in territorio nemico.